Inappuntabili esecuzioni

Redazione

Inappuntabili esecuzioni

- lunedì 02 Aprile 2012 - 15:35

L’Orchestra da Camera “Gli Armonici” sarà protagonista, insieme con Anita Vitale, Jerusa Barros e Mimmo La Mantia, di due concerti-lezione del “Progetto Scuola” dedicati alla suite di Mario Modestini su temi dei Beatles

Domani, martedì 3 aprile 2012, è l’ultima replica di un progetto composito ed esclusivo per Amici della Musica di Palermo: in prima assoluta verrà presentata al Politeama Garibaldi, rispettivamente per i turni pomeridiano e serale, una suite di 9 canzoni dei Beatles rielaborate dal palermitano Mario Modestini per la voce di Anita Vitale e l’Orchestra da Camera “Gli Armonici”, con la partecipazione Jerusa Barros e Mimmo La Mantia.

Dalle opere di Vivaldi e di Bach sino al Novecento storico e a brani espressamente composti da varie generazioni di autori del nostro tempo: da Franco Mannino e Mario Modestini sino a Marco Betta, Federico Incardona e Giovanni Sollima. 

Il pezzo Across Abbey Road è in prima esecuzione assoluta; il Quartetto di Schubert, nella versione per orchestra d’archi di Gustav Mahler è in prima esecuzione a Palermo.

In occasione del loro ritorno nella Stagione degli Amici della Musica, “Gli Armonici” hanno scelto di affiancarsi alla cantante Anita Vitale (principale protagonista della suite di Mario Modestini), alla vocalist capoverdiana Jerusa Barros e al chitarrista Mimmo La Mantia.

Al mattino di oggi e domani 3 aprile (Politeama Garibaldi ore 11.00), l’Orchestra da Camera “Gli Armonici” sarà protagonista, insieme con Anita Vitale, Jerusa Barros e Mimmo La Mantia, di due concerti-lezione del “Progetto Scuola” dedicati alla suite di Mario Modestini su temi dei Beatles. L’esigenza di “raddoppiare” il numero degli appuntamenti nasce dall’esigenza di fare fronte al gran numero di richieste pervenute da parte delle scuole della città di Palermo.

80a Stagione concertistica 2011/2012

Politeama Garibaldi

 lunedì 2 aprile, ore 17.15 (Turno pomeridiano)

15a manifestazione – 3687° concerto dalla fondazione

martedì 3 marzo, ore 21.15 (Turno serale)

16a manifestazione – 3689° concerto dalla fondazione

Anita Vitale voce

Orchestra da Camera “Gli Armonici”

Umberto Bruno direttore, con la partecipazione di Jerusa Barros e Mimmo La Mantia

musiche di E. Sollima, The Beatles-Modestini e Schubert-Mahler

Mario Modestini presenta, in prima esecuzione assoluta, una suite di nove canzoni dei Beatles rielaborate per la voce di Anita Vitale e l’Orchestra da Camera “Gli Armonici”.

Fondata nel 1988 da Umberto Bruno (che riveste tutt’ora la carica di direttore stabile), l’Orchestra da Camera “Gli Armonici” è costituita da un gruppo di giovani musicisti siciliani che si alternano nei vari ruoli strumentali. Ospite delle principali associazioni concertistiche dell’Isola, l’Orchestra si è esibita anche in varie nazioni d’Europa e ha preso parte a numerose rassegne musicali (tra cui la Sagra Malatestiana, la Sagra Musicale Umbra, il Festival di Baku e il Victoria International Arts Festival). Tra i vari giudizi formulati dalla critica, si ricorda soprattutto quello di Giovanni Carl Ballola, che sulle pagine del periodico “L’Espresso” ha elogiato le “inappuntabili esecuzioni” dell’ensemble e del suo direttore. Vincitori del Premio Unesco 1994, “Gli Armonici” svolgono una regolare Stagione di concerti, hanno inciso numerose “rarità” del Novecento musicale europeo e vantano un repertorio che si dispiega attraverso i secoli: dalle opere di Vivaldi e di Bach sino al Novecento storico e a brani espressamente composti da varie generazioni di autori del nostro tempo: da Franco Mannino e Mario Modestini sino a Marco Betta, Federico Incardona e Giovanni Sollima. 

 Il programma in dettaglio

E. Sollima, Canti di Sicilia

Modestini, Across Abbey Road. 9 Canzoni dal repertorio dei Beatles

Schubert-Mahler, Quartetto in re minore Dv. 810 “La Morte e la fanciulla”

L’idea che sottende al concerto è quella del rapporto attraverso i secoli fra la musica colta e la canzone, popolare o d’autore che sia: ed ecco dunque che ai due temi tradizionali siciliani rielaborati da Eliodoro Sollima fanno seguito la rilettura per voce femminile e orchestra d’archi di nove brani dei Beatles realizzata da Mario Modestini e il Quartetto in re minore “La Morte e la fanciulla” di Franz Schubert, nella versione per orchestra di Gustav Mahler. Anche in questo caso, il punto di partenza è infatti costituito da una melodia vocale, quella del Lied schubertiano “Der Tod und das Mädchen” del 1817.

Eliodoro Sollima è un compositore, pianista e didatta con il quale l’Orchestra da Camera “Gli Armonici” è stata legata, nel corso del tempo, da un fecondo rapporto di collaborazione artistica. Dopo avere tenuto a battesimo brani come Disgression, Preludio ad un nuovo giorno e Tensioni, l’ensemble ha infatti eseguito per la prima volta anche i due Canti di Sicilia, pubblicati postumi nel 2003. Il brano inziale, “Cantu di mari”, si evidenzia per la forte tensione espressiva, da cui emerge, come trasfigurata, un’antica melodia siciliana. Il secondo movimento, “Cantu di gilusía”, risulta più vivace e accattivante. La strumentazione è stata ultimata, sulla base dell’autografo, dal figlio dell’autore Giovanni Sollima. Nato a Palermo nel 1937, Mario Modestini è un autore ben noto al pubblico palermitano per le sue opere da camera e per orchestra, ma soprattutto per le numerose collaborazioni con importanti attori e registi teatrali (da Giorgio Albertazzi a Pietro Carriglio), che testimoniano una singolara capacità di stabilire un rapporto fra la musica e la scena. Rievocando il suo passato da rocker, agli inizi degli anni Sessanta, Modestini si accosta ai temi di alcune canzoni dei Beatles, realizzandone un’elegante versione orchestrale. Fra i vari temi, ripensati per la voce di Anita Vitale, figurano Something, She’s Leaving Home (dall’album Sgt. Pepper’s), la psichedelica Strawberry Fields Forever e l’affascinante Across The Universe (dall’album Let It Be).  Il titolo della suite, Across Abbey Road, allude invece alla copertina di un celebre disco del 1969 in cui i Fab Four (con John Lennon in abito bianco e Paul McCarntey a piedi scalzi) attraversano sulle striscie pedonali davanti agli Studios della Emi di Londra ad Abbey Road (nel quartiere di St. John’s Wood). Il Quartetto in re minore Dv. 810 “La Morte e la fanciulla” appartiene, insieme con il ciclo Un viaggio in inverno e con i due Trii in si bemolle e in mi bemolle maggiore, ai grandi capolavori della maturità di Franz Schubert. Composta nel 1824, l’opera comincia con un vasto e drammatico “Allegro” dai caratteri quasi beethoveniani; il secondo movimento, in tonalità di sol minore, è costituito invece da un ciclo di variazioni sul tema di un Lied di Schubert nel quale assume particolare rilievo la parte del primo violino. Seguono, nell’ordine, uno “Scherzo” con il Trio in modo maggiore e un “Presto” in forma di rondò-sonata, che Einstein descrive come una sorta di danse macabre. La versione per orchestra di Gustav Mahler risale all’autunno del 1894 e non è mai stata eseguita durante la vita del compositore, ad eccezione del famoso “Andante con moto”.

 

 

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