La gastronomia siciliana tra tradizione e innovazione

Redazione

La gastronomia siciliana tra tradizione e innovazione

- mercoledì 19 Dicembre 2012 - 19:30

La storia culinaria siciliana ha lasciato segni indelebili come la cassata siciliana, la caponata di melanzane, il falso magro, le arancine e tanto altro ancora. Con il tempo, però, la nostra gastronomia ha subito un mutamento (anche se leggero) con delle rivisitazioni dovute alle abitudini alimentari contemporanee e alle nuove tecnologie, che permettono di elaborare ricette rendendole più digeribili, saporite e adeguate alle nostre nuove abitudini alimentari

 di Giuseppe Giuliano*

Colori, aromi, odori, storia, cultura: questa è la cucina tipica siciliana. Un passato legato alle dominazioni straniere che nei tempi hanno lasciato oltre le ricchezze artistiche anche quelle gastronomiche.

Una tradizione culinaria e pasticciera,  tra le uniche al mondo, per la sua semplicità e varietà dovute anche al frutto della terra e del mare che bagna questa magnifica terra  dallo splendido clima.

La gastronomia siciliana è  caratterizzata sia dalle tradizioni alimentari del contadino sia dalle preparazioni dei pescatori, nonché dalle tavole imbandite delle ricche famiglie nobiliari che hanno lasciato un’eredità di ricette inimitabili.

La tradizione culinaria sicuramente ha lasciato segni indelebili come la cassata siciliana, la caponata di melanzane, il falso magro, le arancine e altre svariate ricette che hanno avuto un posto principale nella ristorazione.

Ovviamente con il tempo la nostra gastronomia ha subito un mutamento (anche se leggero) con delle rivisitazioni dovute sia alle abitudini alimentari contemporanee, sia alle nuove tecnologie, che permettono di elaborare ricette rendendole più digeribili, saporite e adeguate alle nostre nuove abitudini alimentari.

Molte, però, sono le preparazioni culinarie e pasticciere dimenticate e certamente riportano ingredienti un tempo usati, ma oggi difficilmente reperibili.

I prodotti tipici frutti della terra e del mare vengono riproposti con semplicità nelle nostre tavole. Anche il modo di presentare un piatto o una torta diventa più semplice, evitando le decorazioni ‘barocche’ di un tempo.

Oggi si cerca di evitare, nella maggior parte dei casi, le cotture dette ‘aggressive’ e prolungate, cioè con temperature altissime che un tempo, se pure davano un sapore tipico alla pietanza, trasformavano i nutrienti rendendoli a volte poco salutistici.

Ormai la tendenza è quella di usare cotture a bassa temperatura e altre metodologie di cotture dei cibi. L’operatore è sempre più coinvolto nell’aggiornamento e tutto ciò rende il professionista cosciente del modo corretto di cucinare. Sicuramente la nostra gastronomia rimane sempre un patrimonio da rispettare e da salvaguardare, magari ricercando quei sapori perduti raccontandone ai giovani la storia e riproponendoli nel rispetto delle attuali norme igienico sanitarie e della salute.

 *Maestro di Cucina

Coach e Supervisor del Culinary Team Palermo dell’A.P.C.P.PA

www.giuseppegiuliano.it

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