Un minore su quattro allo sport preferisce tv e vita sedentaria

Ambra Drago

Un minore su quattro allo sport preferisce tv e vita sedentaria

- lunedì 03 Marzo 2014 - 08:50
Un minore su quattro allo sport preferisce tv e vita sedentaria

Bambini italiani pigri, sedentari e tendenti all’obesità. Colpa della crisi economica, della mancanza di strutture sportive  o altro?

di Ambra Drago

Un minore su quattro, pari al 23% (+2% rispetto al 2012) non fa moto e non pratica nessuna disciplina sportiva, nel 28% dei casi  (+13%) per difficoltà economiche. Quattro ragazzi su dieci si muovono in auto, pochi (il 24%) a piedi e ancor meno in bici (il 9%). Il 73% preferisce stare a casa nel tempo libero, statisticamente sette minori su dieci e nel loro regime alimentare mancano totalmente cibi come frutta e verdura per non parlare dei tempi  frenetici della quotidianità che porta spesso genitori e bambini a non effettuare una sana colazione spesso affidata a merendine ricche di conservanti accompagnate da bevande gassate.

Questo quadro è emerso dalla ricerca compiuta dall’Ipsos per Save the Children e Mondelz International Foundation.

Il rapporto tra salute, bambini e sport è stato oggetto del  progetto triennale di Save the Children, chiamato “Pronti, Partenza, Via” che durerà tutto l’anno e che ha coinvolto diverse città italiane tra cui anche Palermo.

In particolare nel capoluogo siciliano i quartieri oggetto di intervento sono l’Arenella e la zona dell’Acquasanta. Il progetto mira , oltre ad incentivare la pratica sportiva attraverso la realizzazione di  spazi all’aperto idonei ad ospitare bambini che vogliano svolgere attività sportive o anche solo giocare, ad incrementare le possibilità di socializzazione e correlazione con il gruppo dei pari. Inoltre, i beneficiari dell’iniziativa sono oltre 65 mila in tutta Italia e saranno accompagnati nel percorso dalla presenza di educatori nelle scuole primarie.

 Ma non basta  solo creare strutture sportive e ludiche per invogliare i ragazzi al movimento, occorre trasmettere anche delle nozioni legate all’alimentazione. Infatti secondo il rapporto Unicef “Bambini e adolescenti tra nutrizione e malnutrizione” realizzato in collaborazione con l’Istat sono proprio i minori del Sud e delle Isole a seguire una “dieta” tutt’altro che sana. Proprio in quest’area geografica si rileva la minore percentuale di bambini che consuma la quantità minima raccomandata di frutta e verdura di 5 porzioni al giorno con il 6,8% contro il 12% medio a livello nazionale.

Al contrario i giovanissimi preferiscono condurre uno stile alimentare molto più sregolato. Così all’interno di “Pronti , Partenza, Via” viene sviluppato anche un programma di educazione alimentare utile per i ragazzi ma anche per i genitori. Questi, quando si tratta di valutare lo stato di salute del proprio figlio risultano essere poco obiettivi, infatti solo un genitore su 10 ammette il sovrappeso, mentre per il  l’80% delle famiglie i propri figli sono assolutamente nella norma. Oltre al sovrappeso, sintomo iniziale di una sbagliata educazione alimentare, collegata alla mancanza di attività fisica, vi è l’obesità . Questa malattia colpisce maggiormente  coloro che vivono al Sud con il 34,6% rispetto al 22,7% del Nord-Ovest, al 21,1% del Nord-Est e al 24,6% del Centro.

 

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