Beni confiscati alla mafia e scopi sociali

Luca Licata

Beni confiscati alla mafia e scopi sociali

- venerdì 01 Gennaio 2016 - 08:59
Beni confiscati alla mafia e scopi sociali

I beni confiscati alla mafia avranno scopi e destinazioni a sfondo squisitamente sociale. verranno assegnati tra l'altro a comunità comunità terapeutiche...

I beni confiscati alla criminalità organizzata avranno scopi e destinazioni a sfondo squisitamente sociale. Molti verranno assegnati a comunità, associazioni, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti. Altri, verranno assegnati alle famiglie appartenenti alle Forze dell’ordine in difficoltà

 

di  Luca Licata

Comunità, associazioni, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti, associazioni di protezione ambientale riconosciute, operatori dell’agricoltura sociale riconosciuti.
Tutti enti con uno scopo sociale ben definito, quelli che hanno presentato istanza di concessione gratuita degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, diventati, dopo la confisca, proprietà del Comune.
Si parla di 214 istanze, quelle presentate entro l’11 dicembre, termine ultimo di scadenza per la presentazione delle istanze.
La partecipazione registrata al bando è stata molto ampia. Una partecipazione che non registra precedenti e che rappresenta un segno di grande attesa da parte della città per questa iniziativa e di una adeguata promozione da parte dell’amministrazione.

La gestione interamente telematica del bando ha rappresentato il primo caso nel Comune di Palermo, ed è stata un successo, perché ha semplificato notevolmente le procedure e le modalità di accesso alle informazioni, favorendo una maggiore partecipazione, più trasparenza e consentendo, altresì, di definire in tempi brevi l’iter di assegnazione.

Inoltre, dopo un’accurata valutazione delle richieste pervenute, verrà redatto un elenco degli istanti ammessi, che sarà pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Palermo.

Ogni soggetto ammesso riceverà, inoltre, apposita comunicazione contenente le credenziali di accesso (utente e password) e modalità operative, per visionare via web i beni confiscati messi a bando. Attualmente sono circa 50 quelli da assegnare, fra ville, uffici e magazzini. La graduatoria sarà valida per 24 mesi in modo da poter agevolmente e velocemente assegnare i beni che dovessero essere consegnati al Comune dall’Agenzia Nazionale. L’obiettivo, ribadiamo, è quello di creare nuovi spazi per attività sociali, culturali, educative e ludico-ricreative. In particolare, l’uso degli immobili dovrà prevede la creazione di spazi per la promozione delle attività volte a prevenire e rimuovere situazioni di particolare bisogno o emergenza rivolte a fasce disagiate e ancora, spazi per attività di volontariato per l’integrazione sociale di persone svantaggiate, per attività socio-assistenziali e socio-sanitarie, anche con la possibilità di creare opportunità occupazionali. All’interno degli immobili, dovranno anche essere previste spazi per la promozione, organizzazione e realizzazione di iniziative e attività culturali anche con la collaborazione di enti pubblici e privati, con particolare attenzione all’impatto sul territorio e al sociale, oltre alla promozione di attività culturali, cinematografiche, audiovisive artistiche e spettacolistiche. Ed ancora, creazione di spazi per le attività educative e ludico-ricreative, per promuovere l’incontro, la partecipazione e lo sviluppo di percorsi di cittadinanza attiva, anche attraverso il coinvolgimento di famiglie e per favorire la socializzazione e le relazioni e il diritto al gioco per lo sviluppo e il benessere delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.

Insomma, i beni confiscati avranno un ruolo squisitamente sociale.

A ribadire gli scopi, ma, soprattutto, la destinazione sociale dei beni confiscati alla mafia, si aggiunge un emendamento recentemente approvato alla Camera e sollecitato dal sindacato di Polizia Consap di Palermo, che prevede che gli immobili confiscati alla mafia possano essere affittati alle forze dell’ordine.

Dopo molte battaglie, tra le aule del parlamento, sui giornali e sulle trasmissioni televisive, la Consap è riuscita a far portare alla discussione del Parlamento un emendamento importantissimo per le forze dell’ordine. Questo emendamento sollecitato proprio dalla Segreteria provinciale Consap di Palermo è stato poi riformulato, durante la discussione in Commissione Giustizia, ma ha mantenuto l’esatto spirito originario. Finalmente gli immobili confiscati alla mafia potranno essere anche dati in affitto agli appartenenti delle forze di Polizia e dei Vigili del Fuoco.

Ma c’è di più, fino ad ora molti di questi immobili erano stati già assegnati alle questure e ad altri enti per finalità alloggiative, ma non potevano essere di fatto utilizzate perché gli appartamenti erano da ristrutturare e non c’erano i fondi per farlo. Il Sindacato di Polizia Consap, già da tempo, aveva però proposto una soluzione che permettesse, anche in mancanza di disponibilità economica da parte del Ministero competente, di ristrutturare l’immobile praticamente a costo zero. Fatta una graduatoria per stabilire chi, tra i poliziotti, avesse più bisogno di questi alloggi, gli assegnatari avrebbero provveduto da soli a ristrutturare l’appartamento, con tanto di preventivo e cose fatte in regola. Successivamente l’importo pagato per la ristrutturazione sarebbe stato scomputato dall’affitto che i poliziotti avrebbero pagato mensilmente. Alla fine, il senso dell’emendamento approvato oggi in parlamento è perfettamente questo.

E’ così che solo a Palermo per la Polizia di Stato si sbloccherebbero, dopo il si definitivo del Senato, circa trenta alloggi, confiscati alla mafia e assegnati alla Questura di Palermo,vuoti ormai da anni oppure occupati dagli abusivi.
È una grande vittoria per la legalità e per le forze dell’Ordine che hanno pagato un enorme tributo di sangue per la lotta alla Mafia.
La gente non sa che ci sono tanti addetti alle Forze dell’ordine che hanno difficoltà enormi per arrivare a fine mese. Si tratta di poliziotti monoreddito, con famiglie numerose o con disabili a carico o che hanno dovuto affrontare grosse spese per malattie spiacevoli e gravi.
Adesso, sbloccando questa vicenda degli alloggi, si potrà dare un contributo sostanziale a queste famiglie in difficoltà che sono quelle che saranno le destinatarie di questi alloggi, per l’occupazione dei quali è previsto, come è stato già applicato, un canone sociale ridotto.

 

 

 

 

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