Stragi nel Mediterraneo – Il telo della speranza

Redazione

Stragi nel Mediterraneo – Il telo della speranza

- mercoledì 06 Gennaio 2016 - 08:55
Stragi nel Mediterraneo – Il telo della speranza

Continua la strage silenziosa nel Mediterraneo, con i morti  che nel 2015 sono più che raddoppiati. E’ questo il senso del lungo telo che simboleggia il mar Mediterraneo, portato dai bambini,  quale segno di speranza. 

 

di Sergio Natoli*

Ancora sbarchi nel nostro porto di Palermo. Continua la strage silenziosa nel Mediterraneo, con i morti  che nel 2015 sono più che raddoppiati: da 1600 a oltre 3.700 di cui almeno 730 sono bambini. E’ questo il senso del lungo telo che simboleggia il mar mediterraneo, che da mare di speranza diventa spesso mare di morte. Un telo portato dai bambini,  quale segno di speranza.

Anche se l’Europa trova sempre risorse per bombardare, e non trova risorse per salvare vittime innocenti. Ora sembra che – a fronte della minaccia terroristica – si  trovi come giustificare i muri e la chiusura delle frontiere, oltre che il disimpegno nel creare canali umanitari che avrebbero potuto oltre che salvare vite umane, combattere il traffico degli esseri umani, una delle risorse del terrorismo.

Continua invece l’accoglienza dei richiedenti asilo e protezione internazionale che, dopo l’appello di Papa Francesco del 6 settembre scorso, è cresciuta nelle strutture ecclesiali, nelle parrocchie e nelle famiglie, realizzando “un’accoglienza diffusa, costruita insieme, senza conflittualità. Un’accoglienza intelligente che aiuta anche a conoscere volti e storie di sofferenza e a costruire, percorsi e progetti di cooperazione internazionale. Ancora una volta la Chiesa costruisce un gesto concreto, che supera pregiudizi e contrapposizioni ideologiche, che accompagna le persone, nella prospettiva di una ‘cultura dell’incontro’ che sola rigenera le nostre città”.

La stella della speranza è portata da alcun giovani arrivati con i barconi,  indica la via che conduce “verso un mondo migliore.  Alcune famiglie con i loro bambini, in rappresentanza dei cinque continenti, sono il segno visibile che la speranza inizia dai bambini.

Seguono alcune religiose non italiane rendono palese la loro presenza nascosta, silenziosa  ed operosa nei tanti servizi alla persona.

Oggi,  alle 11.00, nella nostra cattedrale si Palermo, nella festa della manifestazione del Signore a tutti i popoli, si rinnova la bellezza  della Pentecoste ed ogni lingua innalza la lode al Signore: bambini, ragazzi, giovani, uomini e donne dei cinque continenti ed in particolare gli ospiti dalla Missione Speranza e Carità di Biagio Conte, introducono la processione d’ingresso per la celebrazione eucaristica presieduta dal nostro Arcivescovo Padre Corrado Lorefice.

Ogni lingua da lode al Signore con canti, danze ed inni per esprimere l’unica fede in Gesù Cristo. Nella celebrazione vengono utilizzate più di 10 lingue diverse. I canti sono eseguiti dalla corale interculturale “Arcobaleno di popoli”. La coreografia è curata dal centro culturale Tamil.

Il canto d’inizio in lingua spagnola, “caminaré”, ci invita a camminare nella luce, nella fede e nell’amore.

 

*Ufficio Migrantes

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