Chewing gum: le eterne emozioni dei “diversi”

Pippo La Barba

Chewing gum: le eterne emozioni dei “diversi”

- lunedì 22 Febbraio 2016 - 07:56

Paride Benassai ripropone dopo quarant’anni  al Teatro Crystal “Chewing gum” (Matte da slegare), uno dei testi cult della ricerca popolare palermitana in campo teatrale.

di Pippo La Barba

Venerdì sera  è andata in scena la prima dello spettacolo “Chewing gum” (Matte da slegare), che verrà replicato sino al 28 febbraio il venerdì,  sabato e  domenica. L’autore e regista Paride Benassai è in mezzo al pubblico già in coda per il biglietto.

Gli chiedo se il testo non sia un po’ datato, considerando che  tutto è ambientato in un ospedale psichiatrico, dopo che da decenni con la riforma Basaglia queste strutture sono state soppresse. 

“Ho voluto mantenere – ribatte – la sceneggiatura originaria, solo declinandola al femminile, perché in fondo anche oggi che per fortuna non esistono più i manicomi, l’anelito verso la libertà di queste persone è rimasto intatto, libertà dai pregiudizi che una società individualistica mantiene nei loro confronti”.

Quale è il messaggio che si ricava dallo spettacolo?             chewing gum

“Debbo ringraziare non solo gli attori di questa messa in scena, ma tutti gli altri che in passato si sono cimentati su questo testo, da Lollo Franco a Sperandeo, da Edoardo De Caro a Nino Drago, sino alla stessa Stefania Blandeburgo protagonista anche nell’attuale versione. E’ merito loro  se hanno reso magico questo fortunato spettacolo, che attraverso la potenza espressiva e i movimenti fluttuanti nell’etere riflette la sensibilità ferita di chi nonostante la malattia ha conservata intatta la propria anima”.

Il Chewing gum rappresentato al Crystal  è un atto unico che riflette con una bella scenografia e un uso appropriato delle luci una condizione umana che si manifesta in diverse sfaccettature, dai paradossi agli stati malinconici, dalla disperazione al sogno, senza tuttavia mai perdere del tutto un barlume di speranza di liberarsi da una sofferenza insopportabile.

Interessante l’esordio fuori campo, con la più giovane protagonista intenta a sbirciare tra le pieghe del sipario chiuso ciò che avviene all’interno.

Molto intense e professionali le tre attrici veterane Daniela Pupella Melluso, Lavinia Pupella e Stefania Blandeburgo; ben inserite nella parte le più giovani Divina Benassai, Luna Benassai e Irene Enea.

 

 

 

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Un commento

  1. Francesco Paolo Magno ha detto:

    L’analisi di Pippo La Barba è, nello stesso tempo, SINTETICA ed ESAUSTIVA.

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