Siciliani in Germania: storia di una generazione dai sogni infranti

Luca Licata

Siciliani in Germania: storia di una generazione dai sogni infranti

- mercoledì 02 Marzo 2016 - 08:37
Siciliani in Germania: storia di una generazione dai sogni infranti

 

Tra i Paesi in cui si registra il maggior numero di siciliani emigrati, emerge la Germania, dove sono registrati 189.839 residenti siciliani. Una comunità che ha vissuto tra stenti, sacrifici e discriminazioni.


di Luca Licata

Il maggior numero di emigrati residenti all’estero è composto da meridionali, in particolare, siciliani. Secondo l’anagrafe dei siciliani residenti all’estero, elaborata dal dipartimento Lavoro dell’assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, i cittadini siciliani che risiedono all’estero sono più di 663 mila e rappresentano il 17 per cento del totale nazionale. Tra i Paesi in cui si registra il maggior numero di siciliani emigrati, emerge la Germania, dove sono registrati 189.839 residenti siciliani.

Ma come siamo arrivati oggi a queste cifre? Facendo qualche passo indietro nella storia dell’emigrazione siciliana all’estero, possiamo dire che dal 1955, dopo un accordo sull’immigrazione stipulato tra l’Italia e la Germania, cominciò a verificarsi un grande esodo di Italiani verso la Germania. Inizialmente, la politica migratoria della Germania, prevedeva un periodo di soggiorno temporaneo, inquadrando gli immigrati come lavoratori ospiti destinati a rientrare nel proprio Paese. Questa scelta, però, richiedeva un continuo ricambio di manodopera. Per le aziende, comportava una nuova formazione e nuovo addestramento del personale tutte le volte che si verificava questo ricambio. Tutto a discapito delle stesse aziende che, alla lunga, spinsero il governo verso una politica migratoria più stabile. Gettate le coordinate per una nuova politica sull’immigrazione, molti italiani e, in particolare, siciliani, cominciarono a perseguire progetti di vita più stabili. E così, molti scelsero di prolungare la propria permanenza.

Intorno agli ’60, molti italiani cominciarono a individuare come meta di maggiori opportunità proprio la Germania. Un ulteriore incremento si registrò nella seconda metà degli anni ’70. L’emigrazione italiana in Germania fu prevalentemente emigrazione meridionale. La Sicilia con il 20 per cento, circa, è la regione più rappresentativa, ancora oggi. L’esodo dei Siciliani in Germania nasce perché nel Mezzogiorno, nel dopo guerra, ci si trova con migliaia di persone che, dopo aver abbandonato la campagna, non hanno proprio cosa fare. Queste migliaia di unità diventano manodopera da impegnare nelle fabbriche tedesche, per giunta, a basso costo. L’ulteriore incremento nella seconda metà degli anni ’70, di cui abbiamo accennato, si registra perché comincia la fase dei ricongiungimenti familiari. Lavoro

Il primo flusso migratorio viene impegnato prevalentemente nelle miniere, nell’edilizia e nell’industria pesante. Si tratta, per lo più, di persone prive di istruzione e di scolarizzazione. Vivono in baracche o case fatiscenti, perché, spesso, vittime di un mercato immobiliare spietato nei loro confronti. L’immigrato siciliano è sempre stato discriminato, considerato ignorante, violento, aggressivo. Persino a scuola, i figli degli immigrati siciliani venivano messi in forte svantaggio rispetto agli scolari provenienti da altre etnie. Sono indescrivibili i sacrifici che gli emigrati siciliani dovettero fare in Germania per conquistare uno spazio dignitoso nella società tedesca.

Alcuni cominciarono a frequentare delle scuole di formazione professionale e di lingue per raggiungere un livello un tantino più paritario rispetto agli altri componenti della comunità immigrata. Oggi, possiamo dire che le loro condizioni sono cambiate notevolmente. La maggiore concentrazione di siciliani si registra nelle regioni industriali della Germania occidentale, in particolare nella zona di Monaco di Baviera (stabilimento BMW), Stoccarda (Mercedes) Francoforte e Colonia.

Oggi, ci sono ancora molti operai siciliani nell’industria o nell’edilizia. Molti altri, però, sono presenti nei servizi, nella ristorazione e nel settore alberghiero. Il terziario per gli immigrati rappresenta un lavoro di sottordine, dove non sono richieste qualifiche particolari e dove il posto è ancora molto precario e non sempre in regola. Ma tra gli immigrati meridionali ci sono, attualmente, anche manager, ricercatori, liberi professionisti e studenti, giovani partiti per la Germania per motivi di studio che poi sono rimasti per lavorarci.

La crisi dell’industria infine, non ha risparmiato i nostri emigrati. Nel 2002, infatti, il tasso di disoccupazione tra i siciliani emigrati in Germania era decisamente alto. Per alleggerire la morsa della crisi tra gli immigrati, la Germania decise di fornire aiuti finanziari a tutti quegli emigrati disposti a ritornare nel proprio Paese. Negli ultimi anni si sono registrati molti rientri.

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