Michele Perricone è “Coccitacca” Ovvero quando il cabaret diventa amarcord

Pippo La Barba

Michele Perricone è “Coccitacca” Ovvero quando il cabaret diventa amarcord

- mercoledì 16 Marzo 2016 - 08:03

Michele Perricone ha messo in scena al Teatro Crystal in prima assoluta un testo di Salvo Marano che fa ridere ma anche riflettere sui cambiamenti della vita negli ultimi trent’anni.

di Pippo La Barba

Non è il solito cabaret. Con grande presenza scenica e un’attenta regia l’attore Michele Perricone in una esilarante serie di monologhi ci fa ridere e nello stesso tempo riflettere su come è cambiata la vita rispetto agli indimenticabili anni settanta.

“Coccitacca” è il racconto dell’adolescenza di Michele, quando i ragazzi vivevano per strada, nei vicoli e si accontentavano di giochi semplici  inseguendo un pallone in campi di calcio inventati, tra automobili in sosta in trazzere polverose. Il poco bastava, lo stress era sconosciuto; i genitori, soprattutto le madri, pur ricorrendo a mezzi correttivi spicci (il mitico cucchiaio di legno), in fondo lasciavano vivere i ragazzi in strada perché lo ritenevano utile per la loro crescita, per far prendere loro coscienza della vita. Una bella pedagogia rispetto all’esistenza complicata e stressante di oggi.

Lo spettacolo si basa su una serie di monologhi molto intensi di Perricone, che passano dai toni scanzonati a  quelli lirici, e da cui emerge una sana filosofia di vita.  Sono costruiti in quadretti intervallati dagli stacchi musicali del maestro Francesco Giunta, che accompagnandosi alla chitarra canta con partecipazione emotiva  motivi dialettali siciliani pieni di pathos. Notevole la performance finale ideata da Rossella Leone dei numerosi allievi della scuola di teatro del Crystal, che con grande passione ed entusiasmo creano una scenografia fantasmagorica e coinvolgente. Da sottolineare infine la valenza educativa della rappresentazione

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Un commento

  1. Francesco Paolo Magno ha detto:

    Rivedere come si comportassero i ragazzi nel passato è utilissimo, perchè ci consente di fare un paragone con la condizione presente, terribilmente DEGRADATA.

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