Maria, una donna in cerca di felicità

Clara Di Palermo

Maria, una donna in cerca di felicità

- lunedì 27 Giugno 2016 - 08:08
Maria, una donna in cerca di felicità

La storia di Maria, lontana dal suo paese di origine da giovanissima, con una bambina di 3 anni al seguito e tanti sogni infranti contro un muro di difficoltà...

Una storia di vita vera, segnata dalle sofferenze generate da imposizioni di una società che dal mondo occidentale sembra lontana anni luce. Ma che, se guardiamo bene, è proprio dietro l’angolo

 

di  Clara Di Palermo

Vi raccontiamo  la storia di Maria,  nome di fantasia per rispettare il suo diritto alla riservatezza, esempio di forza e coraggio, tra integrazione e nostalgia. Una vita dura la sua, lontano dal suo paese di origine già da giovanissima, con una bambina di 3 anni al seguito e tanti sogni infranti contro un muro di difficoltà.
La Sicilia sembrava un porto sicuro, in qualche cosa le ricordava il suo Sri Lanka, ma la casa bellissima, con il grande giardino e gli alberi da frutta, lasciata al paese per sfuggire a un destino di guerra, ormai era solo un ricordo. Maria lavora sodo, non si arrende, deve garantire un futuro a quella figlia alla quale vuole dare un destino diverso dal suo, sposa a un uomo che non ama e non ha mai amato, semmai rispettato. Nel nome di una legge non scritta, di una tradizione che vive ancora oggi, in una realtà così diversa dalla nostra, dove ancora le donne vanno in spose da bambine e dove i matrimoni sono decisi dalle rispettive famiglie. La vita scorre serena, faticosa ma serena in quella casa dove è ospite di una famiglia che ha preso a cuore la sua situazione e le offre vitto e alloggio e un piccolo stipendio per far fronte alle necessità della piccola, in cambio del lavoro da colf e da badante all’anziana madre.
Dopo 3 anni riesce a far arrivare in Italia il marito e la famiglia, ora riunita, ricomincia una vita insieme, apparentemente serena, ma fatta di tante difficoltà e sofferenze per Maria, costretta a dividere tetto e letto con un uomo che il suo cuore non riconosce.
Me la presenta un’amica, che mi dice “se cerchi una persona di fiducia per le pulizie, io posso garantire per Maria, persona onestissima”.

Le nostre vite corrono parallele, diventa una persona importantissima per la nostra famiglia, nasce un affetto sincero, un’amicizia che va oltre i ruoli e i colori. Maria diventa l’amica che aspettavo un paio di mattine a settimana per prendere il caffè insieme, l’amica a cui lasciare i bambini piccoli “giusto il tempo di arrivare al supermercato”……diventa una presenza sicura e fedele nelle nostre vite.
Il caso fece sì che lei sapesse di attendere il secondo figlio pochi giorni dopo che io avevo avuto la stessa notizia, i nostri figli nacquero ad un mese di distanza l’uno dall’altro e così, quando lei tornò al lavoro a casa dopo la maternità, avevamo altro da condividere. Raccoglievo i suoi sfoghi, le lacrime, i suoi racconti di una vita triste accanto ad un compagno che non si ama, ma col quale bisogna convivere per rispettare il volere delle famiglie.

“Questo matrimonio lo ha deciso mia madre – racconta -, mio marito l’avevo visto solo in foto prima del giorno delle nozze. Non mi era mai piaciuto e non l’ho mai amato. Negli anni è nato l’affetto per un compagno di vita, per un padre che, va detto, avrebbe fatto di tutto per i suoi figli, forse non altrettanto per la moglie…..”, per quanto le avesse da sempre riconosciuto il ruolo di perno della famiglia. sri-lanka

“I miei genitori non avrebbero mai accettato l’idea di un divorzio – aggiunge Maria – e non hanno mai saputo quanto io sia stata infelice, per loro era sufficiente che quest’uomo fosse di famiglia molto benestante. Che poi….non ci siamo potuti godere niente di questo benessere, in fuga dalla nostra terra dilaniata dalla guerra”.

Ancora oggi, nello Sri Lanka, la condizione della donna è di parziale sottomissione a rigide regole, questo vale soprattutto per le donne Tamil, mentre le singalesi vivono una dimensione più vicina a quella del mondo occidentale. E’ singolare rilevare come, nel paese che ha avuto la prima donna al mondo Primo Ministro, Sirimavo Bandaranaike, oggi le donne in parlamento non sono nemmeno il 6% del totale.
Le donne di etnia tamil, come Maria, devono rispettare una società che impone devozione verso un uomo scelto dalla famiglia, non sono libere di lavorare dopo il matrimonio, perché viene loro suggerito di restare a casa a curare marito e figli.
E il dato ancora più terribile è quello degli abusi sessuali: nello Sri Lanka, ogni 90 secondi c’è una donna che subisce violenza sessuale.
Maria aveva una intelligenza brillante, era davvero sprecata, se avesse avuto la possibilità di essere libera di fare le sue scelte, avrebbe potuto raggiungere grandi traguardi e avere una vita diversa. Quando il marito è morto per una grave malattia, ha lasciato la Sicilia ed è volata in America, a raggiungere alcuni familiari e cercare un futuro migliore per sé e i suoi figli. Ha lasciato tanti ricordi, un affetto che non passerà e l’immagine di un bellissimo sorriso.
E’ una gran donna, che ha saputo rinascere tante volte dalle sue stesse ceneri e che subisce le contraddizioni di un mondo che crede ancora che qualcuno abbia il diritto di prevalere sul prossimo. Maria ha ottenuto una piccola vittoria, che per lei è grandissima: ha difeso strenuamente  la libertà di sua figlia di vivere la vita che voleva e scegliere il marito per amore. Solo per amore.

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