Con l’estate, il randagismo dilaga

Luca Licata

Con l’estate, il randagismo dilaga

- venerdì 22 Luglio 2016 - 08:31

Con l'estate aumentano i cani randagi. Sono tanti i vigliacchi, che per godersi le vacanze in santa pace, abbandonano "l'amico fedele"...

L’emergenza estate arriva anche per gli animali. Con l’arrivo della bella stagione, molti abbandonano il proprio cane per fare le proprie vacanze. Così, con l’estate, il randagismo dilaga

 

di  Luca Licata

L’utilitaria lascia le ultime case della città. Con slancio improvviso imbocca la statale. Cinque, sei chilometri di scorrimento a velocità spedita. Svolta a destra verso la prima stradina di campagna. Qualche chilometro di tratto polveroso e… l’auto arresta la sua corsa.
Un uomo scende. Percorre qualche passo con arai circospetta attorno alla macchina, torna indietro apre il bagagliaio. Un bell’esemplare a quattro zampe balza fuori. E’ un suo vecchio amico. Comincia a correre all’impazzata tra i campi. In un istante, l’uomo risale in macchina: un colpo di acceleratore e via. L’altro dirotta la sua corsa verso l’auto, ma non la raggiunge. Si ferma perplesso e incredulo. Una folta nube di polvere lo divide dal suo ex amico bipede e lo separa per sempre da quello che fino a quel momento è stato il suo mondo. cani-abbandonati-

E’ il destino delle migliaia di animali vittime del meccanismo inconcepibile che si innesca nel cervello dei loro padroni con l’approssimarsi dell’estate.

Negli ultimi anni si stima che i cani randagi a Palermo siano tra circa 5 mila, 60 mila quelli presenti su tutta l’Isola. Un fenomeno veramente allarmante. Il canile municipale ospita pochi esemplari. Sempre numeri sparuti, rispetto alla massiccia presenza, anche quelli rappresentati dai cani accolti nelle strutture private, spesso, non sufficientemente adeguati.
Le istituzioni non hanno preso coscienza del grave degrado ambientale provocato dal randagismo (malattie infettive, aggressioni dal branco, eccetera). E’ fondamentale l’intervento ambientalista che dovrebbe essere riconsiderato nella sua funzione di tutela dell’ambiente.
Bisognerebbe pianificare una serie di interventi mirati, atti a coinvolgere in una collaborazione sinergica l’intera città, partendo da un’analisi delle condizioni esistenti sul territorio.
Le strutture di accoglienza non si sono potute adeguare alle esigenze crescenti. Il canile municipale non ha strutture adeguate, tali da garantire un buon funzionamento. I rifugi privati, invece, sono affidati unicamente alle iniziative di volontariato spesso boicottate da norme contraddittorie. Il canile municipale e i rifugi sono concepiti non come centro di prima accoglienza, bensì come dei grossi contenitori da riempire all’infinito.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta