Il parto: un evento naturale, ma non troppo

Redazione

Il parto: un evento naturale, ma non troppo

- venerdì 05 Agosto 2016 - 08:29

Il parto: un evento che nella sua ordinarietà racchiude tutto il fascino di un fenomeno straordinario...

Avvenimento carico di valenze sacrali ed esoteriche, ma anche fenomeno sociale che si trasforma nei secoli. Il parto, un evento naturale…ma non troppo

 

dall’archivio de L’Inchiesta numero 82 di marzo 2003

Il parto: un evento che nella sua ordinarietà racchiude tutto il fascino di un fenomeno straordinario; una rivelazione del macrocosmo nel microcosmo o, in termini propriamente hegeliani, la sintesi rivelata nella natura fisica dei due principi metafici originari, opposti e complementari: maschile e femminile.
Fin dai tempi più antichi, dare alla luce un figlio non significava solo assicurare a sé stessa e al proprio compagno la prole o la continuità della stirpe di appartenenza, ma anche partecipare al naturale andamento del ciclo vitale.
In tutta le società si avvertiva forte la perfetta corrispondenza fra mondo animale e vegetale, così il parto si iscriveva nel più generale ciclo del divenire.

Prendere coscienza dell’evento, allora, significava assumere coscienza della vita fisica e dell’Essere metafisico. Morte e nascita costituivano la maglia di un’unica struttura cosmologica che legava al passato e al futuro.ostetrica
La stessa tradizione, ancora oggi ampiamente diffusa, di attribuire ai neonati il nome dei nonni o di altri ascendenti, testimonia la volontà di legare questi due punti opposti della circonferenza spazio – temporale, per rendere possibile una congiunzione reale tra ciò che era stato, ciò che era e ciò che doveva essere.
Ma al di là di queste valenze esoteriche e sacre, il parto oggi viene avvertito essenzialmente come fenomeno biologico e fisiologico. In verità, l’evento racchiude un’altra valenza, cioè quella propriamente culturale.
Contrariamente a quanto avviene oggi, il parto non coinvolgeva mai il marito, non solo perché era considerato un fatto esclusivamente femminile, ma anche perché, di norma, il marito veniva interpellato soltanto quando l’evento volgeva verso situazioni critiche per la partoriente, per il nascituro o per entrambi. Coinvolgere il marito significa attrarre la cattiva sorte, pertanto l’uomo restava fuori.
Molto curiosa era la chiusura di porte e finestre. Ogni fessura della casa veniva ermeticamente chiusa sia per proteggere dal freddo sia per impedire agli spiriti maligni di giungere.
Assai frequente era il ricorso agli amuleti che, secondo le credenze, pare avessero il potere di propiziare un buon parto.
Tra gli oggetti cristiani, invece, si ricordano le catene di San Leonardo e la cintura di Santa Margherita, che venivano poste sul ventre della partoriente.

La Chiesa, in seguito, ha disconosciuto tutte quelle pratiche e credenze in cui la simbologia sessuale risultasse troppo marcata e tutti quei rituali sospetti di magia, condannandoli duramente, consigliando preghiere e alla partoriente di assumere l’umiltà che conveniva al suo stato.
Nella società moderna e contemporanea, questo concetto del parto è ancora attuale e diffuso.

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