Mezza età: poesia o delirio di un’età

Patrizia Romano

Mezza età: poesia o delirio di un’età

- venerdì 02 Settembre 2016 - 09:12
Mezza età: poesia o delirio di un’età

La mezza età. Il momento in cui, voltandosi indietro, si comincia a fare i conti con i rimpianti, con quello che non è stato...

La mezza età inizia quando l’età psicologica comincia a impennarsi e ad allinearsi con quella cronologica. Mezza età: quando inizia e come procede


Mezza età: è quello stadio della vita in cui hai raggiunto la cima della scala e ti accorgi che era appoggiata al muro sbagliato! (J. Campbell, The hero’s Journey) 

 

di  Patrizia Romano

Viene definita mezza età. In realtà, passate le 50 primavere, siamo a tre quarti e oltre del ‘mezzo del cammin di nostra vita’, altro che a metà. Secondo studi della London School of Economics, la mezza età inizia quando l’età psicologica comincia a impennarsi e ad allinearsi con quella cronologica. Un quarantenne che dimostra psicologicamente i suoi 40 anni è già vecchio perché a 50 ne dimostrerà 50, a 60 altrettanti e così via, non sa fermare minimamente lo scorrere del tempo con la propria psiche.
E’ a quel punto che arriva la fatidica crisi di mezza età. E’ il momento in cui, voltandosi indietro, si comincia a fare i conti con i rimpianti, con quello che non è stato.
Il rapporto benessere/aspirazioni raggiunge la soglia minima, proprio appena raggiunti i 50 anni. La nostra percezione di benessere, al di là delle reali condizioni in cui viviamo, raggiunge, infatti, il punto più basso quando ci troviamo a fare i conti con la realtà, rapportandola alle aspettative, il più delle volte, deluse.

Ma, insomma, cos’è e quand’è la mezza età? Chi sono gli over 50? Un paio di secoli fa, la soglia della metà della vita era fissata tra i 20 e i 30 anni. Oggi, invece, l’aspettativa di vita è aumentata in maniera significativa, quindi la soglia della metà della vita può essere individuata tra i 35 e i 45 anni, in condizioni normali. Ovviamente, in epoche e contesti specifici, l’aspettativa di vita può ridursi drasticamente. Se c’è un’epidemia oppure una guerra, le condizioni cambiano in maniera decisiva. Inoltre, l’aspettativa di vita è diversa a seconda delle varie classi sociali.

L’età di passaggio funge da centralina: da una parte raccoglie gli input provenienti dalle esperienze vissute fin qui, dall’altra parte  prepara gli output per il tempo ancora da vivere.

Tutto questo, comunque, non deve demoralizzarci. Non è ancora finita. Gli scienziati rassicurano e affermano che, superato il momentaccio in cui la crisi ha raggiunto il suo clou, si riparte. A poco a poco, si risale la china. Con l’età, la reazione emotiva alle occasioni mancate diminuisce. Per questo gli anziani soffrono meno per quel che poteva essere e invece non è stato. Insomma, la nuova visione della vita che ci spinge ad accettare la nostra vita per quel che è, ci aiuta a risalire la china e, quindi, a ritrovare la felicità perduta.
E, quindi? Innamorarsi dopo i 50 anni? Stando agli esperti…, assolutamente sì. Il nuovo stile di vita rende possibile il realizzarsi di simili eventi, come l’innamoramento, l’infatuazione, l’attrazione e giù di lì, anche alle teste canute. Anzi, oggi, vivere una seconda giovinezza dopo i 50 anni non solo è possibile, ma frequente.
Così come è frequente riscoprire il piacere della seduzione. Certo il suo successo è strettamente legato alle esperienze vissute nel corso degli anni under 50. Le sconfitte, le delusioni, gli errori, le disillusioni, vissute prima della fase canuta, rappresentano un patrimonio inestimabile da tirar fuori con la consapevolezza che non c’è più tanto tempo.

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