Expo del Pistacchio: l’oro verde di Bronte torna a far parlare di sé

Liliana Serio

Expo del Pistacchio: l’oro verde di Bronte torna a far parlare di sé

- venerdì 23 Settembre 2016 - 08:16
Expo del Pistacchio: l’oro verde di Bronte torna a far parlare di sé

Da venerdì 23 a domenica 25 settembre e dal 30 settembre al 2 ottobre, l’oro verde di Bronte torna a far parlare di sé...

Fervono i preparativi per l’ormai tradizionale incontro culturale, e non solo, con la XXVII Sagra – Expo del pistacchio di Bronte 2016. 

 

di  Liliana Serio

Per 2 interi fine settimana, precisamente da venerdì 23 a domenica 25 settembre e dal 30 settembre al 2 ottobre, l’oro verde di Bronte torna a far parlare di sé, trasformando il centro della meravigliosa Bronte in una vetrina privilegiata d’osservazione e degustazione del Pistacchio verde, l’unico e originale.

“L’Expo del pistacchio – dice il sindaco – promuove l’eccellenza di uno dei principali prodotti agricoli del paniere dell’Etna. Il pistacchio di Bronte, che ha ottenuto il marchio D.O.P. (Denomi­nazione di Origine Protetta attribuita dall’Unione Euro­pea nel giugno 2009), infatti, è da tutti riconosciuto come il più buono al mondo. La vetrina di casa che lo espone di conseguenza deve garantire prodotti di assoluta eccellenza”.

A motivo di ciò sia l’Asp che le Forze dell’Ordine si impegnano, nel corso della festa che durerà diversi giorni, ad effettuare costanti controlli a garanzia del rispetto delle norme sanitarie, fermando eventuali frodi a discapito dei consumatori con la richiesta del carteggio di certificazione della provenienza dei cibi venduti o distribuiti anche nell’area food a disposizione dei visitatori.

Quindi: desiderate assaggiare l’autentico “Pistacchio verde di Bronte”? Vi consigliamo di verificare prima dell’eventuale acquisto, che il prodotto scelto rechi l’eti­chetta con l’indicazione “Pistacchio di Bronte D.O.P.”.

 

 

Oltre l’oro verde di Bronte: tra natura e tradizione

Se non siete golosi e al buon Pistacchio preferite passeggiare e visitare luoghi d’incanto, vi invitiamo a perdervi lungo le strette stradine e le ripide scalinate del centro abitato di Bronte che, come narra la leggenda, fu fondata dal ciclope Bronte, figlio del dio del mare Nettuno.

La cittadina si trova a circa 800 metri d’altezza, adagiata come una sposa sul fianco dell’amato Etna, tra natura potente e incontaminata e rigogliosa produzione agricola. Ma non è tutto, perché è giusto ricordare che in realtà Bronte concede in dote più della metà del proprio territorio:

  • Al Parco dell’Etna,              expo-pistacchio-2016
  • Al Parco dei Nebrodi,
  • Alle Forre laviche del Simeto,
  • Al Parco fluviale dell’Alcantara

Il Parco dell’Etna, il primo tra i Parchi di Sicilia ad essere designato come tale, tutela un’ambiente naturale unico nel suo genere che abbraccia il vulcano attivo più alto d’Europa: l’Etna. Boschi, sentieri, panorami da togliere il fiato, prodotti tipici locali, centri storici molto antichi: questo è il Parco da visitare in ogni stagione per poter assaporare le sue mille sfaccettature.

Una superficie di oltre 85.000 ettari rende il Parco dei Nebrodi la zona protetta più estesa di tutta la Sicilia, estendendosi da Santo Stefano di Camastra fino al versante settentrionale dell’Etna, abbracciando 24 comuni. Il paesaggio naturale ricco e suggestivo, grazie anche alla presenza del Monte Soro, vetta più alta del parco a circa 1850 metri, ove è possibile spaziare con lo sguardo con l’Etna alle spalle e le Eolie che si intravedono guardando a nord. All’interno del Parco vi sono numerosi sentieri accessibili dai paesi del Parco e adatti a tutti. Gli Itinerari escursionisti invece sono ideali per visitatori esperti e adeguatamente equipaggiati che amano passeggiare anche per diverse ore.

Le Forre laviche del Simeto sono una riserva naturale. Nello specifico la zona di Bronte descrive la parte iniziale e più selvaggia del fiume, dove le acque giocano in un precario e affascinante equilibrio con la nera lava dell’Etna e dove, soprattutto, l’essere umano non può che restare incantato dalla vigorosa potenza che questo fiume continua a donare ininterrottamente.

Il Parco fluviale dell’Alcantara, tra i più agevoli da visitare grazie alla presenza della statale 185, vanta uno dei più importanti corsi d’acqua perenne di Sicilia, a cavallo fra le province di Catania e Messina, quasi a ridosso ai Parchi dell’Etna e dei Nebrodi. Si tratta di circa 40 km di sponde verdeggianti, un alternarsi di suggestive gole laviche ed endemismi vegetali di estremo interesse, che fanno della zona una meta senza stagione. All’origine il fiume si presenta come un ruscello, ma quando entra e converge nel bacino vulcanico dell’Etna, assume una forza e un vigore che gli permette di scorrere in maniera impetuosa tra eruzioni vulcaniche di antica data, formando gole e cascate di rara bellezza. gole-dellalcantara_

Il paesaggio che nasce dall’incontro di acqua sorgiva, roccia lavica e cielo, ha incantato i viaggiatori di qualunque epoca e nazionalità. E non è un caso se anticamente Tucidide chiamamva le gole dell’Alcantara Akesines o Assinos, per poi divenire sotto la dominazione islamica Al Qantarah, ovvero il Ponte (per la presenza di resti di un antico ponte romano che permetteva il passaggio delle legioni imperiali) o ancora Cantera per i Normanni: fermatevi ad osservare lo scorrere del tempo, della Storia e della cultura locale tra le sponde di questo fiume. Lasciate che le rive dell’Alcantara diventino un viaggio, il vostro, fra natura e cultura bizantina, araba e normanna.

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