Celiachia: “intolleranza” permanente al glutine

Liliana Serio

Celiachia: “intolleranza” permanente al glutine

- lunedì 03 Ottobre 2016 - 08:30

La celiachia, conosciuta anche come morbo o malattia celiaca, sprue celiaca o enteropatia da glutine, è una enteropatia immunomediata che può essere definita in modo generico come “intolleranza” permanente al glutine

 

di  Liliana Serio

Per eneteropatia si intende una malattia dell’intestino, mentre il termine immunomediata specifica che è lo stesso sistema immunitario dell’individuo (in seguito all’ingestione di glutine) a danneggiare l’intestino riducendone o abolendone la funzione generalmente esplicata. In tal senso si può dire che il glutine per l’individuo celiaco è “tossico”.

L’insorgenza di questa malattia dipende, fondamentalmente, da fattori ambientali e da fattori genetici. Soggetti geneticamente predisposti, in seguito all’introduzione di una componente proteica del frumento e di altri cereali, quali ad esempio il farro, l’orzo, la segale, l’avena, il kamut, il bulgur (grano cotto), il malto, sviluppano un’infiammazione cronica dell’intestino che determina a sua volta un quadro clinico variegato.

 

Cosa avviene quando si ingerisce il glutine?celiachia

Quando si ingerisce il glutine il sistema immunitario si attiva in modo anomalo, provocando di conseguenza un danno all’intestino. La mucosa che ne ricopre le pareti, nei celiaci, si appiattisce (si parla di atrofia dei villi intestinali) e non assimila come dovrebbe i nutrienti, specialmente grassi, ferro, calcio e folati.

È possibile accertare la presenza o meno di questa malattia grazie alle analisi del sangue (presenza di anticorpi anti-transglutaminasi, anticorpi anti-gliadina, anticorpi anti-endomisio), e alla biopsia duodenale endoscopica, in corso di dieta non priva di glutine, un esame purtroppo decisamente invasivo. In particolar modo, il danno intestinale inizia a guarire nel giro di poche settimane, dopo che il glutine è stato rimosso dalla dieta, mentre la diminuzione dei livelli di anticorpi avviene gradualmente nel giro di alcuni mesi.

Per coloro che hanno già intrapreso una dieta senza glutine, può essere indispensabile eseguire nuovamente una serie di esami, dopo aver assunto alcuni alimenti con glutine in un pasto al giorno per circa 2-6 settimane.

L’esito dell’esame istologico della mucosa duodenale è necessario per la conferma diagnostica della malattia, per la stadiazione della stessa e per acquisire, se necessario, l’esenzione per l’acquisto di prodotti senza glutine.

 

Sintomatologia in grandi e piccini

In genere, la celiachia si manifesta molto spesso in periodo infantile, dopo lo svezzamento, quando avviene il passaggio dal latte materno all’alimentazione contenente glutine. Una sua mancata e tempestiva diagnosi può arrecare disturbi della crescita e dello sviluppo. I bimbi celiaci, infatti, hanno spesso una figura esile e sembrare finanche denutriti.

La celiachia può, comunque, presentarsi ad ogni età, non è un caso che oggi venga diagnosticata soprattutto tra gli adulti.

I sintomi sono certamente variabili da individuo a individuo, ma quelli che colpiscono l’apparato digerente sono i più frequenti nei bimbi piccoli e possono comprendere:

  • Gonfiore e dolore addominale,
  • Diarrea,
  • Dimagrimento e ritardo nella crescita,
  • Irritabilità.

Per quanto riguarda gli adulti, invece, i sintomi più ricorrenti sono:

  • Anemia sideropenica,
  • Spossatezza,
  • Dolore alle ossa o alle articolazioni,
  • Depressione,
  • Formicolio e intorpidimento delle mani e dei piedi,
  • Assenza di mestruazioni,
  • Sterilità o aborti spontanei ricorrenti,
  • Dermatite erpetiforme,
  • Afte alla bocca.

Le persone affette da celiachia possono anche non presentare alcun sintomo o essere paucisintomatiche, ma questo non vuol dire che, nel tempo, non possano sviluppare complicazioni, quali: malnutrizione, anemia, osteoporosi, aborto spontaneo e tumore dell’intestino (linfoma intestinale).

 

Metti un celiaco a cena: cosa fare?

Per i celiaci è obbligatorio eliminare il glutine, proteina non sostanziale nella dieta di un individuo ma presente in molti cereali ricchi di fibre, motivo per cui assumere legumi, frutta e verdura, per compensare la carenza di fibre, diventa molto importante. Ecco un elenco degli alimenti che, per natura, sono privi di glutine:

  • Cereali, Farine e Tuberi: riso, mais, miglio, grano saraceno, patate (ricchi di carboidrati e Vitamina B);
  • Frutta, Verdura e Legumi: tutti i tipi di frutta, verdura e legumi (ricchi di fibre, vitamine, provitamine e minerali, antiossidanti);
  • Latte e derivati: latte, yogurt, formaggi, panna (ricchi di calcio, proteine, vitamine);
  • Carne, Pesce e Uova: tutti i tipi di carne e pesce fresco (ricchi di vitamine, proteine, oligoelementi, acidi grassi);
  • Grassi da condimento: grassi di origine animale e vegetale (acidi grassi, vitamine liposolubili);
  • Zuccheri e bevande: tutti gli zuccheri, miele, succhi di frutta non addizionati, bevande gassate, caffè, vino, rhum, grappa, tequila, cognac, whisky scozzese (ricchi di zucchero).

A ben vedere sono tanti gli alimenti che si possono assumere, senza escludere pane, pizza, pasta, biscotti e torte purché realizzate a base di farine prive di glutine.Celiachia

Proprio per questo motivo dal 2005 questi tipi di alimenti vengono contrassegnati con la spiga sbarrata, che offre ai consumatori celiaci la sicurezza di consumare un prodotto sicuro.

È chiaro che l’uso del sigillo è sottoposto a severi regolamenti e controlli e che si può ricorrere al suo uso soltanto per i prodotti che contengono al loro interno un massimo di 20 milligrammi di glutine per chilogrammo.

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