Via Libertà: ceneri dello splendore

Redazione

Via Libertà: ceneri dello splendore

- venerdì 04 Novembre 2016 - 08:20
Via Libertà: ceneri dello splendore

Via Libertà, importante via palermitana, nacque intorno al 1846, col nome di strada della Favorita...

Storia di una strada dal fascino perduto. Da vetrina architettonica a via con edifici da sostituire. Via Libertà, uno splendore ridotto in cenere

 

Dall’archivio de  L’Inchiesta Sicilia

Il tracciato di questa importante via palermitana nacque intorno al 1846, col nome di strada della Favorita. Esso venne concepito come nuovo tragitto per collegare la città della Piana dei Colli, l’importante luogo di villeggiatura dell’aristocrazia settecentesca palermitana. Il primo accenno al suo nome attuale lo troviamo nel 1848, quando il comitato rivoluzionario appena insediatosi la intitolò come strada della Libertà.
Col ritorno della corte borbonica, il viale venne prolungato verso il parco reale della Favorita e battezzato col nome di rea strada della Favorita per allontanare pericolose allusioni alla rivoluzione appena domata.

giardino_inglese

Giardino_Inglese

Fra il 1850 e il 1851, la strada venne abbellita con il giardino all’inglese e il restauro in stile arabo-normanno del Conservatorio delle povere alle Croci.

Per circa cinquant’anni, il viale mantenne il carattere di strada-salotto, dove l’aristocrazia e la nascente ricca borghesia passeggiava, sfoggiando carrozze ed elaborate toilettes tra l’ammirazione della gente comune.
Le prime costruzioni furono eseguite nel 1881 ad opera del principe di Radaly, sul lato destro del viale.
Nel 1909, venne creata una piazza circolare al cui centro venne posto il monumento commemorativo progettato da Ernesto Basile, meglio conosciuto come la Statua della Libertà.
In seguito, iniziò una lottizzazione caratterizzata da eleganti villette o palazzetti, perlopiù, in stile liberty, progettati dagli architetti più in voga del periodo.
Fino agli anni Venti del Ventesimo secolo, la via Libertà continuò a mantenere la fisionomia di città giardino con l’alternanza di villette e piccoli parchi privati. La seconda guerra mondiale bloccò questo fermento creativo, ma, aparte alcuni edifici danneggiati, la via Libertà venne in gran parte risparmiata dalle bombe.
Diversamente accadde negli anni Sessanta, dopo l’approvazione del nuovo piano regolatore, l’introduzione di alti indici di fabbricabilità riferiti anche per via Libertà, diede l’avvio all’incontrastata opera di sostituzione degli antichi edifici con condomini pluriplano. Sparirono così in silenzio tanti gioielli architettonici.

Ma non fu solo via Libertà vittima di questo scempio.

 

 

 

 

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