Patrimonio Unesco in Sicilia

Liliana Serio

Patrimonio Unesco in Sicilia

- venerdì 18 Novembre 2016 - 08:26
Patrimonio Unesco in Sicilia

Patrimonio Unesco in Sicilia. Un viaggio attraverso la storia e la bellezza di un'isola senza tempo...

Patrimonio Unesco in Sicilia. Un viaggio attraverso la storia e la bellezza di un’isola senza tempo

 

di  Liliana Serio

Il Patrimonio Unesco in Sicilia dà la possibilità di compiere un viaggio attraverso la storia e la bellezza di un’isola senza tempo, unica nel suo genere. Tra i tantissimi beni, divisi in culturali e naturali, dislocati in varie parti del mondo, l’Italia con i suoi 48 siti è il paese che detiene il maggior numero di luoghi inseriti nella lista. Siamo lieti ed orgogliosi di poter affermare che di questi ben 7 si trovano in Sicilia. Nota in tutto il mondo per il suo patrimonio naturale e storico, culturale e culinario, alla Sicilia sono state riconosciute e inserite all’interno della lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità 7 perle di rara bellezza.

A incoronarle l’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura istituita nel 1946, il cui obiettivo palesato è: «contribuire al mantenimento della pace e della sicurezza, favorendo, mediante l’educazione, la scienza e la cultura, la collaborazione fra nazioni, al fine di assicurare il rispetto universale della giustizia, della legge, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che la Carta delle Nazioni Unite riconosce a tutti i popoli, senza distinzione di razza, di sesso, di lingua o di religione».

 

Patrimonio dell’Unesco, inizia il viaggio tra le “sette meraviglie” di Sicilia trimonio dell'Uneco

Non resta che armarsi di scarpe comode e una cartina per iniziare il viaggio tra le “sette meraviglie” di Sicilia, abbracciando natura, monumenti e storia: frutto della mano divina e dei tanti popoli stranieri che non hanno soltanto occupato la nostra terra, ma l’hanno resa la perla rara del Mediterraneo grazie alle loro opere.

Area Archeologica di Agrigento (1997)

Non possiamo che essere d’accordo con le parole del poeta greco Pindaro, che così parlava di Agrigento: “Te prego, o splendida, più bella tra le città dei mortali”. Qui vi si trova un’eccezionale testimonianza storica della Magna Grecia e dell’epoca successiva, inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1997, l’Area Archeologica per l’appunto.

I resti della città ellenistica e poi punico-romana, la presenza dei templi dorici e delle agorà, delle necropoli pagane e cristiane, insieme alla fitta rete di acquedotti sotterranei, rappresentano certamente uno dei monumenti più attrattivi della Sicilia Occidentale, distribuiti su circa 1300 ettari di territorio e secoli di civiltà che dominano la vallata, testimoniando con la loro presenza la maestosità e la supremazia dell’antica città greca. Villa Romana del Casale (1997) Inserita nella lista nel 1997, la Villa Romana del Casale, sita alle pendici del Monte Mangone e risalente al III – IV secolo a.C., è la perfetta rappresentazione di una lussuosa villa romana, i cui mosaici decorativi, ancora dopo secoli, dimostrano la grandezza e l’importanza di questa dimora tardoantica che mostra, con la sua iconografia musiva, un intenso rapporto con il paesaggio circostante.

Così la ciclicità del tempo naturale e il legame con la produzione agricola si sviluppa grazie ai racconti mitologici, legati al tema delle metamorfosi, e a figure allegoriche, che si identificano con le Stagioni. Questi ultimi si ricollegano alla forza rigeneratrice della natura e alla esplicita azione di nascita e rinascita servendosi del mito di Demetra e Kore.

Isole Eolie (2000)

Inserite nella lista stilata dall’UNESCO nel 2000, l’arcipelago delle Isole Eolie è costituito da 7 isole di origine vulcanica: Panarea, Stromboli, Vulcano, Alicudi, Filicudi, Lipari e Salina, per una superficie totale di 1216 km2. L’arcipelago, inoltre, comprende anche due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, che annualmente attirano decine di migliaia di turisti. Ci troviamo in presenza di un patrimonio ricco di cultura e storia ma soprattutto di un paesaggio, a tratti selvaggio e incontaminato, che toglie letteralmente il fiato a coloro che si lasciano affascinare da questo panorama unico nel suo genere.

Le città tardo-barocche del Val di Noto (2002) Entrano di diritto nella World Heritage List nel 2002. Città quali Caltagirone, Militello Val di Catania, Catania, Modica, Noto, Palazzolo, Ragusa e Scicli, del tutto ricostruite dopo il terremoto del 1693, sono per eccellenza le città siciliane che rappresentano al meglio l’operato architettonico e artistico tardo-barocco. Queste città rappresentano una notevole evoluzione nella pianificazione e nella costruzione urbanistica, motivo per cui, come è possibile evincere dagli stessi criteri adottati dall’UNESCO per l’iscrizione del Val di Noto nel Patrimonio dell’Umanità, forniscono «una notevole testimonianza del genio esuberante dell’arte e dell’architettura del tardo Barocco», rappresentando al contempo «l’apice e la fioritura finale dell’arte Barocca in Europa».

patrimonio dell'Unesco

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Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica (2005) Simbolo della civilizzazione Greca e di quella Romana, la Necropoli di Pantalica e la città di Siracusa sono due diversi simboli della grandezza dei nostri avi. Il sito archeologico si affaccia su canyon scavati nella roccia calcarea dai fiumi Anapo e Calcinara e comprende cinque grandi necropoli con le caratteristiche tombe “a grotticella artificiale”, realizzate dai Siculi tra il XII e l’VIII secolo a.C. Numerosi reperti, risalenti al Paleolitico e al Neolitico, sono venuti alla luce durante gli scavi.

La città antica di Siracusa include l’isola di Ortigia, primo insediamento greco, che presenta diversi tesori storici, tra i quali ricordiamo il Tempio di Apollo, il Teatro Greco e l’Anfiteatro Romano.

Monte Etna (2013) Inserito nella lista per il valore geologico, scientifico e culturale incommensurabile, il vulcano attivo più alto d’Europa vanta un’attività vulcanica millenaria, grazie alla quale è diventato il quarto sito naturale italiano (preceduto da Dolomiti, Isole Eolie e Monte San Giorgio) a fregiarsi dello straordinario riconoscimento dell’UNESCO. Il perché è semplice: “i crateri, le ceneri, le colate di lava le grotte di lava e la depressione della valle del Bobe, fanno del monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione” al punto di influenzare “la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienza della terra”.

Il circuito arabo-normanno (2015) Palazzo Reale con la Cappella Palatina, la chiesa di San Giovanni degli Eremiti, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (detta della Martorana), la chiesa di San Cataldo, il Palazzo della Zisa, Ponte dell’Ammiraglio, la Cattedrale, la Cattedrale di Cefalù e il Duomo di Monreale: questi i 9 monumenti civili e religiosi che fanno parte del percorso che, snodandosi tra Palermo, Cefalù e Monreale, rappresenta l’ultimo riconoscimento ad un’isola che per storia, cultura e tradizione non ha nulla da invidiare al resto del mondo.

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