In vista delle amministrative a Palermo scoppia il caos del M5S

Salvo Messina

In vista delle amministrative a Palermo scoppia il caos del M5S

- lunedì 05 Dicembre 2016 - 07:34
In vista delle amministrative a Palermo scoppia il caos del M5S

A un anno dalle regionali e a pochi mesi dalle amministrative di Palermo scoppia il caos all’interno del M5s...

A un anno dalle regionali e a pochi mesi dalle amministrative di Palermo scoppia il caos all’interno del M5s

 

di  Salvo Messina

A un anno dalle regionali e a pochi mesi dalle amministrative di Palermo scoppia il caos all’interno del M5s. Da Palermo a Bologna crolla il falso mito della diversità dei Cinquestelle che mette i grillini in fibrillazione dopo lo scoppio dello scandalo delle firme false mentre si fanno sempre più dure le lotte intestine tra garantisti dell’ultima ora e giustizialisti della prima. Sembra che sia passato un secolo dalle dichiarazioni di Luigi Di Maio, che circa un anno fa, invocando le dimissioni della ministra Maria Elena Boschi, dichiarava di essere un giustizialista convinto.

A Palermo, dopo il silenzio davanti ai magistrati e la rivolta della base, è arrivata la sospensione. Infatti, il collegio dei probiviri del Movimento 5 stelle ha sospeso cautelativamente i deputati Riccardo Nuti (che aveva garantito a Beppe Grillo: “Noi non c’entriamo con le firme false, siamo parte lesa”), Claudia Mannino e Giulia Di Vita e l’attivista Samanta Busalacchi, candidata alle comunarie, per lo scandalo “firme false” (ad oggi gli indagati sono saliti a 13). I probiviri hanno sottolineato anche che “il comportamento tenuto dal principio dai signori Mannino, Di Vita, Nuti e Busalacchi, è suscettibile di pregiudicare l’immagine del Movimento 5 Stelle”.

Nel capoluogo siciliano la base dei grillini sembra disorientata, alimentando una fronda contro i vertici pentastellati palermitani mentre alcuni epurati della prima ora hanno fatto sapere che si costituiranno parte civile in un eventuale processo per la vicenda delle firme false.
Un duro attacco alla parlamentare regionale grillina Claudia La Rocca (autosospesa insieme a Giorgio Ciaccio) proviene dal vicepresidente dell’Ars Antonio Venturino, uno dei primi epurati in ambito regionale. Sul profilo di Facebook dell’ex grillino, oggi passato nelle file del partito socialista, si legge: “Sospendersi volontariamente e per un certo periodo di tempo, da un incarico, un’associazione, un’attività questo il significato che possiamo trovare in qualsiasi dizionario di lingua italiana, valido per molti ma non per tutti. Tutti ovviamente sta per la cittadina onorevole del M5s Claudia La Rocca che non risulta ad oggi uscita dal gruppo né dimissionaria dall’Assemblea Regionale Siciliana…Da cosa esattamente si è autosospesa”?

Intanto, le scadenze elettorali si avvicinano e dalla base grillina fanno sapere che bisogna fare subito chiarezza per ripartire con un nuovo slancio. A Palermo sarebbero in molti a spingere il parlamentare regionale Giampiero Trizzino a prendere le redini dei pentastellati al fine di sbloccare le “comunarie” che aveva visto l’adesione di 120 aspiranti consiglieri comunali e sindaco ma le firme per il referendum sull’acqua del 2011 carpite in buona fede al popolo onesto e poi usate per presentare la lista l’anno successivo, rappresentano una grande montagna da scalare per una nuova “verginità politica” tutta da ricostruire. Trizzino appoggiato dal leader regionale Giancarlo Cancelleri (candidato in pectore alla presidenza della Regione) e dall’eurodeputato Ignazio Corrao potrebbe compattare le varie anime pentastellate puntando sulla candidatura a sindaco di Palermo dell’avvocato Ugo Forello, fondatore di Addiopizzo. In alternativa, sono in molti a sostenere che l’eventuale assenza della lista del M5s potrebbe favorire Fabrizio Ferrandelli con il suo progetto “Palermocrazia”.

 

 

 

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