Acquistare un’auto usata con km scalati

Claudio Ruggieri

Acquistare un’auto usata con km scalati

- giovedì 02 Febbraio 2017 - 08:49
Acquistare un’auto usata con km scalati

Cosa succede, dal punto di vista legale a seguito dell'acquisto di un'auto usata con km scalati? Quale tutela è consentita all’acquirente?...

Cosa succede, dal punto di vista legale, se si acquista un’auto con Km scalati? Quali sono i rimedi previsti dalla legge?

 

Avv. Claudio Ruggieri

La preoccupazione maggiore per chi si accinge ad acquistare un’auto usata è senz’ altro quella che il venditore (privato o concessionaria che sia) possa aver “taroccato” il contachilometri scalando notevolmente il numero di Km percorsi dal veicolo per farlo risultare più nuovo e appetibile.
Ma se una volta acquistata l’auto ci si rende conto che i Km indicati dallo strumento non corrispondono alla reale percorrenza della vettura, come possiamo agire nei confronti del venditore scorretto per tutelare i nostri diritti ?
Dal punto di vista civilistico l’ acquirente può agire in giudizio per ottenere l’ annullamento del contratto di compravendita e la conseguente restituzione del prezzo pagato come stabilito dalla Cassazione con la sentenza n. 1480/2012.
Gli ermellini hanno, infatti, ravvisato che nella fattispecie in esame sussiste, ai sensi dell’ art. 1439 c.c., il dolo, vizio della volontà nonché causa di annullamento del contratto, il quale può consistere tanto nell’ingannare con notizie false, con parole o con fatti la parte interessata (dolo commissivo), quanto nel nascondere alla conoscenza altrui, col silenzio o con la reticenza, fatti o circostanze decisive (dolo omissivo). Pertanto, se il venditore fosse a conoscenza della manomissione del contachilometri dell’autovettura e non l’avesse reso noto al compratore, ha posto in essere un dolo omissivo, inducendo in errore l’acquirente.
Invece, secondo un altro orientamento diffuso tra i tribunali di merito, (ricordiamo tra le altre: Trib. di Arezzo sent. n. 638/2014 e Trib. Di Lecce con Sent. Del 2012), ha privilegiato l’ orientamento secondo cui la concessionaria di auto usate che manomette il contachilometri di una vettura per venderla più facilmente, deve restituire il prezzo versato in eccesso dall’acquirente rispetto al reale valore e risarcire il danno da responsabilità precontrattuale, per aver violato la buona fede quale requisito di condotta delle parti.

Secondo tale orientamento, quindi, è possibile agire in giudizio per ottenere un doppio risarcimento:

  • il primo consistente nel maggior valore che si è pagato per l’ acquisto dell’ auto che, invece, aveva una valutazione inferiore proprio a causa della maggiore usura. Pertanto, bisognerà sottrarre al prezzo effettivamente corrisposto quello che, invece, era giusto pagare: tale differenza dovrà essere restituita all’acquirente;
  • il secondo consiste in una voce di “risarcimento generico” per il danno conseguente all’aver violato una norma del codice civile la quale impone, a chiunque si approcci alla stipula di un contratto, di mantenere un comportamento corretto e in buona fede. Qui è più difficile quantificare il danno in termini materiali; pertanto il giudice lo potrà fare in via equitativa, ossia in base a quanto il proprio senso di giustizia gli fa ritenere che sia “equo”, in base al pregiudizio complessivamente subito dal compratore. E comunque, a quest’ultimo è sempre consentito dimostrare un danno ulteriore (come ad esempio, aver rinunciato ad un’ altra trattativa più conveniente a causa del raggiro).

Ma la condotta di chi vende un’auto tacendo il reale chilometraggio, non rimane circoscritta solamente alla sfera dei rapporti contrattuali, potendo rilevare anche in ambito penale.
Ed infatti, come precisato dalla Suprema Corte, sez. II penale, con la sentenza n. 38085/13 “Non basta dimostrare un atteggiamento disponibile e amichevole del venditore per dedurne la buona fede e dunque l’estraneità alla manomissione del contachilometri. Anzi, avere un rapporto di amicizia con il cliente, conquistarne la fiducia rientra in quegli artifici e raggiri che, insieme all’ingiusto profitto, configurano il reato di truffa.”
In conclusione si consiglia a chi vuole acquistare un’auto d’occasione di far sempre effettuare un controllo dal proprio meccanico di fiducia prima di concludere l’ affare e di farsi consegnare dal venditore tutti quei documenti idonei a certificare i chilometri, come ad esempio libretto tagliandi e fatture di interventi di manutenzione effettuati da officine autorizzate che riportano il numero dei km percorsi.
Nel caso di acquisto di un’ auto di seconda mano in una concessionaria effettuato da parte di un privato, inoltre, ricordiamo che valgono le norme del Codice del Consumo. Pertanto la stessa è obbligata a rilasciare una garanzia sul mezzo della durata di due anni.
Nel corso di questi due anni il compratore è garantito contro i difetti di conformità: ha diritto al ripristino delle condizioni di conformità del veicolo rispetto alla consegna, mediante riparazione.

 

 

 

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3 commenti

  1. Richard ha detto:

    Ciao!
    Se leggi spero tu non abbia scoperto di essere stato truffato ma è probabile di sì… in ogni caso la mia domanda è questa: come posso vendere una macchina che ho acquistato in buona fede, o restituirla alla concessionaria che me l’ha venduta, se sono il proprietario e a conoscenza di un’effettiva alterazione del chilometraggio? A seguito di rottura grave, il veicolo è stato portato in officina e una ricerca del database ha rivelato l’alterazione del chilometraggio, del tutto dimostrabile (ce l’ho da meno di due anni il veicolo, solo ora me ne sono accorto a seguito di controllo richiesto al produttore). Ma io come mi devo comportare? Il venditore, un’autorimessa, ha aderito al pagamento della riparazione del danno, del tutto fuori garanzia, quando ha saputo che ho la prova della manomissione. Ha anche aderito a riacquistare il veicolo… ma per venderlo nuovamente a qualche povero diavolo che potrà poi accorgersene solo a seguito della stessa indagine (database produttore). Sono preoccupato in quanto avverto che il veicolo ora è “una truffa su ruote”, non vale una lira e che restituirlo al commerciante in cambio di una somma pari o quasi a quanto pagata mi metta nella posizione di aderire alla stessa truffa che egli ha commesso nei miei confronti. Da quanto ho letto pare che il rivenditore debba riprendersi il veicolo ma cosa ne farà se non venderlo nuovamente coi chilometri alterati? Essendo una persona onesta non mi sembra che la soluzione generalmente accettata (di restituirla) sia quella giusta, in quanto il veicolo sarà per forza rivenduto dall’autorimessa…

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    1. Avv. Claudio Ruggieri ha detto:

      Ciao Richard, è sempre spiacevole accorgersi che il veicolo acquistato non corrisponda alla descrizione fatta dal venditore o, peggio ancora, presenti problemi meccanici.
      Per fortuna, nel tuo caso, il concessionario ha acconsentito senza problemi al pagamento della riparazione e al riacquisto del veicolo.
      La tua posizione, in questo caso, è del tutto estranea a comportamenti illeciti poiché, se l’ autorimessa provvederà nuovamente a porre in vendita il veicolo, omettendo di ripristinare il chilometraggio originale e nascondendo ai possibili acquirenti eventuali vizi, per la stessa sarà configurabile il reato di truffa. Infatti tale comportamento non potrebbe che essere considerato doloso, essendo la stessa in possesso della documentazione che certifica il reale chilometraggio.
      Di contro il tuo comportamento è stato corretto, infatti hai provveduto a far certificare dal centro assistenza il reale chilometraggio e a segnalarlo al venditore, quindi non potresti in nessun caso concorrere nell’ eventuale “futura truffa” effettuata dallo stesso rimettendo in vendita l’ auto con i km manomessi.
      Se l’ auto fosse rimasta in tuo possesso, al momento della vendita a un terzo, avresti dovuto consegnargli la documentazione che attesta il reale chilometraggio ed informarlo di eventuali problemi ravvisati nel mezzo per non incorrere in successive controversie giudiziarie.
      Saluti
      Avv. Claudio Ruggieri

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  2. Paolo ha detto:

    Buonasera
    Sono un commerciante di auto, ed oggi mi trovo momentaneamente a disquisire con il mio fornitore di auto .
    Nella sostanza ho comprato delle auto con il kilometraggio dichiarato in fattura. Successivamente ho scoperto attraverso il portale dell’automobilista nella sezione “ultima revisione” che lo stesso non corrispondeva a quanto dichiarato.
    Sollevato il problema mi è stato risposto che ciò che è scritto nel portale gratuito a disposizione della collettività non è attendibile in quanto può sussistere l’errore umano, mentre, la certificazione da parte della casa costruttrice sull’alterazione del kilometraggio è attendibile e ufficiale al fine di qualunque richiesta di risarcimento.
    Quanto c’è di vero in tutto cio? Grazie

    Saluti.

    Paolo

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