Sicilia: alla scoperta dei musei a cielo aperto

Liliana Serio

Sicilia: alla scoperta dei musei a cielo aperto

- venerdì 07 Aprile 2017 - 07:43
Sicilia: alla scoperta dei musei a cielo aperto

Musei a cielo aperto di una Sicilia nascosta, forse meno turistica ma non per questo priva di fascino e di un suggestivo carattere...

Lontano dai riflettori, dalle comuni e affollate spiagge, dai luoghi più amati e conosciuti in ogni dove, vi è un’altra isola che il grande Goethe ha così descritto: «l’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa»

 

di  Liliana Serio

Alla scoperta dei musei a cielo aperto di Sicilia, di una Sicilia nascosta forse meno turistica ma non per questo priva di fascino e di un suggestivo carattere, significa cercare e trovare perle che hanno scelto di vivere al di là del clamore, preferendo una silenziosa quotidianità. Luoghi incantati che profumano di tradizione, pregni di quell’antica sicilianità che fa dei suoi colori e della sua semplicità la roccaforte di imperdibili momenti senza tempo.

 

Riserva Naturale Orientata La Timpa

La Riserva Naturale Orientata La Timpa si trova ad Acireale, in provincia di Catania. Istituita nell’aprile del 1999 dall’Assessorato del Territorio e dall’Ambiente della Regione Sicilia tutela e valorizza un patrimonio naturalistico, geologico e paesaggistico di notevole importanza.
Estendendosi per circa 265 ettari, La Timpa rappresenta ad oggi il lembo boscato a più bassa quota di tutto il versante orientale Etneo. Tra i vari sentieri presenti (Chiazzette, Acquegrandi e Gazzena) spicca per singolarità il Vecchio tracciato ferroviario, ovvero una tratta della ferrovia statale risalente al XIX secolo ormai in disuso. Il percorso di quasi 3 km consente di osservare la natura, tratti dell’antica opera ingegneristica dell’uomo e ancora il mare, in una perfetta unione tra cielo e terra.

 

Fiumara d’arte a MessinaFiumara d'Arte-labirinto-di-Arianna

A Messina, precisamente tra i comuni di Castel di Lucio, Mistretta, Tusa, Motta d’Affermo, Pettineo e Reitano si trova Fiumara d’arte. Siamo in presenza di uno scenario senza tempo, quasi mistico, sito agli argini del fiume Tusa. Perdersi con lo sguardo non è utopia in questo museo a cielo aperto che celebra l’arte contemporanea accogliendo, come solo Madre Terra sa fare, opere scultoree quali La finestra sul mare di Tano Festa e il Labirinto di Arianna dell’artista Italo Lanfredini.
Fiumara d’arte è il connubio perfetto per chi ama l’Arte e la Natura, per consentire a coloro che non conoscono bene questa parte della Sicilia di apprezzarla al meglio, godendo di un unico grande spettacolo: l’opera dell’uomo che si sposa e si fonde con il suo territorio per diventare una sola entità.

 

Parco Minerario Floristella e Grottacalda

Il Parco minerario Floristella e Grottacalda, istituito nel 1991, si trova in una zona compresa tra Enna, Piazza Armerina, Valguarnera Caropepe e Aidone. All’area in questione appartengono due miniere di zolfo ormai in disuso. Ancora una volta ci si trova ad ammirare un museo e cielo aperto da visitare in tranquillità, lontano dalle mete turistiche più battute.
Queste miniere in passato sono state un’importante fonte di denaro e benessere, almeno fino all’800. L’attività estrattiva richiedeva il sacrificio di molte braccia, tra le quali non venivano risparmiate quelle infantili. È in questo contesto, infatti, che nasce la famosa novella di Luigi Pirandello, Ciàula scopre la luna. Ad oggi il parco si allunga per circa 400 ettari ed è considerato, a ragione, uno dei più rilevanti insediamenti di archeologia industriale presente sul suolo italiano.
Dell’antica miniera Grottacalda è ancora possibile scorgere le entrate dei pozzi di aereazione, i piani inclinati e le ciminiere, mentre della miniera Floristella si conservano gallerie e pozzi, ma anche parte della primitiva attrezzatura.

 

Il Castello IncantatoIl castello incantato

Alle falde del Monte San Calogero, conosciuto come Monte Kronio, si trova il Castello Incantato che ospita al suo interno opere scultoree, perlopiù volti umani incisi nella roccia e sugli alberi, di svariate misure. Queste opere, realizzate da Filippo Bentivegna, soprannominato “Filippu di li testi”, sono state realizzate direttamente in loco.
Passeggiando a piedi tra gli ulivi e ai mandorli risulta impossibile non lasciarsi affascinare da questo spettacolo che, ancora una volta, rispecchia il creativo rapporto uomo/artista e natura. Le sue sculture sono diverse l’una dall’altra e rappresentano persone “comuni”, a cui dava un nome, e personaggi famosi. Nel loro insieme le sue opere non sono altro che la rappresentazione “viva” dei sudditi che abitano il giardino incantato da lui stesso creato.

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