La Casa Mediterranea: la Casa di tutte le donne

Patrizia Romano

La Casa Mediterranea: la Casa di tutte le donne

- lunedì 02 Ottobre 2017 - 08:03
La Casa Mediterranea: la Casa di tutte le donne

Sono trascorsi sei mesi dall'inaugurazione a Palermo della Casa Mediterranea, la Casa di tutte le donne...

Sono trascorsi soltanto sei mesi da quando la ‘Casa Mediterranea’, la Casa di tutte le donne, ha aperto i battenti a Palermo. Tracciare un consuntivo dell’attività svolta in questi mesi non è semplice. Ma noi ci abbiamo provato lo stesso, scambiando quattro chiacchiere con Claudia Pedrotti, consulente legale dell’Udi, l’associazione capofila del progetto. Ed è venuto fuori che….

 

di  Patrizia Romano

Lo scorso aprile, a Palermo, apriva i battenti ‘La Casa Mediterranea delle donne’. Ricordate quell’ambizioso progetto che puntava a coagulare il vasto e variegato universo femminile del capoluogo siciliano, in un immobile dato in locazione dal Comune? Qui, nel cuore della città, a ridosso del Centro storico, si puntava a realizzare un progetto che portava in sé il sapore di un sogno: mettere al centro tutte, ma proprio tutte, le donne, il Mediterraneo e le relazioni interculturali tra loro. Una realtà variegata, che nasce sotto l’egida di tante associazioni femminili, che per anni hanno lottato per rendere inalienabili i diritti delle donne, scrivendo innumerevoli storie al femminile. Sono le associazioni del Coordinamento Antiviolenza21luglio: l’Udi Palermo, Le Onde, Mezzocielo, PiùdonnepiùPalermo ed Emily, ma anche le tante singole donne componenti lo stesso Coordinamento.

Ci sono voluti tanti anni per segnare la prima tappa del progetto e sancire la data della sua apertura. Infatti, la Casa Mediterranea è il frutto di un lungo lavoro intrapreso parecchi anni prima.
E ce ne vorrebbero altrettanti per tracciare l’attività svolta in questi mesi. Un’attività breve, ma intensa, dove lo spirito originale si è mantenuto intatto. “La Casa Mediterranea – dice Claudia Pedrotti, avvocato civilista e specializzata in Diritto di Famiglia, da anni consulente legale dell’Udi (Unione donne italiane), – ha continuato a essere in questi mesi, luogo di pratica politica  in cui si sono intrecciate relazioni  e avviate numerose attività culturali e di politica delle donne, sempre con l’intento di coinvolgere le nuove generazioni nella consapevolezza che nella nostra città  occorre rafforzare e dare visibilità  e parola alle donne”.
L’Udi Palermo, essendo capofila del progetto ha trasferito nella sede le proprie attività istituzionali, facendole convergere nello stesso progetto. Pertanto, presso la sede è aperta la Biblioteca delle Donne e il Centro di consulenza legale e studi giuridici. “Con noi – riprende Claudia Pedrotti – partecipa alla gestione dello sportello antiviolenza l’associazione Le Onde.
Ci premeva – prosegue l’avvocato – che la Casa non solo rispondesse al nostro lavoro in atto dal 1982, ma che si potesse riferire direttamente al quartiere”.
Le donne che si sono rivolte alla Casa Mediterranea in questi mesi sono state tantissime. Ognuna con la propria storia, il proprio vissuto, in molti casi, la propria tragedia.
“Dall’apertura di questa nuova sede – riprende Claudia Pedrotti – molte donne hanno chiesto il nostro aiuto che non si risolve necessariamente con l’azione giudiziaria (che, spesso, diventa quasi un corollario eventuale), ma con un contatto diretto con la persona donna che rappresenta il proprio bisogno”.

Le tematiche abbracciano diversi campi, ma ciò che viene in evidenza è la persona che deve vivere armoniosamente nella propria società, specialmente in questo momento storico di forte involuzione.
“Le donne che si sono rivolte a noi appartengo a tutti i ceti sociali – sottolinea l’avvocato -, ma tutte donne che debbono prima risolvere il proprio percorso di consapevolezza”.
Le associazioni, comunque, non sono state sole nella conduzione dei propri obiettivi. Una volta tanto, c’è stata una certa corrispondenza da parte delle istituzioni. “Infatti – precisa l’avvocato – la risposta delle istituzioni è soddisfacente. Abbiamo necessariamente un canale diretto con il Comune che ha approvato il progetto Casa.
Il nostro lavoro deve rimanere, comunque, costante e attento nel tempo”.

L’invito che tutte le associazioni aderenti al progetto rivolgono alla popolazione femminile è che sempre più donne si rivolgano alla Casa Meditarrenea, continuando un percorso di crescita sociale e civile interamente concentrata sulla ‘persona donna’.

http://inchiestasicilia.com/2017/04/03/casa-mediterranea-delle-donne-da-sogno-a-realta/

http://inchiestasicilia.com/?s=La+casa+Mediterranea&limit=10&ixsl=1

 

 

 

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