Little dresses for Africa: dall’Italia con amore

Clara Di Palermo

Little dresses for Africa: dall’Italia con amore

- lunedì 26 Marzo 2018 - 08:26
Little dresses for Africa: dall’Italia con amore

Little dresses for Africa, letteralmente vestitini per l’Africa, nasce dall’idea di una signora statunitense, Rachel O’Neal, e in Italia arriva grazie a Sabrina Coccoloni...

Ecco come le donne usano la rete: per creare una catena di solidarietà in aiuto dei meno fortunati, che stavolta sono bambini e adolescenti africani per i quali vengono cuciti tanti vestitini. Un aiuto concreto per dimostrare che la rete non è solo chiacchiere

 

di  Clara Di Palermo

Little dresses for Africa, letteralmente vestitini per l’Africa, nasce dall’idea di una signora statunitense, Rachel O’Neal, e in Italia arriva grazie a Sabrina Coccoloni che, dopo aver scoperto il gruppo statunitense nel web, in breve tempo, è stata in grado di creare un gruppo di appassionante “sartine” italiane dando vita a Little dresses for Africa Italia.little dresses for Africa
La pagina Facebook è animata da uno spirito di collaborazione speciale: sono stati messi a disposizione di tutte le iscritte i modelli per realizzare i vestitini per le bambine, “rigorosamente senza bottoni o cerniere – precisa Sabrina – perché spesso lì non hanno la possibilità di sostituirle se si rompono”, e anche i completini casacca e pantalone per i bambini.
E quindi ecco centinaia e centinaia di abitini con i laccetti per chiuderli e con le tasche sul davanti dato che lì bambini e bambine mettono i loro piccoli “tesori” con cui giocare. Si raccomanda di non utilizzare tessuti mimetici o tessuti di colore marrone, ma colori vivaci e fibre naturali.
Ma chi sono le “sartine” di Little dresses for Africa Italia? Donne di tutte le età, professioniste in pensione (dall’avvocato alla professoressa, all’ingegnere) con l’hobby del cucito, semplici hobbiste, sparpagliate da una parte all’altra dell’Italia, tutte accomunate dalla voglia di realizzare qualcosa di concreto per aiutale i bambini africani.
Sembrerà incredibile, ma quello che per noi è semplicemente un vestitino, in Africa può avere un importantissimo ruolo sociale perché, come spiega Sabrina Coccoloni, “una bambina vestita bene, con un abitino pulito, da quelle parti manda inconsapevolmente un messaggio: chi osserva pensa che quella bambina abbia alle spalle qualcuno che se ne prende cura e ciò, in molti casi, ha costituito un deterrente da violenze  e abusi”.
La casa di Sabrina, a Livorno, è diventata una sorta di hub…….un punto strategico di transito e smistamento di abitini che arrivano da tutta Italia e che, poi, vengono inviati in Africa, insieme con altri oggetti utili come copertine, cappellini e tutine per neonati, zainetti di stoffa, libretti tattili, in tessuto, con componenti staccabili e riattaccatili grazie al velcro, da utilizzare come strumenti didattici…

Ma non è tutto qua. Sull’onda del successo e del grande coinvolgimento ottenuto con Little dresses for Africa, nasce “Happy period” per realizzare assorbenti lavabili in cotone da inviare alle adolescenti in diverse regioni del continente africano.little dresses for Africa
Troppo spesso, infatti, il ciclo impedisce alle ragazze la normale vita sociale, anche il semplice andare a scuola diventa un problema dato che in queste regioni povere dell’Africa, gli assorbenti  usa e getta non esistono. Abbandonare la scuola significa rinunciare alla possibilità di un riscatto, l’istruzione è l’unico strumento che hanno le ragazze per sperare in un futuro migliore.
La vulcanica Sabrina, però, non è ancora soddisfatta e così ecco i progetti per aiutare le ragazze senza sradicarle dal loro territorio, ma dando loro, semmai, gli strumenti per riscattarsi imparando un mestiere e avviando un’attività per la creazione, magari,  proprio degli assorbenti lavabili. Nel frattempo, migliaia di questi sono stati cuciti dalle “sartine” qui in Italia e mandati in Africa.
C’è bisogno di tante cose, ci vorrebbero aziende disposte a regalare i tessuti, i filati per cucire, materiale didattico, servirebbero spedizionieri disposti a collaborare, perché tutto ha un costo e le sole forze dei chi partecipa volontariamente  non bastano.
In giugno si realizzerà un’idea che Sabrina aveva in mente da tempo: una sfilata di moda, con una cena e l’evento “Un abito da sera per l’Africa”, per presentare abiti realizzati con tessuti e fantasie africani, che si terrà a Rezzato, in provincia di Brescia e il cui ricavato sarà interamente devoluto all’associazione Little dresses for Africa.
Se anche non vi sentite portate per il cucito, potete trovare certamente un modo per aiutare comunque l’associazione, mettendovi in contatto tramite l’email ldfaitalia@gmail.com o tramite la pagina Fb.
Le donne sono grandi utilizzatrici di Facebook e questo è un esempio lampante di come la rete possa “fare rete” e possa regalare piccole gioie e grandi soddisfazioni.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta