Per la Festa dei Popoli

Redazione

Per la Festa dei Popoli

- lunedì 07 Maggio 2018 - 07:00
Per la Festa dei Popoli

Palermo e la sua popolazione multietnica rappresenteranno lo scenario della ‘Settimana dei migranti’ e de ‘La Festa dei Popoli’...

Per una cultura dell’incontro, per esaltare lo spirito di accoglienza che caratterizza questa città e tutelare il nostro vero patrimonio: l’integrazione, Palermo e la sua popolazione multietnica rappresenteranno lo scenario della ‘Settimana dei migranti’ e de ‘ La Festa dei Popoli ’. Ed è proprio in occasione di questi due importanti eventi, che riceviamo e volentieri pubblichiamo uno scritto dell’Associazione ‘Arcobaleno di Popoli’

 

di  Mario Affronti* 

L’umanità  in condizioni di mobilità interpella tutti: politici, economisti, organizzazioni internazionali e locali. Si tratta di persone dei sud del mondo. Sono i volti di uomini, donne e bambini. I volti sono la relazione tra noi e il mondo: Riconosciamo, veniamo riconosciuti, ci riconosciamo grazie a essi. I volti, molto spesso dic ono chi siamo, da dove veniamo e come stiamo. Sono come pagine di un libro che racconta storie… di ieri… di tanti anni fa.
E’ il volto di D. della prima catena migratoria siciliana. E’ quello di M. che arrivò dalla Siria, si è laureata in Medicina ed ha sposato un palermitano. E’ quello di N., oggi nonna mauriziana, qui da tanti anni, finalmente cittadina italiana, mediatrice culturale in un centro di assistenza per donne. E’ quello di M., generoso bengalese, sindacalista in un Patronato. E’ il volto di A., adulto, marocchino distrutto dal fumo di sigarette, dal diabete e dalla solitudine. Sono i volti di tanti altri come loro. Molti sono portatori di storie diverse, talune terribili, storie di lotte, di vittorie e di sconfitte che attraversano tutti i drammi del nostro tempo. Danzano, gioiscono e partoriscono figli e figlie in condizioni indicibili.
Un gommone fragile e stanco, sballottato dalle onde. Sopra una, due, tre…. decine e decine di teste – non più volti – e corpi sfibrati in balìa di un’imbarcazione precaria, come la loro vita. Un volto. Uno sguardo. Un sogno: abbandonare la miseria, la tragedia di un mondo sanguinante, per trovare umanità, dignità e speranza. Sognano di continuare a vivere. E noi amiamo costruire con loro la speranza di un mondo migliore. 

*Associazione Arcobaleno di Popoli

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