Meditazione e felicità.Tutte le tecniche e le regole per metterle in pratica

Patrizia Romano

Meditazione e felicità.Tutte le tecniche e le regole per metterle in pratica

- venerdì 10 Gennaio 2020 - 07:00
Meditazione e felicità.Tutte le tecniche e le regole per metterle in pratica

Meditare ci consente di prendere conoscenza della nostra vera natura, aiutandola ad esprimersi e attivando di conseguenza qualità, talenti, risorse presenti in noi stessi che avevamo dimenticato o non sapevamo di avere. Tutte le tecniche e le regole per una meditazione perfetta. Le scopriamo con Roberto Giarda, responsabile dell’associazione Esseresè, (Swami Prem Narmada)


La meditazione è uno stato naturale dell’essere, uno stato che abbiamo perduto, e ritrovarlo è la gioia più grande della vita!                                                                                                                                                                  Maestro Osho

Come acquisire tutte le tecniche per praticare la meditazione. E’ quello che intendiamo svelarvi nel corso di questo lungo articolo sul quale vi invitiamo a meditare.
Sempre più spesso, ci chiediamo come si pratichi la meditazione. Un adagio divenuto di uso comune. Ma, sebbene molti ne parlino, pochi sanno cosa sia.
Verosimilmente, è uno stato di profonda pace che si raggiunge quando la mente si acquieta, pur rimanendo completamente vigile. Quindi, uno stato di consapevolezza senza pensieri. Grazie alla meditazione, possiamo prendere conoscenza della nostra vera natura, aiutandola ad esprimersi,  attivando qualità, talenti, risorse presenti in noi, ma che non sapevamo di avere.  
Attraverso la meditazione, possiamo oltrepassare le sovrastrutture mentali, causa di sofferenza emotiva, e arrivare alla comprensione della nostra parte più autentica. La meditazione permette di ripulirci di tutti gli atteggiamenti mentali e comportamentali che ci privano della possibilità di scegliere alternative comportamentali più valide.

Come entro in rapporto con me stesso?

Per conoscere meglio gli aspetti più reconditi della meditazione, L’inchiesta Sicilia ha approfondito l’argomento con Roberto Giarda, esperto e maestro in meditazione, nonché responsabile dell’associazione Esseresè.
Scopriremo assieme a lui tutte le tecniche per praticare la meditazione.
La meditazione è uno stato di profonda pace interiore che si verifica quando la mente è calma e silenziosa. Ma è solo l’inizio di una crescita spirituale che ci porta ad un livello di consapevolezza più elevato che permette di realizzare il nostro vero potenziale umano. La questione, ovviamente, è come raggiungere questo stato.

Le scritture indiane

Le scritture indiane descrivono i seguenti quattro stati di coscienza umana:
Jagruti: lo stato di risveglio della coscienza
Swapna: lo stato sognante
Sushupti: lo stato di sonno profondo in cui la mente, l’ego e il Superego sono ancora coscienti
Turya: lo stato di consapevolezza senza pensieri”.

Consapevolezza senza pensieri

“I primi tre stati di coscienza sono comunemente conosciuti nella nostra vita quotidiana. Il quarto è lo stato di consapevolezza senza pensieri o Nirvichara Samadhi. E’ lo stato in cui il processo di costante produzione di pensieri nella mente giunge al termine.
Quali benefici apporta?
Per trarre benefici, è importante conoscere bene tutte le tecniche per praticare la meditazione. Come già detto, la meditazione oltre a rivelarsi un rimedio contro stati ansiosi e depressivi, apporta anche benefici fisici. Può costituire, infatti, un’utile strategia per alleviare i sintomi dolorosi, agendo come un potente antidolorifico. È una valida alleata per contrastare e ridurre lo stress quotidiano e può risultare più riposante del sonno. Abbassa la pressione sanguigna e consente di rallentare i processi di invecchiamento cellulare. Attenua lo stress, allevia i sintomi di ansia e depressione ed è una panacea per chi fa fatica a concentrarsi.

I particolari benefici della meditazione

“Per semplificare ne citerò 8 tra i più importanti e curiosi, tutti scientificamente dimostrati. Si tratta di esempi che ci aiuteranno a comprendere meglio tutte le tecniche per praticare la meditazione.

Aiuta il cervello

1. Mette i muscoli al cervello. Studi in risonanza magnetica hanno evidenziato un ispessimento della materia grigia (l’insieme di corpi dei neuroni presenti nell’encefalo e nel midollo spinale) nelle aree cerebrali associate con la consapevolezza del proprio corpo e con la compassione per il prossimo. Nello stesso periodo di tempo si sono registrate una diminuzione del volume dell’amigdala (una regione cerebrale associata allo stress e alla paura), e un aumento di materia grigia nella corteccia prefrontale, responsabile di alcune funzioni cognitive superiori come la concentrazione e la capacità decisionale.
2. Agisce da antinfiammatorio. Uno studio internazionale condotto da ricercatori di Wisconsin (Usa), Spagna e Francia ha dimostrato come 8 ore di intensa meditazione praticata da esperti della disciplina siano sufficienti per “spegnere” l’attività di alcuni geni legati all’origine dei processi infiammatori.

Aiuta il corpo


3. Fa alzare la temperatura corporea… Secondo uno studio dell’Università di Singapore, praticando una particolare forma di meditazione propria dei monaci tibetani (detta g-Tummo) sarebbe possibile innalzare la propria temperatura corporea.
4. … e abbassare la pressione. La meditazione può favorire il rilascio nel sangue, di ossido nitrico (una sostanza che provoca il rilassamento dei vasi sanguigni) fornendo così al sangue “tubi” più larghi in cui fluire. Ecco perché questa pratica, insieme a uno stile di vita sana e ai farmaci del caso, può aiutare chi soffre di pressione alta a ridurre l’ipertensione.

Meditate e resterete giovani

5. Mantiene giovani. Meditare può rallentare, infatti, il processo di invecchiamento cellulare. Diversi studi hanno dimostrato come la meditazione migliori l’attività dell’enzima telomerasi, che ricostruisce e allunga i telomeri, sequenze di DNA situate alle fine dei cromosomi. Proteggere i telomeri è fondamentale per garantire lunga vita alle cellule. Per ottenere questi risultati, rimane importante approfondire tutte le tecniche per praticare la meditazione.

Dolce dormire

6. Può essere più riposante del sonno. In uno studio condotto nel 2006, a un gruppo di studenti universitari è stato chiesto di fare un breve pisolino, meditare o guardare la TV, prima di compiere un test per verificare i loro livelli di allerta. Chi aveva meditato ha ottenuto risultati migliori del 10% rispetto a chi si era concesso una siesta.

Un rimedio contro i dolori

7. È un potente antidolorifico. Le scansioni cerebrali di esperti di meditazione, confrontate con quelli di chi non pratica questa disciplina, mostrano che i primi provano – a parità di intensità di un’esperienza dolorifica – molto meno dolore dei secondi.

La meditazione è donna

8. Alleata delle donne. La pratica della meditazione e di altre discipline di origine orientale come il tai chi e lo yoga può attenuare i più comuni sintomi della menopausa come le “vampate” di caldo improvviso, i disturbi dell’umore e del sonno, i dolori ossei e muscolari: è quanto rivela una revisione degli studi sul tema condotta nel 2010.

Predisposizione… o non occorre?


Quale particolare predisposizione richiede nel soggetto?
Praticare la meditazione non richiede alcuna predisposizione. Meditare vuol dire semplicemente ritornare in quel posto dentro di noi dove non c’è altro che pace e serenità e questo stato può essere, anzi dovrebbe essere raggiunto nella quotidianità. In metropolitana, al bar, in ufficio o in fabbrica. Non importa dove siamo.
Prendersi un momento per ascoltare il proprio respiro e rilassare la propria testa, può essere fatto in qualunque momento ed in qualunque luogo e da chiunque!

Meditazione a qualsiasi ora

Ci sono orari particolari per meditare? Ecco tutte le tecniche per praticare la meditazione nei momenti più opportuni della giornata:
1) Prendiamoci del tempo per meditare, non si ha bisogno di un cuscino da meditazione o di una panchina, o di qualsiasi tipo di attrezzatura speciale per accedere alla propria consapevolezza.
2) Osservare il momento presente per com’è. L’obiettivo è semplice: vogliamo prestare attenzione al momento presente, senza giudizio. Cioè vogliamo osservare quello che esiste dentro e fuori di noi.
3)  Lasciamo che i giudizi scivolino via!
4) Ritorniamo ad osservare il momento presente per come è.

Chi può praticare la meditazione?

Quale tipologia di persone è più propensa alla meditazione o tutti possono praticarla?
Tutti possono imparare a meditare. Questo non significa analizzare o non pensare più a niente, piuttosto si tratta di sentire e vivere pienamente l’esperienza. Cosa ancor più importante è che la meditazione è totalmente laica e aperta a tutti: è adatta per i credenti e per i non, di tutte le religioni. Molte persone di diverse religioni praticano la meditazione senza alcun conflitto con le loro credenze. Tutti sentiamo il bisogno di gestire i nostri pensieri, migliorare le nostre capacità di attenzione e recuperare un po’ la chiarezza della mente. Questo è il cuore della meditazione e tutti, ripeto tutti, abbiamo un cuore! Pertanto, tutti posso acquisire tutte le tecniche per praticare la meditazione.

Meditazione e religione

Che rapporto c’è tra la meditazione e la religione?
A questa domanda voglio rispondere riportando quanto fu detto in una conferenza stampa dal mio Maestro Osho. La domanda era la seguente: La meditazione ha qualcosa a che fare con la religione?
E lui rispose così: Ho eliminato ogni connotazione religiosa – un indù può rimanere un indù e meditare – per rendere la meditazione accessibile a tutti senza alcuna condizione, che si tratti di indù, ebrei o cristiani.
Qual è la religione che più si presta alla meditazione?
Sicuramente per quello che mi è dato di conoscere, tutte le religioni posso esserlo

Aspetto giuridico


Cosa dice la legge a proposito
Non mi risulta vi siano impedimenti in senso stretto da questo punto di vista. Molti neuroscienziati si sono espressi in favore della meditazione.

Qualche consiglio per cominciare a meditare

Prima o poi, bisogna cominciare. Ma come? Roberto Giara, dopo averci svelato tutte le tecniche per praticare la meditazione, ci fornirà, in questo paragrafo, una serie di consigli utilissimi.
“I consigli per chi inizia possono essere davvero tanti. Innanzi tutto, diciamo che il primo periodo è il più difficile. Mi permetto di segnalare, fra i tanti consigli possibili, dieci piccole regole che possono davvero aiutare ad eseguire come si pratica la meditazione

Posizione

1. Siediti dritto
La posizione più facile e comune per meditare è stando seduti. Possiamo sederci sul pavimento o su una sedia, tenendo la schiena dritta e rimanendo rilassati. Se si è scelto di sedere a terra è spesso più comodo mettersi a gambe incrociate su un cuscino. Io consiglio sempre di immaginare di avere un filo attaccato in cima alla testa che ci tira la colonna vertebrale, il collo e il capo verso il soffitto, così ci aiuta a mantenere una posizione rilassata, ma con la schiena ben dritta.

Rilassamento

2. Rilassa il corpo
Chiudiamo gli occhi e portiamo l’attenzione sulle diverse parti del corpo, dal basso verso l’alto, e rilassiamole completamente. Iniziamo dai piedi, poi passiamo ai polpacci, alle anche, al busto e così via, fino a che tutto il tuo corpo non sarà completamente rilassato. Non dimentichiamo di rilassare anche le spalle, il collo, gli occhi e le mascelle; tutte aree in cui è facile accumulare tensione durante la giornata.

Silenzio e respiro

3. Siediti immobile e in silenzio
Ora che siamo seduti dritti e rilassati, prendiamoci un momento per essere immobile. Dobbiamo essere consapevoli dello spazio che ci circonda, del nostro corpo e dei rumori attorno a noi. Non reagiamo per cercare di cambiare qualcosa, rimaniamo semplicemente consapevoli di quello che sta succedendo.
4. Respira
Portiamo l’attenzione sul respiro. Respiriamo silenziosamente e profondamente. Usiamo il diaframma e sentiamo i polmoni espandersi, ma non sforziamoci di respirare in questo modo. Notiamo come con il respiro si permetta di sentire passare l’aria nel naso, nella gola, nel petto e nella pancia mentre scorre dentro e fuori.

Il mantra

5. Usa un mantra
Un mantra è un suono, una parola o una frase che viene ripetuta durante la meditazione. I mantra possono avere specifici benefici spirituali e trasformativi, oppure possono fornire semplicemente un appiglio su cui “concentrare” la mente durante la meditazione. Possiamo ripeterli a voce alta o mentalmente a noi stessi. Un mantra semplice da usare quando si inizia a meditare è ripetersi silenziosamente “Inspiro, espiro”, sincronizzato con il respiro. Quindi, il mantra è una componente delle tecniche per praticare la meditazione.

La mente

6. Calma la mente
Quanto ci concentri sul respiro o sul mantra, la mente si rilasserà e si concentrerà sull’Adesso. Quando ci accorgiamo che un pensiero ci affiora alla mente, semplicemente osserviamolo, mettiamolo da parte e torniamo a concentrarti sul respiro o sul mantra. Non dobbiamo mai combattere i nostri pensieri: quando ci sediamo a meditare, ci saranno giorni in cui la nostra mente sarà occupata da un sacco di chiacchiere con se stessa e altri giorni invece in cui la nostra mente sarà più calma e concentrata e sarà più semplice liberarla dai pensieri.

Un tempo per tutto

7. Quando finire la meditazione
Non c’è nessun “troppo” o “troppo poco” per il tempo di meditazione, in ogni caso consiglio, in particolare per i principianti, di fare sessioni brevi (10 minuti). Non appena ci sentiamo a proprio agio con la pratica, meditiamo più a lungo. Usiamo una sveglia se preferiamo meditare per un periodo di tempo prestabilito. Un’altra opzione può essere di decidere in anticipo il numero di respiri che conteremo prima di finire la sessione.
8. Come finire la meditazione
Quando saremo pronto a smettere di meditare, portiamo lentamente l’attenzione di nuovo all’ambiente esterno. Sentiamo la presenza del corpo nello spazio che ci circonda. Muoviamo le dita delle mani e dei piedi, poi stendiamo lentamente le braccia e le gambe. Apriamo gli occhi. Muoviamoci lentamente e prendiamoci tutto il tempo che ci serve per alzarti.

Continuità, non quantità

9. Medita spesso
La continuità è più importante della quantità. Meditare per 5 minuti tutti i giorni ci darà maggiori benefici che meditare una volta a settimana per 2 ore.
10. Medita ovunque
Meditare a casa, comodo e in silenzio, è la maniera migliore per iniziare, ma una volta che avremo iniziato, consiglio sempre di esplorare nuovi posti per meditare. Meditare in un prato può essere bellissimo e provare a meditare sul bus che ci porta al lavoro può aiutarci a calmare e a liberarci dallo stress.

Le tecniche più importanti

Quali sono le tecniche meditative più importanti?
Non c’è un solo modo di meditare: nei secoli si sono sviluppati decine di metodi e pratiche tra i quali è davvero difficile orientarsi per trovare la strada adatta alla nostra personalità e alle nostre attitudini.
Ma tra tutte le tecniche per praticare la meditazione che abbiamo appreso, non rischiamo di confonderci?
Per evitare ciò, il nostro maestro ci sintetizzerà quelle più diffuse.


Le sei tecniche di meditazione più diffuse

Le tecniche più classiche

  1. La meditazione Zen o Zazen è la classica meditazione seduta buddista alla quale tutti associamo il concetto di meditazione. I suoi benefici sono una maggiore consapevolezza, capacità di osservazione e autocontrollo.
  2. La meditazione trascendentale è una tecnica di meditazione che si pratica attraverso la recitazione di un mantra. Per praticarla occorre trovare il mantra più adatto a noi e recitarlo a occhi chiusi per un determinato lasso di tempo ogni giorno.

Nuove con antiche tradizioni

  1.  La Meditazione Mindfulness è un ramo della meditazione Vipassana, sviluppato intorno agli anni 70 allo scopo di “occidentalizzare” i suoi concetti. La mindfulness si basa su tre concetti cardine: osservare e non giudicare, il qui e ora (concentrarsi sul presente) e la trasparenza emotiva (analizzare le nostre azioni senza preconcetti). I suoi benefici sono l’annullamento del dolore attraverso la consapevolezza e la totale accettazione di noi stessi.
  2. Meditazione Ho’oponopono, con cui si identifica una tecnica di guarigione hawaiana dalle origini antichissime, che con il tempo si è tramutata in un tipo di meditazione. Si pratica recitando un mantra (che in questo caso è uno soltanto) e viene utilizzata per guarire le ferite interiori, esercitare l’arte del perdono e ritrovare l’armonia con la propria anima.

Le tecniche più dinamiche

  1. La meditazione camminata, ideata dallo stesso Buddha. Questa meditazione si pratica camminando e ci permette di svuotare la nostra mente dai pensieri superflui durante lo spostamento fisico del corpo.
  2. La meditazione dinamica fa parte delle tecniche di meditazione attive ideate dal meraviglioso maestro. Si pratica, lasciando libero sfogo alle nostre emozioni e al nostro corpo, danzando ed esternando i nostri pensieri con irriverenza.

Assieme a tutte le tecniche e le regole per una meditazione perfetta, riceviamo e volentieri pubblichiamo un piccolo estratto, tratto da: Osho: Hammer on the Rock, che ha per titolo:

Metti la marcia in folle

Trovo difficile lavorare e meditare ogni giorno. È più facile per me lavorare molto per un po’, e dedicare tempo alla meditazione in seguito.
“Non hai compreso il meccanismo. In realtà, bisognerebbe cambiare lavoro in continuazione, perché il cervello ha molti centri. Ad esempio, se ti occupi di matematica, allora funziona una parte del tuo cervello mentre altre parti si riposano. Poi leggi delle poesie: allora si riposa la parte che operava per la matematica e iniziano a funzionare altre parti. Ecco perché nelle scuole e nelle università si cambiano le materie ogni 40 o 45 minuti: ogni centro del cervello ha la capacità di funzionare per 40 minuti. Poi si stanca e ha bisogno di riposare, e il riposo migliore è quello di cambiare lavoro in modo che un altro centro inizi a funzionare e il primo possa rilassarsi. Quindi cambiare continuamente è proprio la cosa giusta.

Difficoltà

Capisco la tua difficoltà: fai una cosa e la mente ne diventa ossessionata, diventi matto a starle dietro. Ma così non va bene; non bisognerebbe farsi possedere. Mentre fai qualcosa, immergiti in essa totalmente, ma rimani comunque padrone della situazione; altrimenti diventerai uno schiavo. La schiavitù non va bene. Persino essere schiavi della meditazione non è una cosa giusta. Se non riesci a smettere di fare qualcosa, o puoi fermarti solo con grande riluttanza, ciò vuol dire solo che non sai come cambiare la marcia della mente.

Quindi, cosa fare?

Quindi fa’ una cosa…
Quando: Tutte le volte che stai facendo qualcosa, per esempio, se stai meditando e poi vuoi fare qualcos’altro.
Quando smetti di meditare, per 5 minuti espira, il più profondamente possibile. Lascia che sia il corpo a inspirare, tu non pensarci. Devi avere la sensazione di gettare fuori tutto ciò che c’era nella mente, nel corpo, in tutto il tuo sistema. Fallo per 5 minuti, poi fai qualche altro tipo di lavoro, e immediatamente sentirai di essere cambiato.

Marcia in folle

Hai bisogno di mettere la marcia in folle per 5 minuti. Se vuoi cambiare marcia in una macchina, devi prima mettere in folle – anche se solo per un istante il cambio deve muoversi. Più è bravo il guidatore e più sarà veloce il passaggio attraverso questo stato neutro. Dedica 5 minuti a mettere la marcia in folle. Non stai lavorando su qualcosa in particolare… respiri, sei. Poi, a poco a poco, puoi cominciare a ridurre i tempi: dopo un mese, 4 minuti; dopo 2 mesi, 3 minuti. Piano piano arriverai al punto in cui basterà un’esalazione profonda e il lavoro sarà terminato – finito, completo – e a quel punto puoi iniziarne un altro”,

Meditazione e felicità: come dominare la mente

La meditazione regala felicità? Comunemente, quando non abbiamo le idee chiare riguardo una situazione, siamo soliti dire “ci medito sopra e poi decido”,  come se la meditazione fosse un processo di pensiero logico e razionale, fondato su esperienze già vissute e programmi sociali consolidati.
Ma la meditazione non ha niente a che fare con questo processo.
Il concetto di meditazione è molto più ampio. La vera meditazione, così come la intendono lo yoga e la psicologia, ha lo scopo di   fermare il chiacchiericcio   interiore   o   la   continua   elaborazione   di   considerazioni e giudizi condizionanti, per condurre la mente in uno stato di neutralità.
L’intento della meditazione è, infatti, permettere alla mente di rimanere nel suo stato naturale di vuoto e chiarezza. Questo stato è l’unico che ci permette di poter vedere e percepire le cose e la realtà così come sono veramente e a 360 gradi.
Sotto questo punto di vista, la meditazione è una condizione interiore perfetta per riuscire a vivere con maggior serenità, prendere decisioni con determinazione e scegliere ciò che è giusto per noi.

Una condizione interiore

“Questa condizione interiore meditativa – dice Tina Mastandrea, responsabile presso Yoga Community – Int, esperta in yoga e meditazione – è naturale, non è niente di straordinario e non è difficile da ottenere. La questione è che, con lo stile di vita moderno, l’essere umano ha perso la capacità di dominare la propria mente e per rimediare è necessaria una disciplina, quindi la meditazione è anche una disciplina e diventa una pratica fondamentale, per poter abituare la mente a rimanere ferma e stabile, nella sua natura”.
Nello yoga ci sono diversi livelli di meditazione. L’hatha yoga distingue una prima fase in cui la mente viene guidata alla concentrazione, la capacità di rimanere concentrata su di un oggetto o un punto, facendo sparire tutto ciò che è intorno. Un’altra fase di meditazione profonda è consapevolezza di sé, del proprio corpo, respiro e sentire. Una successiva, detta Samadhi, la fase dell’unità, in cui cade ogni identificazione o separazione. Il pensiero e il pensatore sono uno, un flusso unico e inarrestabile di energia pura, chiara e limpida.

Come entrare in rapporto con sé stessi?

“Il primo contatto che possiamo avere con noi stessi è attraverso il respiro, la consapevolezza e la concentrazione sul nostro respiro  – riprende la nostra esperta – . Se osserviamo attentamente il respiro è come un filo di aria e di energia che collega e mantiene unita e in sintonia ogni nostra parte interna, i nostri organi, le ghiandole, il sistema nervoso e circolatorio. Il respiro – prosegue – nutre ogni parte, mantenendo in vita, in operatività e sincronia ogni cellula, ma non solo. Il respiro ci collega anche al mondo esterno. Ecco perché meditando in modo corretto sul respiro e su ogni parte da esso nutrita e irrorata, entriamo in relazione con questa parte di noi stessi”.

Meditazione anche in gruppo

“Una   buona  pratica   di   meditazione   può   essere   rivolta   e   guidata   a   curare   disturbi   specifici   e particolari, sia fisici che psicologici – sostiene Tina Mastrandrea – . Ci sono meditazioni che si basano anche sull’ascolto di musica o frequenze terapeutiche, per cui nell’elencare i disturbi non vi sono effettivamente limiti. Così è possibile gestire anche una sessione di gruppo, basata su una meditazione sonora, con soggetti che non sono in grado di auto-gestirsi o innescare quel processo auto-riflessivo iniziale, come alcuni disabili”.
Sembra, quindi, che in   linea   generale   e considerando lo stile di vita moderno, la meditazione aiuti a vivere meglio ed eliminare l’ansia, lo stress, la depressione, la pigrizia, la mancanza di energia, l’aggressività. Inoltre, può lenire il dolore anche fisico, può migliorare la vista, la circolazione, sciogliere le tensioni muscolari e fisiche, può curare l’insonnia, la perdita di vitalità e molto altro.

Respiro e consapevolezza

“Nella meditazione yoga si inizia sempre con le cose semplici e più vicine alla nostra percezione. Innanzitutto entriamo in relazione con il nostro corpo e, sempre attraverso il respiro, prendiamo coscienza e consapevolezza di ogni parte del nostro corpo. Poi l’attenzione della meditazione si sposta sul processo della mente ed entriamo in relazione con i nostri pensieri, i nostri condizionamenti e pregiudizi. A questo punto possiamo iniziare a dominarli e dissolverli. Nel passaggio successivo iniziamo a percepire sentimenti ed emozioni. Mantenendo la mente ferma e senza pensieri, possiamo iniziare a gestire e trasformare anche quelle emozioni che ci limitano nel quotidiano”.

Impariamo a osservarci

Insomma, un po’ alla volta, acquisiamo la capacità di osservarci e riconoscere quale pensiero,   pregiudizio   o   programma   stiamo   manifestando. Una   volta   riconosciuto,   possiamo cambiarlo con facilità. La meditazione ci permette di entrare in rapporto con noi stessi un passo alla volta e secondo i nostri tempi. Iniziamo dal respiro e dal corpo, fino a penetrare gli strati più profondi e renderci auto-osservatori di noi stessi.
I benefici della meditazione sono molteplici e sempre più profondi. Dipende ovviamente da quanto la pratichiamo e da quanto tempo siamo in grado di rimanere in quello stato mentale di vuoto e chiarezza.

Relax

“Il primo beneficio – spiega la Mastrandrea – e quello più importante è ovviamente il rilassamento. Ormai sappiamo bene, e tutti noi occidentali l’abbiamo sperimentato, che troppi pensieri e preoccupazioni, portano  confusione  mentale  e quindi,  ansia,  stress,  irritabilità,  instabilità  e tutte  le  patologie conseguenti.
Quindi il primo beneficio è sicuramente una sensazione di relax e di benessere generale che inizia a pervaderci e un po’ alla volta si stabilizza in noi. Se pratichiamo con costanza e bene, anche ansia, stress e nevrosi, scompaiono e si avverte una sensazione di maggior energia, maggior vitalità e buon umore. Si diventa più aperti e positivi verso la gente e la vita, ma anche più propositivi e predisposti a vivere esperienze nuove e positive”.

Gestire la nostra mente

“Con la meditazione si impara a gestire la propria mente ed entrare in relazione con se stessi sempre più profondamente. Per cui migliora la salute fisica ed emotiva, migliorano le relazioni e migliora la concentrazione e, di conseguenza, i risultati nel lavoro o nello studio. Insomma, meditando e restando in uno stato mentale di vuoto e chiarezza, la vita diventa più leggera, più semplice, più serena e gioiosa”.  
Nella fase iniziale è bene cercare un buon insegnante di yoga e seguire qualche meditazione guidata, oppure è possibile anche seguire qualche audio corso specializzato. L’importante è iniziare e seguire un percorso preciso e specifico, per non crearsi confusione. Una volta acquisita una certa dimestichezza, in uno stato più avanzato, si può sperimentare ciò che si desidera, provando le svariate meditazioni che propone anche il web. Ma all’inizio è bene affidarsi ad un maestro di yoga, per non accumulare esperienze confuse e negative.

Meditazione anche in gruppo

“Una   buona  pratica   di   meditazione   può   essere   rivolta   e   guidata   a   curare   disturbi   specifici   e particolari, sia fisici che psicologici – sostiene Tina Mastrandrea – . Ci sono meditazioni che si basano anche sull’ascolto di musica o frequenze terapeutiche, per cui nell’elencare i disturbi non vi sono effettivamente limiti. Così è possibile gestire anche una sessione di gruppo, basata su una meditazione sonora, con soggetti che non sono in grado di auto-gestirsi o innescare quel processo auto-riflessivo iniziale, come alcuni disabili”.
Sembra, quindi, che in   linea   generale   e considerando lo stile di vita moderno, la meditazione aiuti a vivere meglio ed eliminare l’ansia, lo stress, la depressione, la pigrizia, la mancanza di energia, l’aggressività. Inoltre, può lenire il dolore anche fisico, può migliorare la vista, la circolazione, sciogliere le tensioni muscolari e fisiche, può curare l’insonnia, la perdita di vitalità e molto altro.

Adesso, veramente possiamo dire di avere conosciuto tutte le tecniche per praticare la meditazione. Pertanto, non vi resta che passare all’azione, lasciare tutto e meditare.

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