Chi era Cagliostro. Mago o impostore? Forse, tutti e due

Patrizia Romano

Chi era Cagliostro. Mago o impostore? Forse, tutti e due

- giovedì 23 Gennaio 2020 - 07:01
Chi era Cagliostro. Mago o impostore? Forse, tutti e due

Chi era Cagliostro. Gli anni della giovinezza. La vita in convento e la fuga dal convento. L’allontanamento da Palermo. La formazione a Malta. La carriera in Inghilterra e l’ascesa nella grande loggia. La vita dentro la Massoneria. Dall'alchimia all’esoterismo. Vita e passioni di una delle figure più controverse della Sicilia settecentesca

Per molti è stato un impostore. Alcuni lo consideravano un mago. Per altri ancora un falsario, un ciurmatore, un prosseneta. Chi, addirittura, lo vedeva come un Santo. Ci era Cagliostro?
Da sempre, la figura del di Giuseppe Balsamo, meglio conosciuto al mondo con il nome nobiliare di Conte di Cagliostro, è stata molto discussa.
In realtà, fu un mix di ingenuità e impostura, genio e sregolatezza, misticismo e ciarlataneria.
Qualcuno, scrisse, che solo Cagliostro, in realtà, sapeva chi fosse Cagliostro. Ma dalle cose che fece e che combinò, dubitiamo che neanche lui, in realtà, conoscesse se stesso.

La storia di Cagliostro


Chi era Cagliostro, partendo dalle origini della sua famiglia? Figlio di Pietro Balsamo e Felicia Bracconieri, Giuseppe e nasce il 9 o 10 maggio 1743 a Palermo e muore il 27 agosto 1795 . La madre apparteneva all’alta aristocrazia siciliana. Molti della famiglia erano stati rivestiti di cariche pubbliche.
Nonostante tutto, il suo stretto nucleo familiare non visse in condizioni economiche felici. Giuseppe o Bebo, come era meglio conosciuto al cassero, era una persona insaziabile. Le condizioni della sua famiglia lo indussero a vivere di espedienti. In breve, giocando di grande astuzia si conquista una pessima reputazione.
Morto il vecchio padre, la madre cominciò a condurre un’esistenza ancora più misera, resa ancora più grave dal comportamento scellerato del figlio.

Le scelte di Cagliostro


Per tentare di salvare il salvabile, lo zio materno lo sistema nel seminario di San Rocco per fornirgli un po di istruzione. Ma Beppo fugge più volte,  e alla fine si ritrova nuovamente per strada. La strada, più di ogni altra gli avrebbe dato la possibilità di conquistare prestigio e denaro.

La vita ecclesiastica

La carriera ecclesiastica. Indossato l’abito di novizio, gli venne affidata la manutenzione della farmacia, dove apprese i principi della chimica e della medicina. Purtroppo però non soltanto questi. Nel monastero, si leggevano i testi di alchimia, si preparavano distillazioni e sublimazioni, si discuteva del modo di scoprire tesori nascosti e di come usare le arti divinatorie.


Il nostro Cagliostro comincia così il suo lungo percorso che attraverserà varie fasi, molto travagliate e turbolente.

Fuori dal convento


Quando sembrava avviata la sua carriera ecclesiastica, la vita del monastero comincia a stargli stretta. Oltre le mura del convento, c’era Palermo, una grande Città tutta da scoprire. La Palermo degli anni in cui visse Cagliostro era una città di 200.000 abitanti, la città più popolosa d’Italia dopo Napoli. Il lungo dominio spagnolo aveva lasciato il segno nella società, nel costume e nella mentalità della gente: un segno che ancora sopravvive.
Ritornando alla ristrettezza dell’abito ecclesiastico, possiamo dire che tanto torto non avesse. Mentre i monaci sedevano attorno alla tavola, Peppo, che amava molto il cibo, era costretto a restarsene in piedi a leggere il martirologio per fare passare il tempo agli altri monaci più papponi di lui. Non gli è consentito di mangiare, ne di raccogliere le loro briciole. Così Beppo comincia ad acuire  il suo aspetto malvagio e malizioso e comincia a leggere non quello che c’è scritto sul libro, ma tutto ciò che il suo acuto ingegno gli consiglia lì per lì. Ma una volta scoperto, i monaci lo costringono a terra, battendolo con la cinghia.

La vita fuori dal convento


È proprio arrivato a quel punto che Cagliostro si lascia alle spalle l’austero convento e torna alla vita libera. Da questo momento, si potrà dire chi era Cagliostro, veramente
Fuori dal convento, lascia Palermo. Questa città ormai è troppo stretta per lui. A questo si aggiunsero gli innumerevoli problemi giudiziari. Essendo continuamente coinvolto in risse di strada e addirittura in un presunto assassinio di un canonico.
Così comincia il periodo della formazione quello maltese. Rimase letteralmente conquistato dall’insegnamento dei cavalieri di Malta. Si avviò verso un cammino iniziatico, scoprendo a poco a poco tutti i segreti esoterici conosciuti dei cavalieri di Malta.

La vita dentro la massoneria


Nel 1776, sposa Lorenza Feliciani. Con lei si reca a Londra. Qui ha modo di approfondire l’alchimia. Nella capitale inglese entra in contatto con alcuni esponenti della fratellanza mistica della Rosa Croce.
In questi ambienti ha occasione di dedicarsi alla pratica dell’ermetismo.
Nel 1777, viene ammesso alla massoneria, dove riceve in una sola volta i primi 3 gradi. Cagliostro si abbandona totalmente alla Suprema arte, ne apprende i segreti e li mette in atto, celebrando cerimonie con i suoi riti di vegenza.
E questo in estrema sintesi il percorso che ha condotto il piccolo palermitano verso quella crescita esoterica che fa di lui una delle figure più amate e più misteriose. Un personaggio, a dire il vero, amato e odiato, soprattutto da chi è appassionato di studi del genere magico esoterico.

Un commento

  1. Giuseppe Filardi ha detto:

    Ricostruzione fedele e veritiera.

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