“Tra il serio e il faceto”, raccontiamo la cultura dell’impegno sociale

Clara Di Palermo

“Tra il serio e il faceto”, raccontiamo la cultura dell’impegno sociale

- giovedì 30 Gennaio 2020 - 07:00
“Tra il serio e il faceto”, raccontiamo la cultura dell’impegno sociale

Appuntamento domani, 31 gennaio, nella sede di Solidaria per incontrare l'autore

Tra il serio e il faceto” è il titolo di un libretto (la definizione è proprio dell’autore…) realizzato da Totò Cernigliaro, Presidente della cooperativa sociale Solidaria.
Vi è raccolto il meglio di ciò che in questi ultimi anni ha pubblicato nel suo Diario su Facebook. Testi, poesie, aforismi, gag, vignette, scritte d’impeto “spesso in modo emotivo, di pancia, per rabbia o per dolore, per sarcasmo o goliardia”.
Ne è venuto fuori un miscuglio di sentimenti e di emozioni, un’ inevitabile miscela di vissuto personale ed esperienza sociale. Quel sociale che è un aspetto fondamentale della vita di Cernigliaro.

Un corso di antimafia sociale per docenti

Il libretto è stato autoprodotto dallo stesso Cernigliaro dato che il ricavato dalla vendita delle copie sarà devoluto interamente a Solidaria, in particolare per la realizzazione di un corso di formazione per docenti.
In rispetto dell’impegno sociale che contraddistingue la sua attività, infatti, dal 2012 Solidaria propone un corso di formazione, rivolto a docenti delle scuole superiori di primo e secondo grado. Il corso si intitola “Percorsi didattici di antimafia sociale: Una proposta formativa multidisciplinare tra processi educativi e impegno sociale”, e ha già alle spalle sei edizioni.
La prossima edizione, che si realizzerà grazie a quanto si raccoglierà dalla vendita del libretto “Tra il serio e il faceto”, vedrà ancora una volta la collaborazione con l’Università Kore di Enna alla quale si deve anche la validazione scientifica del corso.

Un’iniziativa sociale

Il libretto può essere acquistato online su www.manieradici.it o presso la sede di Solidaria (nei pomeriggi di lunedì, giovedì e venerdì, dalle ore 15 alle 17,30).
Ogni singola copia del libretto sarà numerata e firmata perché, nello spirito di massima trasparenza che è proprio di Solidaria, questo ne garantirà l’appartenenza all’ iniziativa.
Domani, venerdì, 31 gennaio, alle 16,30, presso la sede di Solidaria, in via Isidoro La Lumia 19/c, Totò Cernigliaro incontrerà quanti vorranno saperne di più del libretto “Tra il serio e il faceto”. Ma non solo. Ascolteranno dell’impegno sociale che lo stesso Cernigliaro, grazie alla onlus Solidaria, porta avanti da anni. Noi de L’InchiestaSicilia auspichiamo che il libretto abbia successo e tutte le copie vadano esaurite per consentire l’attuazione di una finalità così importante. Questo libretto è stato per noi occasione di fare una chiacchierata con Totò Cernigliaro.

Totò Cernigliaro

La collaborazione con le Università

Un libretto per promuovere un corso di antimafia sociale per docenti. Che risposta c’è da parte delle istituzioni scolastiche?
“Il percorso formativo proposto da Solidaria, che è stato possibile realizzare grazie alla collaborazione e alla validazione scientifica delle diverse Università coinvolte, è stato avviato con le docenti e i docenti che abbiamo conosciuto in occasione del Premio Libero Grassi. Si tratta di docenti provenienti da diverse parti del paese, e via via il numero si è allargato – nelle diverse edizioni – alla partecipazione di altri insegnanti”.

I docenti sempre collaborativi

“Non abbiamo avuto la necessità di un rapporto con le Istituzioni scolastiche – prosegue Cernigliaro -. Tuttavia, in alcuni casi abbiamo avuto modo di constatare le difficoltà incontrate dai docenti ad aver riconosciuto il diritto di partecipare ai corsi di formazione (non solo il nostro). La collaborazione con le Università, e con i docenti e le docenti coinvolti nei corsi, è sempre stato eccellente e mi piace sottolineare il fatto che tutti i relatori hanno sempre prestato la loro collaborazione a titolo gratuito”.

I giovani oggi sono consapevoli

Nel corso degli anni la partecipazione al premio Libero Grassi, ideato da Solidaria, è cresciuta. È cresciuta anche una cultura di vera antimafia, che possa essere una vera rivoluzione culturale?

“I giovani di oggi sono sicuramente più consapevoli dei danni che le mafie producono a tutti i livelli: istituzionali, sociali, economici, ambientali. Perché di mafie, oggi, si parla molto, anche se non sempre nel modo più adeguato e più corretto. Infatti, continuano a farla da padrona certi stereotipi, per esempio, sulla Sicilia. E ce ne accorgiamo quando arrivano a Palermo le scolaresche e hanno modo di scoprire e far scoprire che la Sicilia è sì terra di mafia ma che, da sempre, è anche terra di antimafia.
Il nostro percorso formativo vuol proprio rappresentare un modesto contributo per fornire ai docenti delle scuole quegli strumenti e conoscenze necessarie a rispondere alle sfide culturali imposte da fenomeni devastanti i nostri Territori. E questo, sia che si tratti di Organizzazioni criminali che di altre forme di malaffare violento, prevaricante e distruttivo”.

Avete provato a diffondere “Tra il serio e il faceto” nelle scuole, come spunto di riflessione? In fondo i suoi post di FB vogliono essere questo, sollecitano una riflessione, forse anche in maniera non intenzionale.
“I miei post raccontano il mio vissuto, i miei pensieri, le mie idee, sulla società, sulla politica, sulla vita. Non so se possano davvero rappresentare un utile strumento a fini didattici o di riflessione. I tanti amici ed amiche insegnanti che leggeranno il libretto potranno, comunque, valutarlo”.

Quanto è radicata ancora, nel quotidiano, la cultura della prepotenza?

“Direi molto e aggiungerei, anche, tristemente in aumento. Non manca giorno in cui non ci sia un caso bullismo, di violenza di genere, di atti di razzismo o di intolleranza. Anche troppo spesso giustificati da certi ambienti politici e/o culturali”.

Che danno fanno i falsi paladini dell’antimafia alla diffusione e radicamento di una reale cultura anti mafiosa?
“Ovviamente, un danno rilevante, perché influiscono sull’autorevolezza dell’intero movimento antimafia. Ma va detto forte e chiaro che, a prescindere se siano falsi o veri, cosa buona sarebbe non creare e non aver bisogno di paladini dell’antimafia. Perché la vera antimafia, quella che un giorno sconfiggerà la mafia, non sarà quella dei paladini ma l’antimafia della normalità. Quella che saprà radicarsi nella società e nei territori e così diventare normalità”.

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