Il cimitero di Santa Maria di Gesù. In viaggio tra arcani e misteri

Patrizia Romano

Il cimitero di Santa Maria di Gesù. In viaggio tra arcani e misteri

- venerdì 07 Febbraio 2020 - 07:00
Il cimitero di Santa Maria di Gesù. In viaggio tra arcani e misteri

Le vicende storiche di Santa Maria di Gesù, un complesso monumentale sepolcrale nascosto tra le tonache e le mura antiche e impolverate dei Cappuccini nel cuore di Palermo

Il cimitero di Santa Maria di Gesù è il più antico complesso monumentale di Palermo dedicato ai morti. Tra le lapidi, una storia avvincente, intrisa di arcani misteri. Una storia che vogliamo raccontarvi, rivelandovi dove, in realtà, riposa l’anima dei vostri cari defunti.

La storia di Santa Maria di Gesù

Secondo il Pirri e il Tognoletto, lì fu ospitatato Sant’Antonio da Padova quando, nel 1229, venne a Palermo. Il Santo predisse che lì sarebbe sorto un convento. Il proprietario della masseria, in suo onore, innalzò una cappella, visibile ancora oggi nella parte Sud dell’attuale convento. Le prime basi nascono nella parte meridionale di Palermo ai piedi del Monte Grifone.
L’Inchiesta Sicilia vi guida tra gli elementi architettonici di uno dei camposanti più storici della Sicilia: il cimitero di Santa Maria di Gesù.

Elementi architettonici di Santa Maria di Gesù


A copertura lignea, sorge un altare in marmo sopra il quale è posta un immagine della Madonna con Sant’Antonio da Padova e altri santi. Il convento nacque più tardi, nel 1426, edificato per opera del beato Matteo Gallo da Agrigento, che aveva ottenuto il terreno intorno.
La chiesa fu la prima dei Riformati dal momento che si introdusse in Sicilia l’osservanza di San Francesco.

La costruzione della cappella

Nel 1450 iniziarono i lavori per la costruzione della cappella dedicata a San Bernardino da Siena, che diventerà successivamente la cappella La Grua Talamanca.
In seguito, i frati concessero la parte antistante l’ingresso della chiesa a Gaspare Bonet, affinché costituisse una cappella dedicata a San Girolamo.
Una volta edificata la cappella, la chiesa rimane accecata, per cui fu necessario aprire la porta laterale. L’ingresso alla cappella fu corredato da un artistico portale attribuito al gigantesco Andrea Mancino, in cui sono rappresentati i 12 apostoli che hanno in mano un cartiglio con su scritti i 12 articoli del credo.

Nella cappella del cimitero di Santa Maria di Gesù è venerato un’immagine dell’ecce Homo.

I sepolcri

In tutta la chiesa sono sparsi diversi sepolcri appartenenti ad antiche famiglie nobiliari che ebbero qui la loro sepoltura.

Le gentilizie più importanti

Sono diverse le cappelle che vale la pena menzionare per i pregi artistici e architettonici. Una della famiglia La Grua Talamanca, edificata nella metà del 400, ha il portale in stile gotico catalano, espressione significativa dell’incontro tra cultura quattrocentesca locale e cultura architettonica spagnola e costruisce un esemplare unico nella storia dell’architettura siciliana.
Imponente la cappella gentilizia della famiglia Lanza di Scalea, opera liberty di Ernesto Basile. Nella parte del complesso che guarda verso la montagna, oltre il cimitero, c’è un bosco con una grande vasca di fronte a cui in semicerchio, alcune nicchie contengono statuette in pietra, ciascuna raffigurante un Santo dell’ordine francescano. Al centro del semicerchio vi è una grotta con la statua di San Francesco che riceve le stimmate

Se qualcuno, dopo avere letto questi brevi cenni storici sul cimitero di Santa Maria di Gesù, desidererà custodire il proprio sonno eterno alle lapidi di questo antico e pregevole complesso cimiteriale, sappia che non sarà così semplice. In ogni caso, vale la pena tentarci. Magari, una lettura al nuovo regolamento servizi cimiteriali del Comune di Palermo, fatela.

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