Export siciliano: inizia la risalita

Patrizia Romano

Export siciliano: inizia la risalita

- martedì 11 Febbraio 2020 - 07:00
Export siciliano: inizia la risalita

Dopo un primo semestre di flessione, che faceva pensare a una battuta d’arresto, l’export siciliano riprende la sua rotta.

Export siciliano. L’allarme rientra. Dopo un primo semestre di flessione, che faceva pensare a una battuta d’arresto, l’export siciliano riprende la sua rotta e ricomincia a salire.
La bella notizia, infatti, è che l’export siciliano è di nuovo in crescita.
Secondo dati di Sicindustria, la Sicilia si attesta al secondo posto tra le regioni meridionali che esportano al Nord e all’estero. La nostra regione è preceduta dalla Campania.
Niente male, neppure su scala nazionale, dove, l’Isola occupa il decimo posto.
Il primo semestre dello scorso anno avevano destato una certa preoccupazione. Rispetto al 2018, infatti, comparando gli stessi periodi dei due anni, durante i primi sei mesi del 2019, si registrava un calo preoccupante. Da giugno, invece, il trend è di nuovo in crescita, registrando un volume di affari che si aggira intorno ai 6,8 miliardi di euro, con un aumento del 11 per cento.

Dov’è più apprezzato il made in Sicilia?

I paesi esteri in cui il prodotto siciliano continua a essere particolarmente apprezzato rimangono i Paesi europei. Primi tra tutti, Francia e Germania.
Negli ultimi anni, però, è cresciuta la richiesta pure dai Paesi dell’Africa settentrionale, dell’Asia orientale, Hon Kong e dell’America settentrionale, Stati Uniti.
Sembra, però, che le aree in cui il prodotto siciliano si insedierà sono tante altre. Parliamo di Paesi in cui ci sono tutte le intenzioni di investire sul nostro prodotto sia a medio sia a lungo termine.
Tra i primi, abbiamo, senz’altro, nuovi Paesi degli Stati Uniti, che si aggiungerebbero a quelli già affermati. L’America si allargherà al Canada, al Brasile, al Messico. E poi, la Cina e il Giappone. Ma anche la Russia. E seguirà l’India. E pure il Vietnam. Grosso potenziale ‘cliente’, gli Emirati Arabi Uniti.
Ci sono aree, inoltre, che sono tenute sotto osservazione, come potenziali Paesi disposti a investire sul prodotto siciliano. La Repubblica Ceca, Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Indonesia, Kenya, Mozambico, Nigeria, Sudafrica.
Un discorso a sé è rappresentato dalla Russia che, negli ultimi anni, ha mostrato un grande interesse per il prodotto italiano e, in particolare, per quello siciliano.

Interesse che si è concretizzato in una serie di percorsi dedicati alle imprese che si hanno relazioni fondate su quel territorio, applicando politiche economiche strategiche.

I prodotti più richiesti

I prodotti più apprezzati e più richiesti sono i prodotti tecnologici. Tra questi, in particolare, computer e apparecchi elettronici e ottici.
Poi, abbiamo i prodotti farmaceutici, chimico-medicinali e botanici.
Ma anche i prodotti alimentari, da sempre apprezzati all’estero, continuano a tenere testa.
Il prodotto alimentare, assieme ai prodotti del comparto turistico, sono stati sempre considerati comparti tradizionali.
Dal caffè alle conserve. Dall’olio, doc e non, al miele. Per poi passare alle energie rinnovabili. Insomma, la Sicilia ha un ruolo importante nelle esportazioni.
Ma le potenzialità di nuovi comparti in Sicilia, sono ancora tantissime.

Investimenti

La Regione Sicilia ha messo in campo circa 300 milioni di euro a favore dell’innovazione e dell’internazionalizzazione delle imprese siciliane.
Già nel 2018, la Sicilia è stata tra le poche regioni d’Italia a registrare una discreta crescita nel campo dell’export.
La provincia con il miglior risultato è stata Palermo, che si è attesta la prima provincia. Subito dopo, seguita da Siracusa, che detiene una posizione molto importante. E poi, c’è Catania, alla quale segue Trapani.
Risultati positivi pure per Ragusa e Messina. Trend negativo, invece, per Caltanissetta, Agrigento ed Enna.

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