Perché il simbolo della Trinacria rappresenta la Sicilia? Scopriamolo insieme tra misteri e segreti

Redazione

Perché il simbolo della Trinacria rappresenta la Sicilia? Scopriamolo insieme tra misteri e segreti

- sabato 15 Febbraio 2020 - 07:00
Perché il simbolo della Trinacria rappresenta la Sicilia? Scopriamolo insieme tra misteri e segreti

La Trinacria, l’emblema mitologico della Sicilia, è in realtà un misterioso simbolo antichissimo dal significato ancora incerto. Ne sveliamo, in parte, i suoi misteri

Quello che da sempre riteniamo il simbolo della Sicilia per eccellenza, la Medusa a tre gambe, ha radici lontane e misteriose.
L’Inchiesta Sicilia vi guiderà in un viaggio affascinante.
Un articolato viaggio che esaudirà la domanda che i siciliani più curiosi si pongono spesso: perché il simbolo della trinacria rappresenta la Sicilia?
La Trinacria, l’emblema mitologico della regione siciliana, è in realtà un misterioso simbolo antichissimo dal significato ancora incerto.
L’associazione del simbolo con la Sicilia lo si deve alla particolare configurazione geografica dell’Isola, caratterizzata da tre promontori, Pachino, Peloro e Lilibeo.
La testa rimanda chiaramente alle gorgoni, mostri della mitologia greca di aspetto mostruoso, ali d’oro, mani con artigli, zanne di cinghiale e serpenti per capelli.
Esse erano tre e rappresentavano le perversioni: Euriale rappresentava la perversione sessuale, Steno la perversione morale e Medusa, la perversione intellettuale.

Scopriamo perché la Trinacria rappresenta il simbolo della Sicilia

Il suo vero nome è Triscele, dal greco antico, 3 gambe, poi latinizzato in Triquetra ovvero triangolare,
Questa figura, quindi, non nacque in Sicilia, ma era diffusa in tutta l’area mediterranea prima della colonizzazione greca.
La vastità dell’area di diffusione geografica del simbolo e l’importanza che la simbologia ha acquisito nella cultura della Sicilia hanno dato vita a diverse interpretazioni.
Per i fenici sarebbe la rappresentazione  della loro massima divinità, come Dio solare. Fra i lici dell Asia minore, raffigurerebbe Apollo Dio della luce. Presso la Grecia ionica riprodurrebbe  la dea luna.


Quando la Trinacria perde il significato religioso


E’ solo in epoca romana che la trinacria perde il suo intrinseco significato religioso per diventare esclusivamente il simbolo geografico della Sicilia.
Punto in comune del simbolo per le varie civiltà è la sua concezione cosmica che raffigura la genesi del cosmo e dell’uomo.
Le gambe della triscele indicherebbero il movimento, ossia il cammino del sole lungo il cielo.
Le 3 gambe potrebbero rappresentare proprio le stagioni con al centro la testa di helios, cioè il sole.
Storicamente, si sa che il simbolo apparve sull’isola intorno al 13º secolo dopo Cristo, forse in ricordo delle decorazioni di basi siciliani.
Sia la Triscele sia la Trinacria sono raffigurate sinistrorse, con i piedi volte verso sinistra a indicare il percorso del sole da Oriente ad Occidente. Comunque, sono considerate in senso positivo.

La Trinacria su metallo

Triscele o Trinacria, qual è il simbolo della Sicilia?

La triscele destrorsa fa riferimento ad un passato lontano, una mitica età dell’oro, quando il sole sorgeva ad occidente e tramontava ad oriente.
Età terminata per le numerose distruzioni provocate dal ribaltamento dell’asse terrestre.
A favore dello spostamento dell’asse terrestre, abbiamo ritrovamenti di colate laviche in cui gli atomi di ferro sono lungo un asse opposto a quello attuale.
L’obiezione posta dagli accademici è che tali cataclismi sarebbero realmente avvenuti, ma in epoche antecedenti all’apparizione dell’uomo.
Tuttavia sono tutti concordi sull’associazione della Triscele al concetto di caos cosmico e alla distruzione universale.

La Trinacria, simbolo della Sicilia di oggi

La versione attuale della Trinacria che è una testa di una donna, raffigurata con le ali ai lati per indicare l’eterno trascorrere del tempo. Inoltre, la vediamo contornata da serpenti per indicare la saggezza.

tatuaggio della Trinacria


In seguito, i serpenti sono stati sostituiti da spighe di frumento a volere significare la fertilità della terra dell’isola siciliana.
Per il siciliano doc, religioso e superstizioso per tradizione familiare, la trinacria è un talismano portafortuna.
Il simbolo della Trinacria dunque, se perdette il suo originario valore solare, ne acquistò uno sacrale in Sicilia. Ciò, per il suo valore apotropaico, che lo trasformò in una sorta di talismano.
Ma il suo valore divenne essenzialmente geografico e si identificò talmente con la Sicilia, nelle sue diverse denominazioni, che fu addirittura esportato.
Queste sono, comunque, soltanto alcune delle conoscenze storiche che ci portano a rispondere al perché il simbolo della trinacria rappresenta la Sicilia.

I misteri della Trinacria

Sebbene questo simbolo sia conosciutissimo e noto in tutto il mondo, vanta una storia per certi versi sconosciuta e ricca di enigmi e segreti. La sua origine, infatti, rimane tuttora avvolta nel mistero più fitto. Mistero che ancora affascina e suggestiona archeologi, storiografi, appassionati, ma anche gente comune.
Come abbiamo visto, per scoprire i misteri di questo affascinante simbolo, bisogna partire obbligatoriamente da un’altra isola. Un’isola sempre al centro di un mare chiuso e circondato da terre, proprio come la Sicilia, ma con un’aria più sinistra. Aria conferitale da fatto che, a differenza della Sicilia, non è mai baciata dal sole e per questo, sempre più cupa. Stiamo parlando di Gotland, la grande isola al centro del Mar Baltico, all’estremità del nord Europa.  
Sebbene molti archeologi si dicano più che certi, non è affatto provato che questo simbolo sia giunto in Sicilia provenendo dall’Oriente.
Un Simbolo non deve provenire per forza da un luogo preciso.  Un simbolo può fare la sua comparsa e venire utilizzato in luoghi, epoche e civiltà diverse in quanto è qualcosa presente nell’animo di un’intera collettività.

Storia della Trinacria

La “Trinacria” sarebbe giunta nelle Isole Britanniche dopo il matrimonio tra Federico II di Svevia e Isabella d’Inghilterra
Secondo l’altra ipotesi, avrebbe fatto capolino sul Tamigi quando il pontefice Innocenzo IV offrì il trono di Sicilia ad un principe straniero.
Innocenzo IV invitò Edmondo, conte di Lancaster ad invadere il Regno di Sicilia.
La “Trinacria siciliana” sarebbe, quindi, arrivata in Inghilterra e adottata a corte proprio in vista dell’acquisizione del Regno di Sicilia. Circostanza che fortunatamente poi non si verificò.
Nel 1255, l’avrebbe vista Alessandro III di Scozia (o Alaxandair Mac Alaxandair, marito di Margherita d’Inghilterra, anch’essa figlia di Enrico III.
Anni dopo, quando Alessandro Terzo cedette l’Isola di Man alla Scozia, rimase così colpito dalla Trinacria, che l’adottò come stemma araldico

Un commento

  1. Rosa ha detto:

    Ricostruzione accurata e molto affascinante.

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