La rocca di Cefalù e i suoi preziosi dintorni

Redazione

La rocca di Cefalù e i suoi preziosi dintorni

- giovedì 27 Febbraio 2020 - 07:00
La rocca di Cefalù e i suoi preziosi dintorni

Una roccia alta 270 metri. Dai greci era chamata Kefalé. Ha dato l’antico nome di Kephaloidion allo storico centro abitato che si affaccia sulla Costa Tirrenica. Vi raccontiamo la Rocca di Cefalù

Il promontorio più abitato sin dalla preistoria. Un po’ dopo nacquero i primi insediamenti pre ellenici.
La Rocca di Cefalù è un promontorio calcareo di grandissima valenza naturalistica, geologica e storica. Nel suo insieme, costituisce una presenza qualificante del paesaggio circostante. Questo rilievo sovrasta e caratterizza il centro urbano di Cefalù. 

Complesso di Diana

Sul versante nord ovest, ad una quota di 160 metri, si erge il complesso megalitico di Diana, risalente al nono secolo avanti Cristo.
Tutto attorno si notano ancora resti di varie epoche con fortificazioni che circuivano buona parte della Rocca sui versanti sud est.
Notevole la presenza di anfratti e grotte dove, con molta probabilità, si svolgevano riti sacri. Concetto di sacralità mutuato sotto la Rocca con la fantastica cattedrale normanna voluta dal re Ruggero nel 1131.

Il Duomo di Cefalù

Si accede alla sommità dell’ultimo avamposto sul mare del massiccio delle Madonie, seguendo le indicazioni poste nella parte del centro storico sottostante l’enorme blocco calcareo. Proseguendo in direzione di Messina poco fuori Cefalù, a circa 1 km, si trova la segnaletica per raggiungere la bella contrada Ferla all’interno del parco delle Madonie. La zona, pur essendo notevolmente antropizzata, presenta ancora angoli di suggestiva bellezza.

Cozzo Carcarrello

Lasciata l’auto 1 km prima della chiesa della Ferla, si intercettano stradine e sentieri che conducono sul Cozzo Carcarrello e sulla splendida Rocca San Nicola a breve distanza da piazza Sant’ Angelo, dietro cui si adagia il santuario di Gibilmanna, di origine benedettina.
In zona, si possono fare tante escursioni. Basta dotarsi di una carta e seguire la rete di piste e sentieri.
L’osservatorio geofisico funge da buon punto di riferimento per chi volesse circoscrivere l’area.
Il bacino imbrifero che raccoglie tutti i ruscelli del comprensorio e il torrente carbone che sfoggia all’altezza del chilometro 182 lungo la statale 113.


Serra Guarneri

Subito dopo il casello ferroviario a destra, si imbocca una stradina asfaltata che conduce a Serra Guarneri, dove si trova un centro di educazione ambientale permanente,  ubicato in un borgo ottocentesco panoramicissimo sulla costa. Circondato da un paesaggio vegetale tipico della macchia mediterranea (quercia da sughero, corbezzoli, Erika) è un’area di estremo interesse naturalistico, inserita in zona a tutela integrale.
Nel borgo è possibile alloggiare contattando la Cooperativa Palma Nana.
Il sito consente di fare passeggiate molto interessanti anche con l’ausilio delle guide.
Della frazione di Sant ‘Ambrogio, raggiungibile in macchina dalla statale 113, si dipartono vecchi sentieri che raggiungono Serra Guarneri e la Contrada Vallegrande, attraversando paesaggi agrari di antiche tradizioni.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta