Referendum del 29 Marzo 2020: forse è il caso di rinviare

Redazione

Referendum del 29 Marzo 2020: forse è il caso di rinviare

- lunedì 02 Marzo 2020 - 07:15
Referendum del 29 Marzo 2020: forse è il caso di rinviare

Con il Referendum del 29 Marzo 2020, si approva la riforma costituzionale che riduce i rappresentanti di Camera e Senato. Tante ancora le perplessità. Pertanto, riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera del Libero Comitato di Cittadini per la Democrazia inviata al Presidente Mattarella

Il prossimo 29 marzo gli italiani, in età elettorale, saranno chiamati, attraverso referendum, ad approvare o meno, la riforma costituzionale che riduce il numero dei rappresentanti di Camera e Senato.
Con l’approvazione del referendum, il numero dei deputati passerà da 630 a 400, e quello dei senatori da 315 a 200.
A prescindere dal parere che l’elettorato è chiamato ad esprimere, dovrebbe, quanto prima, partire la campagna referendaria informativa.
E di informazione ne occorre veramente tanta, considerando che i risultati di questo referendum decideranno le sorti di una riforma costituzionale a tutti gli effetti.  Certo quanto si possa rendere edotto un popolo in merito a una questione così meramente tecnica rimane, però, una grande incognita.
La riforma è stata presentata all’insegna della riduzione dei costi della politica e all’insegna di una maggiore efficienza parlamentare (per la serie: in pochi si lavora meglio).

Sempre di più chiedono il rinvio


I rischi che tale riforma potrebbe avere gravi ripercussioni sulla rappresentatività in senso lato sono, comunque, tanti.
Infatti, il popolo dei potenziali elettori comincia a prendere tempo.
Per capirci di più?
Perché vuole essere più informato e, quindi, accingersi a fare una scelta così complessa in maniera più consapevole?
Perché spera che il rinvio possa cambiare l’orientamento complessivo?
O, semplicemente, perché gli italiani sono dei procrastinatori seriali?
C’è chi ritiene, comunque, che il momento sociale non è tra i più favorevoli a una campagna informativa. La psicosi collettiva ‘coronavirus’ e le misure preventive adottate dal Governo non creano, certo, condizioni favorevoli. Non sappiamo, tra l’altro, quando l’emergenza rientrerà e quando si ritornerà alla normalità.

Rischio di fallimento del Referendum del 29 marzo 2020


Sono tante le componenti elettorali che si pongono questi interrogativi.
Il rischio più grosso, comunque sia, rimane l’alta probabilità di fallimento che il Referendum, in questo contesto, correrebbe.
L’Inchiesta Sicilia ha raccolto i primi sentimenti dell’elettorato. Molti cittadini si sono riuniti in gruppi, comitati, associazioni, eccetera, per dare voce alle innumerevoli perplessità che li assalgono e ne hanno spiegato le motivazioni.

Pertanto, riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera aperta inviata al Presidente Mattarella dal Libero Comitato di Cittadini per la Democrazia


Referendum Costituzionale del 29 Marzo 2020
da Racalmuto la lettera al Presidente della Repubblica e al Capo del Governo per chiedere il  rinvio della consultazione popolare

Un folto gruppo di liberi cittadini, intellettuali e professionisti, riunitosi in libero comitato per la democrazia, con sede a Racalmuto presso l’Associazione Culturale Humus, ha inoltrato lo scorso 26/02/2020 una lettera al Capo dello Stato On. Sergio Mattarella  ed  al Capo del Governo Giuseppe Conte, per chiedere di  rinviare la data del referendum  costituzionale  prevista per il prossimo 29 marzo c.a. e consentire al popolo italiano di dedicare a questo evento la necessaria attenzione che esso merita, quando  l’attuale emergenza sanitaria legata al Coronavirus sarà rientrata e sarà ritornata nel nostro Paese la necessaria serenità.

I firmatari

Secondo i primi firmatari della lettera:  Calogero Alaimo Di Loro, Giovanni Tesè ed Enzo Sardo, il  testo  referendario,   tutt’altro che semplice, carica ogni cittadino italiano della grandissima responsabilità di contribuire con la propria opinione ad una scelta “fondativa” rispetto al nuovo assetto della nostra democrazia, attraverso una  drastica riduzione della rappresentanza popolare ,in entrambi i rami del parlamento, senza per altro produrre direttamente alcuna riduzione del costo della politica”.  Pertanto,Considerato il clima di attuale  costernazione in cui versa la cittadinanza italiana a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019, che di fatto impedisce lo svolgimento di una serena campagna elettorale,  risulta   impossibile a parere del comitato garantire a tutti    le necessarie condizioni di diritto e di fatto per potersi formare una libera e responsabile opinione e  presentarsi  preparati all’appuntamento referendario, nello spirito della Nostra Costituzione.  


Di seguito gli altri firmatari della lettera:

 Luigi La Placa, Giuseppe Crapanzano, Renato Rametta, Giusppe Caldarello, Michele Vaccaro, Michele Cirafisi, Giuseppe Cicala, Calogero Agozzino, Decio Terrana, Maria Luisa Cilia, Maria Alda Anzaldi, Salvatore Todaro, Salvatore Gioacchino D’Angelo, Paolo Gioacchino Picone, Sergio Coniglio, Francesco Cappadona, Daniela Spalanca, Silvia Nicoletta Tesè, Antonio Francesco Panico,  Calogero Cremona, Bernardo Barone, Santina Cattano, Salvatore Capasso, Giuseppe Di Naro, Sharon Cammilleri, Lillo Butera, Lilia Lauricella, Pietro Castronovo, Rosalba Pecoraro, Achille Carmelo Lo Manto, Salvatore Silvano Messina, Vincenzo Dainotto, Paolo Cilona, Vittorio Gambino, Renato Volpe, Salvatore Barnabà, Craparo Michela, Vincenzo Fonzo, Pruiti Sebastiano,  Carmelo Sciascia, Maria Rosaria Di Sano.

Libero Comitato di Cittadini  per la Democrazia
Al signor Presidente della Repubblica
Al Signor Presidente del Consiglio dei Ministri
Prof. Giuseppe Conte

La lettera

Oggetto: Referendum Costituzionale Del 29 Marzo 2020
Richiesta di rinvio  della consultazione popolare

Signor Presidente della Repubblica, Signor Presidente del Consiglio dei Ministri, come è noto è stato indetto  per la  domenica del 29 marzo 2020, il referendum popolare, ai sensi dell’articolo 138, secondo comma, della Costituzione, confermativo del testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi dei membri di ciascuna Camera, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 12 ottobre 2019.

Chiamati a una scelta ‘fondativa’


             Considerato che  il  testo  referendario,   tutt’altro che semplice, carica ogni cittadino italiano della grandissima responsabilità di contribuire con la propria opinione ad una scelta “fondativa” rispetto al nuovo assetto della nostra democrazia:
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?».
               Posto che la votazioni, tranne nuove disposizioni,  dovrebbero svolgersi  domenica 29 marzo 2020, dalle ore 7 alle ore 23 e come previsto dalle norme sulle consultazioni referendarie dovrebbero essere precedute da un mese di   campagna/elettorale. 

Motivazioni

             Considerato che la situazione di emergenza sanitaria, legata al fenomeno denominato “coronavirus”, ha costretto il governo italiano e le autorità sanitarie e amministrative del territorio ad adottare misure urgenti e precauzionali di tipo straordinario, che di fatto  sconsigliano, laddove non vietano direttamente,  gli assembramenti, le assemblee e gli incontri ravvicinati tra persone ,  di fatto  inibendo ogni forma e possibilità di  dibattito.  Per tutti il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri, che introduce misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019,  che tra l’altro prevede, per numerose aree del nord Italia, con tendenza ad estendere il provvedimento ad altre aree o a  tutto il territorio nazionale:

I provvedimenti contro il coronavirus

  • il divieto di allontanamento dalle aree interessate al contagio; 
  • la sospensione di eventi, manifestazioni e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato;
  • la sospensione dei servizi educativi dell’infanzia e delle scuole, nonché dei viaggi di istruzione;
  • la sospensione dell’apertura al pubblico dei musei e la sospensione delle procedure concorsuali e delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

Il Referendum in clima di paura e disagio sociale

Tutti provvedimenti di grande responsabilità e auspicata efficacia, ma che certamente stanno creando una condizione di grande disagio  dovuto al diffuso clima di paura, incertezza e insicurezza che ormai pervade tutte le famiglie italiane, i cui componenti sono statisticamente distribuiti per motivi di studio o lavoro, nelle diverse aree del suolo nazionale.

            Considerato che in  un clima di tale costernazione risulta pressoché impossibile garantire a tutti i cittadini della Repubblica  le necessarie condizioni per potersi formare una libera e responsabile opinione onde potersi presentare preparati all’appuntamento referendario, nello spirito della Nostra Costituzione  e per la responsabilità che  il quesito richiede.

Appello alle autorità

Per le ragioni sopra esposte, i componenti di questo comitato spontaneo di fatto, costituito dai sottoscritti semplici cittadini, intellettuali, professionisti, donne e uomini di questo Paese, FANNO APPELLO all’autorità e al  dimostrato senso di responsabilità del Capo dello Stato On. Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte, affinché  pongano in essere i necessari provvedimenti urgenti atti a disporre il rinvio dell’importante consultazione referendaria prevista per il prossimo 29 marzo c.a. al fine di consentire al popolo italiano di dedicare a questo evento, in una più opportuna data,  la necessaria attenzione che esso merita, non appena  l’attuale emergenza sanitaria legata al Coronavirus sarà rientrata del tutto e sarà ritornata nel nostro Paese la necessaria serenità. 

Racalmuto 24 febbraio 2020

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