Il turismo ai tempi del Coronavirus

Clara Di Palermo

Il turismo ai tempi del Coronavirus

- giovedì 05 Marzo 2020 - 07:05
Il turismo ai tempi del Coronavirus

Viaggi disdetti e prenotazioni mai arrivate: il Coronavirus ha già provocato gravi danni al turismo. Ne abbiamo parlato con il Presidente di Fiavet Sicilia, Giuseppe Ciminnisi

“Il Coronavirus ha assestato un durissimo colpo all’economia turistica della nostra regione: ragionando per difetto, per il solo turismo scolastico abbiamo stimato una perdita di circa un miliardo di € in tutta la Sicilia”
Giuseppe Ciminnisi, presidente di Fiavet Sicilia, la Federazione che associa le imprese di viaggi e turismo, aderente a Confcommercio, dipinge un quadro sconfortante.
“Se consideriamo che il 40% delle agenzie ha un fatturato di almeno 200 mila euro per i soli viaggi di istruzione, i conti sono presto fatti. Le agenzie in Sicilia sono 890 (più altre 200 in franchising), il 40% è circa 356; considerando 200 mila € ciascuno……

Giuseppe Ciminnisi

Quanto vale il turismo in Sicilia?
“Il turismo in Sicilia vale 87 miliardi, diviso per 12 mesi, sono circa 7 miliardi al mese che, al momento, sono ridotti in fumo. Tornando al turismo scolastico, l’agenzia di viaggi assembla vari servizi: l’albergo, il ristorante, il noleggio dei mezzi, i biglietti aerei, creiamo il pacchetto che, per il turismo scolastico, viene gestito secondo la normativa degli appalti per le opere pubbliche È una gestione impropria quella di un servizio come se fosse un’opera pubblica. Perché non posso accettare che la scuola, dopo 30 giorni che io ho fatto l’offerta, mi richieda il mantenimento della stessa offerta, alle stesse condizioni, per 180 giorni. Ma in questo lasso di tempo il viaggio è già fatto, si è ritornati a casa, ecc”.

Si anticipano i costi

“Noi, per mantenere i prezzi che avevamo fatto, intanto andiamo ad acquistare i servizi proposti nel pacchetto – precisa Ciminnisi -, quindi acquistiamo, volo, albergo, ristorante, noleggio pullman….così già ci siamo esposti economicamente perché anticipiamo i soldi. In una fase come questa, in cui le scuole non hanno dato acconto (al 99% non ne danno) o, se lo hanno dato, è solo una piccolissima percentuale, ci rendiamo conto che il sistema già ci mette in una posizione di difficoltà”.
Quindi voi anticipate sistematicamente il denaro?
“Sì, pur di aggiudicarci il servizio. Invece, come previsto dal codice del turismo, le scuole dovrebbero dare, oltre al costo delle biglietterie, un acconto del 30% alla conferma, prima di partire un altro 30% e il 40 % restante dovrebbe essere a garanzia dell’esatto svolgimento del programma. Tra l’altro, non tutti sanno che noi abbiamo l’obbligo di avere un nostro fondo di garanzia che garantisca le scuole qualora noi fossimo inadempienti o in caso in cui l’agenzia dovesse fallire. Tutto ciò è solo favore dell’istituzione scolastica. Quindi l’agenzia paga tutto e adesso che c’è questa situazione di forte incertezza a causa del Coronavirus, noi agenzie dovremmo effettuare i rimborsi. Ma se la scuola non ha pagato nulla, cosa dobbiamo rimborsare? I soldi della scuola sono in un conto, per così dire, transitorio perché sono i soldi delle famiglie. Per uscire da questo vicolo cieco, noi vorremo proporre al governo di autorizzare le agenzie ad emettere la fattura di pagamento nei confronti della scuola, così che i genitori che hanno pagato possano avere una detrazione nella dichiarazione dei redditi, come costo per gli studi: questi soldi andrebbero conteggiati come credito d’imposta”.

Le compagnie aeree e i rimborsi

Ma le compagnie aeree, in tutto questo?
“Ecco. Si dovrebbero obbligare le compagnie aeree ai rimborsi. La situazione che si è venuta a creare in questo frangente è assurda. Non ha senso nemmeno andare a proporre una class action contro le compagnie aeree non ha senso perché non si lavorerebbe più, non ci sono alternative ad alcune compagnie low cost”.
La Sicilia rischia di essere penalizzata anche per la prossima stagione. Avete già registrato disdette o mancate prenotazioni in rapporto allo stesso periodo dello scorso anno?
“Come tour operator mi occupo molto di pellegrinaggi. Però noto che non abbiamo le solite richieste di questo periodo. In questo momento non è arrivata nessuna prenotazione e non mi sembra di scorgere nulla in lontananza. Per quanto riguarda l’agenzia di viaggi, da mercoledì scorso a oggi saranno arrivate tre o quattro persone. E tutte per cambio di voli che sono stati annullati, anche impropriamente, da alcune compagnie. È desolante”.
Ma c’è chi chiede di partire ugualmente?
“C’è una scuola, ad esempio, che non ha disdetto il viaggio di istruzione previsto in aprile: manifestano la volontà di partire dopo il 15 marzo (data stabilita, ad oggi, per il fermo delle attività didattiche, ndr). Al momento non intendono disdire, ma sono i soli. Sono arrivate presto le disdette delle scuole che avevano previsto il viaggio all’estero. Quello che non capisco, però, è la disdetta del viaggio a Siracusa…. Se la Sicilia non presenta situazioni critiche, perché non fare il viaggio interno? Magari valutiamo quali siano le regioni che non hanno criticità e spostiamoci li. Cerchiamo di fare girare l’economia per quel poco che è possibile”.

E i viaggi di nozze?

“Non ne parliamo nemmeno – dice Ciminnisi -. Si ha paura a fare la crociera, a spostarsi. …. speriamo che il clima ci aiuti, dato che col caldo i virus non proliferano. Sinceramente, il fatto che non arrivino clienti è una cosa pesante. Io ho 7 dipendenti e se la situazione continua ad essere questa, credo che sarò costretto a metterne 3 o 4 in cassa integrazione. Tutta questa situazione provocherà ripercussioni inevitabili sui livelli occupazionali. In più settori”.
In percentuale, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per quanto riguarda il turismo in generale, che differenze registrate?
“In termini economici già c’è il 50% in meno di introiti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E speriamo sempre che la situazione si riprenda”.
Passando l’emergenza attuale, cosa serve al turismo?
“Prima di tutto una comunicazione forte, mirata a far ripartire il turismo in Sicilia. Noi stiamo cercando di comunicare positività, nel nostro piccolo. Ci vogliono messaggi che promuovano la Sicilia nella sua interezza, come territorio, non sempre le solite destinazioni. Questo per noi è il periodo dell’incoming e le agenzie specializzate in questo settore hanno anch’esse grosse difficoltà. L’incoming incide per un buon 40%. Adesso c’è tutto fermo. L’Italia aveva fatto l’accordo con la Cina, la Fiavet aveva fatto un accordo sia con la Cina che con la Turchia, con la Croazia. Solo per i cinesi, avevamo previsto 200mila arrivi in più dalla Cina rispetto al 2019.
Confidiamo nella destagionalizzazione, da settembre in poi. Qui abbiamo anche i pullman fermi, in parcheggio. Gli autisti assunti per la stagionalità, non lavorano. Non so quanti resteremo in piedi. Adesso aspettiamo il decreto, speriamo che preveda del sostegno alle imprese”.

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