Ztl ed effetti sull’economia

Patrizia Romano

Ztl ed effetti sull’economia

- martedì 10 Marzo 2020 - 09:15
Ztl ed effetti sull’economia

Ztl ed effetti sull’economia. I primi ai quali le Ztl nel centro storico di Palermo non sono andate giù, sono stati i commercianti.
Del resto, sono stati i primi a risentire gli effetti nefasti che queste hanno avuto sul commercio. I primi a vivere sulla propria pelle le Ztl e gli effetti sull’economia del Centro storico. Come dargli torto, di fronte a una situazione già abbondantemente compromessa da altri fattori?

Parliamo degli effetti negativi delle Ztl sull’economia del Centro storico di Palermo coon Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo

Abbiamo incontrato Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo. L’obiettivo del nostro incontro era quello di valutare le prospettive di riportare alla luce quel vecchio progetto di un Centro Commerciale ‘itinerante’, che si sarebbe spalmato, con i vari punti vendita, lunga l’asse di via Roma.
Avremmo voluto discutere con il presidente di Confimprese delle prospettive di rinascita del Centro storico, proprio alla luce di questa innovativa iniziativa.
A noi, l’idea piaceva, soprattutto perché, così come era stato concepito, il progetto non avrebbe alterato la natura della via Roma, da sempre, una delle strade più eleganti e signorili della città, nonché l’asse commerciale per eccellenza.
Tra l’altro, Giovanni Felice, come risaputo, è sempre stato uno dei più accesi fautori della rinascita commerciale del Centro storico. Adesso, invece, parlare con lui di rinascita commerciale dell’asse viario, una volta, più transitato della città, accende in lui tanta rabbia e costernazione.

Le Ztl e l’economia


“Come facciamo a parlare di rinascita socio-economica del Centro storico – dice o, meglio, urla – quando il Centro storico è stato letteralmente svuotato, depauperato, svilito, desertificato”.
A provocare lo spopolamento dell’asse viario, via Roma/Corso Vittorio Emanuele, secondo Felice, sono proprio le Ztl.
“Basta passare per via Roma e tutta la zona circostante – dice Giovanni Felice – per vedere l’apocalisse delle attività commerciali. Molte di queste hanno rappresentato per anni la pietra miliare del commercio palermitano. Negozi che hanno fatto la storia della città. E non finirà qui – continua il presidente di Confimprese. La situazione peggiorerà ulteriormente”.
Tra l’altro, l’attuale ZTL non è più quella votata dal Consiglio Comunale. Dopo l’avvio delle ZTL, è partito un piano di pedonalizzazione. Questo è stato votato dal Consiglio Comunale, ma, in realtà, ha stravolto il provvedimento originario.

Prima di parlare di progetti e investimenti, ripopoliamo il Centro storico

“Allora, per favore – insiste il presidente – prima di parlare di centro commerciale o di progetti così ambiziosi nel Centro storico, riportiamo le persone dentro il Centro storico. Persone che, poi, sono tutte, indistintamente, potenziali acquirenti. Io non posso pormi, fautore di iniziative così elaborate e spingere i commercianti a fare investimenti considerevoli, che finiranno a fondo perduto. Creerei in loro delle false aspettative, destinate a morire, ancor prima di nascere. Tra noi e l’Amministrazione – constata con amarezza – è stato innalzato un muro. Non riusciamo neppure a sederci attorno a un tavolo comune e avviare una trattativa”.

Alterazione del piano Ztl originario

Eppure, Confimpresa, assieme ad altre associazioni di categoria, è stata tra i fautori delle stesse Ztl. “Sì – conferma Giovanni Felice – ma allargandole a via Norarbartolo. All’inizio – precisa – si prevedeva Ztl1 e Ztl2. Inoltre, aggiunge – si prevedeva Vittorio Emanuele, aperta. Via Maqueda, aperta. Adesso, con il traffico chiuso, la Ztl si è ridotta a 300 metri di via Roma. E’ questo che fa la differenza? E’ tutto questo a provocare l’impatto ambientale? A Palermo – insiste – non possiamo permetterci di chiudere il Centro storico, perché questo è troppo esteso e, quindi, significa paralizzare la città. Nella buona sostanza – conclude il capo di Confimprese Palermo – oramai la ZTL rappresenta una tassa aggiuntiva per i residenti, nonché un pedaggio per i cittadini e un dazio aggiuntivo per i commercianti e gli artigiani superstiti – aggiunge -.  

Tutta una questione di interessi

Ma il sospetto di Confimprese è ancora più grave. “Secondo noi – conclude – il motivo per cui non si modifica l’attuale impianto della ZTL non ha nulla a che vedere con la qualità dell’area, ma sono ragioni strettamente legate agli interessi che ruotano attorno all’introduzione di queste misure. Mi riferisco – dice senza mezzi termini – agli introiti che arrivano dai pass e dalle multe”.

Ztl e Coronavirus


Le battaglie per l’eliminazione delle Ztl, comunque, non sono servite a nulla. Ci voleva il Coronavirus per ottenerne la chiusura.
In questi giorni, infatti, sono piombate a Palazzo delle Aquile innumerevoli richieste per la sospensione di tutte le restrizioni al traffico nel Centro con lo scopo di evitare gli assembramenti e sovraffollamento sui mezzi pubblici.
La ZTL, comunque, è regolamentata dal Ministero dell’Infrastrutture e Trasporti ed è in vigore in numerosissime città italiane. Le amministrazioni locali, dunque, non hanno autonomia decisionale su questa materia.

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