Populismo, in nome del popolo italiano

Patrizia Romano

Populismo, in nome del popolo italiano

- lunedì 16 Marzo 2020 - 07:00
Populismo, in nome del popolo italiano

Entrato nel linguaggio comune e, per molti versi, anche un po’ troppo, il termine populismo, in realtà, non ha una definizione precisa. Ma spesso, un'appropriazione indebita e abusata

Populismo è una delle parole maggiormente abusate nella vita politica e mediatica nazionale ed estera.
Entrato nel linguaggio comune e, per molti versi, anche un po’ troppo, il termine ‘populismo’, in realtà, non ha una definizione precisa.
Secondo l’asserzione più frequente, indica un atteggiamento ideologico che esalta in modo demagogico, il popolo. Il popolo, che diventa unico depositario di valori positivi e ricchi di significato.
Nella realtà, è un atteggiamento politico demagogico che ha come unico scopo quello di conquistare il favore della gente. Un’arma subdola per ottenere facili consensi.
Comunque sia, tende ad elevare le classi più indigenti, molto spesso, però, prive di una precisa impostazione dottrinale.
Comunque sia, il populismo si sforza di piacere alla gente comune. Soprattutto, alle persone che sentono i propri problemi trascurati.
Gli ultimi due Governi nati in Italia nelle ultime due legislature, vengono definiti dalla maggior parte degli osservatori italiani e stranieri, come populisti.

Falso populismo


In realtà, sono il prototipo di un falso populismo. Il popolo al centro delle scelte politiche, in cambio di consensi.
In nome del popolo italiano, il populismo è un modo di fare politica, caratterizzato dalla violazione delle regole, ma, soprattutto, dei diritti umani, fortemente lesi da una classe politica che arroga il diritto di agire per e in nome del popolo.
Niente di più semplice in un Paese messo a dura prova da fatti sociali contingenti. In tutta Europa, la lunga recessione economica ha causato insicurezza e paura. Tanto, da spingere gli elettori a porsi continui interrogativi sul proprio futuro.
Interrogativi ai quali non si riesce a dare risposte, per la scarsa informazione e perché privi di competenze.

Il populismo attecchisce su un tessuto fragile


Oggi, le fonti di informazione sono rappresentati dai social e show televisivi, con frequenti ospitate di politici, diventati dei veri e propri showmen. Queste fonti non sono in grado di dare risposte adeguate. Infatti, si tratta di risposte semplicistiche, che i nostri politici danno dal più profondo della propria ignoranza.
Ed è proprio nell’ambito di questo contesto che matura il concetto di populismo.
Siamo, ormai, in preda a un modo di governare basato su false promesse.
I partiti populisti sono comparsi e cresciuti in tutta Europa. Ma soltanto in Italia sono diventati maggioranza e hanno conquistato il governo.
Perché l’Italia, sotto questo profilo, si distingue dagli altri Paesi? I motivi sono diversi. Intanto, perché ha livelli di istruzione più bassi, più lavoro autonomo tradizionale, più famiglie monoreddito.

Il populismo per ottenere consensi

La maggiore vulnerabilità sociale ha generato più paura e insieme più sensibilità a messaggi politici forti e rassicuranti, anche se falsi, tendenziosi e dettati da un forte senso di irresponsabilità.
Secondo dati forniti dall’Istat, il 40 per cento dell’elettorato adulto ha soltanto la licenza media. Una minima parte ha un diploma di scuola superiore. Il 40 per cento delle famiglie è monoreddito.
Gli elettori appartenenti a queste categorie hanno poca propensione a informarsi e a partecipare.  Diventano, pertanto, particolarmente sensibili ai messaggi dei leader populisti.
Certo, non sono soltanto i profili socio-economici degli elettori a determinare automaticamente le dinamiche della politica e le scelte di voto. Conta molto la capacità dei leader nel connettersi con le basi sociali con le quali si confrontano. Ma sicuramente, queste attecchiscono con più facilità su un terreno fragile e vulnerabile.

Il vero significato di populismo

Il vero significato di populismo è tutt’altro da quello.
Il populismo è il movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra il 19 esimo e il 20esimo secolo. Un movimento, che si proponeva di raggiungere un miglioramento delle condizioni di vita delle classi diseredate, specialmente dei contadini e dei servi della gleba.
Nel significato proprio e originario, non c’è assolutamente niente di negativo in questo termine. Ma usato oggi, assume un significato dispregiativo.
Populismo significa appellarsi alla popolazione e alla consulta civica. Chi detiene il potere vuole invece che la popolazione venga tenuta lontana dalla gestione degli affari pubblici.

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