L’ora legale: si va verso l’abolizione

Clara Di Palermo

L’ora legale: si va verso l’abolizione

- venerdì 20 Marzo 2020 - 07:00
L’ora legale: si va verso l’abolizione

Tra pochi giorni si passerà all'ora legale che ci accompagnerà fino al prossimo ottobre.

“Early to bed and early to rise, makes a man healthy, wealthy and wise” ( Presto a letto e presto alzato, fan l’uomo sano, ricco e fortunato) Benjamin Franklin.

Introdotta in Italia per la prima volta nel 1916, l’ora legale scomparirà dopo il 2021, dato che l’Unione Europea ne ha deciso l’abolizione. La decisione, che prevede che ciascuno Stato potrà decidere se adottare l’ora legale o l’ora solare, è stata presa l’anno scorso, dopo che già nel 2018 i cittadini dell’Unione si erano espressi in favore dell’abolizione in una elevatissima percentuale: l’84% dei votanti.
L’idea sulla quale si basa l’utilizzo dell’ora legale, è quella secondo cui si riesce, con questo sistema, ad abbattere i consumi di energia elettrica dato che la necessità di accendere le luci si presenta un’ora più tardi. Molti paesi, però, soprattutto quelli del nord Europa, dove hanno già molte più ore di luce rispetto a noi, avevano deciso di continuare a utilizzare i ritmi naturali del sole e rifiutare l’ora legale.

Benjamin Franklin

Benjamin Franklin e le sue idee

Lo direste che tutto questo meccanismo è parente del parafulmine? In un certo senso è così, dato che la teoria che portò all’istituzione dell’ora legale, nasce nel ‘700 da delle riflessioni di Benjamin Franklin, lo stesso che inventò il parafulmine. Questi, infatti, osservò che se si fossero seguiti i ritmi luce/buio, in primavera/estate, quando le giornale sono più lunghe e si beneficia di più ore di luce, si sarebbe risparmiato tantissimo in consumo di elettricità (che a quei tempi, in realtà, era consumo di candele). Ma le sue teorie, allora giudicate stravaganti, vennero poi riprese e attuate in Inghilterra a inizio del secolo scorso e da lì arrivate in altri paesi e poi all’Italia.

Risparmio di elettricità

Questa alternanza, che sembrava una certezza consolidata, oggi sembra solo una tendenza di pochi paesi, viste le decisioni dell’Unione Europea, ma risulta quanto mai stravagante l’idea di voler lasciare al libero arbitrio di ciascuno stato se mantenere come permanente l’ora solare o l’ora legale. Ciò, infatti, potrebbe causare non poca confusione, soprattutto nelle relazioni internazionali e negli spostamenti da un paese a un altro.
E se il risparmio derivante dall’adozione dell’ora legale si aggirerebbe, stando alle stime di Terna, la società che gestisce la rete elettrica nel nostro paese, intorno ai 100 milioni di Euro ogni anno, va detto che, in termini di Kilowattora il risparmio si riduce costantemente anno dopo anno, a causa dell’uso-abuso dei condizionatori, dei frigoriferi, ecc .

Moda o utilità?

L’ora legale sembra che sia stata soggetta quasi a moda in vari paesi, in alcuni dei quali si è assistito a un balletto a seconda di chi stava al governo. Come accaduto in Russia, ad esempio, dove prima fu istituita l’ora legale come permanente per tutto l’anno e poi Vladimir Putin la abolì decretando il ritorno all’ora solare per tutto l’anno. In entrambi i casi la decisione era stata motivata dal fatto che la popolazione era stressata dai cambi di orario.
In effetti, quante volte abbiamo sentito dire, e abbiamo detto noi stessi, che il cambio di ora lascia un po’ stonati e disorientati per qualche giorno? Certamente è capitato a tutti, così come sarà capitato di sentirsi chiedere, a ridosso del passaggio dall’ora solare quella legale (o viceversa), “ma l’appuntamento è per le 9 col vecchio orario o col nuovo?”. Insomma….un po’ di confusione sembra che sia legittima!

Intanto, per questo 2020, siamo già prossimi alla data di passaggio all’ora legale, passaggio che avverrà nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo. Il cambio d’ora si fa in piena notte: per l’Italia alle 2 sposteremo le lancette dei nostri orologi sulle 3. Il passaggio viene effettuato a notte fonda per farlo nel momento in cui sia i voli aerei che i viaggi in treno sono quasi completamente fermi. A fronte delle consuete obiezioni “dormiremo un’ora in meno e ne soffriremo”, numerosi studi non sono mai stati in grado di provare che questi cambi di orario siano dannosi per la nostra salute.

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