Turismo etico? Ecco chi sceglie una meta con una motivazione sociale

Clara Di Palermo

Turismo etico? Ecco chi sceglie una meta con una motivazione sociale

- giovedì 26 Marzo 2020 - 07:10
Turismo etico? Ecco chi sceglie una meta con una motivazione sociale

Viaggiare con consapevolezza e scegliendo luoghi e mete che siano emblema di un impegno sociale.

Quando torneremo a viaggiare serenamente, di certo i nostri comportamenti saranno influenzati e segnati dall’esperienza forte della reclusione forzata a causa del Coronavirus.
Cambieranno le nostre scelte per i viaggi, sceglieremo mete in maniera più consapevole, preferiremo un turismo etico? Se l’80% dei viaggiatori ormai organizza tutto da sé, utilizzando il semplice smartphone, dalla destinazione ai ristoranti, dalla sistemazione ai mezzi di trasporto, resta sempre uno zoccolo duro di persone che cerca l’aiuto di un tour operator o di una agenzia di viaggi. Oggi, addirittura, oltre il 40% dei turisti continua consultare e utilizzare lo smartphone durante tutto il viaggio per scegliere il ristorante o per cercare un particolare negozio o un’attrazione.
C’è un tipo di viaggiatore, però, che esce da tutte le statistiche, non segue stereotipi e non cerca località trendy. Predilige, semmai, luoghi meno battuti dal turismo di massa, fa scelte etiche e di grande consapevolezza.

Questo turista sceglierebbe certamente Addiopizzo Travel per l’organizzazione di un viaggio, soprattutto in una Sicilia dove ci sono tanti luoghi che ricordano dolori e decise scelte di campo, lotte e rinascite. Con un ufficio a Isola delle Femmine, pochi km fuori Palermo, Addiopizzo Travel nasce nel 2009 con la scelta di proporre un turismo etico che non solo salvaguardi la memoria ma anche promuova le attività e le imprese di chi ha detto no alla mafia. Alberghi e ristoranti, infatti, sono accuratamente scelti tra quelli gestiti da chi ha rifiutato di pagare il pizzo e ha fatto una precisa scelta di campo.
Una cooperativa composta da un gruppo di giovani che vuole contribuire alla diffusione di un turismo della legalità e allo sviluppo di un’economia che, rifiutando di pagare il pizzo, sia pulita e da sostenere. A questi giovani chiediamo di fare un identikit del turista che sceglie di viaggiare con un particolare spirito sociale.
Che tipo di viaggiatore è quello che sceglie un turismo etico?
“È un viaggiatore curioso, esigente, che non si accontenta di vedere solo le bellezze storico-artistiche e paesaggistiche di un luogo, ma vuole conoscerne la storia. Vuole ascoltare direttamente da chi vive quella terra le esperienze di impegno, di difesa del territorio. È un viaggiatore attento alle ricadute del proprio agire, anche quando è in viaggio”.

Come strutturate i vostri tour?

“Le caratteristiche peculiari dei nostri tour sono fondamentalmente due: tutti i nostri fornitori sono pizzo-free, ciò significa che i titolari di hotel, ristoranti, pizzerie, compagnie di trasporto non pagano il pizzo o hanno una storia di resistenza alla mafia, per dare garanzia al viaggiatore di non finanziare coi propri soldi, nemmeno indirettamente, Cosa Nostra. Proviamo a contribuire alla costruzione di una nuova narrazione sulla Sicilia, per superare vecchi clichè che vedono la nostra Isola come terra di mafia in cui nulla possa cambiare: la Sicilia diventa invece una terra capace di mostrare tanta bellezza, intesa anche come bellezza di tutte quelle persone che si impegnano ogni giorno per difendere e valorizzare la propria terra”.

Quante scolaresche scelgono Addiopizzo Travel per il viaggio di istruzione e che tipologia di viaggio proponete ai ragazzi?
“Sono tantissime le scuole che ci scelgono, solitamente in primavera facciamo sold out.  E la cosa più bella è che le scuole ritornano, anno dopo anno, con sempre nuovi studenti, segno che si instaura un legame coi docenti che va oltre il viaggio. Noi proponiamo agli studenti un’esperienza di educazione civica, un percorso di cittadinanza attiva. Raccontiamo loro una storia d’amore verso la nostra terra e gli mostriamo come sia facile e gratificante impegnarsi per il proprio territorio. I ragazzi recepiscono e rimangono in contatto con noi anche quando ritornano a casa”.

Una Sicilia fuori dagli stereotipi

Quali le tappe fondamentali di un viaggio guidato da voi?
“Noi proponiamo un nuovo modello di scoperta del territorio, poi questo modello può essere declinato in vari modi, a seconda dell’utenza, e in diverse zone della Sicilia. L’etichetta di tour antimafia ci sta stretta, noi vogliamo raccontare una Sicilia che cambia e si innova. Proponiamo dei tour per così dire più militanti per gli studenti, dove non possono mancare tappe come Capaci, Corleone, Palermo, ma anche un bike tour nell’alto belice corleonese per turisti sportivi, un tour sui luoghi del cinema e della letteratura nella Sicilia orientale, passeggiate di qualche ora a Palermo per scoprire la storia del movimento antimafia, e così via. 

Le vostre guide sono guide turistiche autorizzate con una formazione specifica che fate voi?
“Noi selezioniamo accuratamente accompagnatori turistici, dotati di patentino, che mostrano una certa sensibilità sui temi a noi cari. Per loro prevediamo un breve periodo di formazione in modo che possano conoscere luoghi meno battuti dai classici percorsi turistici e possano veicolare l’idea di Sicilia che noi abbiamo. Un problema serio che riscontriamo è l’assenza di concorsi per accompagnatore turistico in Sicilia da oltre 25 anni. I giovani siciliani per prendere il patentino devono seguire corsi ed sostenere esami in altre regioni, con enormi sacrifici in termini costi. Abbiamo poi ovviamente delle guide turistiche di riferimento, che chiamiamo in ogni tour, quando ci si trova davanti a monumenti”.

Il tour sospeso per fare un regalo

Cosa è “Produzioni dal basso” e come funziona il meccanismo del “tour sospeso”? Quale il criterio per scegliere a chi regalare il tour sospeso?
“Produzioni dal basso è una piattaforma per le campagne di crowdfunding. Con alcune realtà siciliane a noi vicine (Palma Nana e il Giusto di viaggiare, come noi tour operator di turismo etico, il ristorante multietnico Moltivolti, l’ecomuseo urbano Mare Memoria Viva) abbiamo lanciato la campagna ABBIAMO UN (BI)SOGNO, per raccogliere fondi che possano servire sia per sostenere le realtà impegnate nel turismo etico, che si trovano in grosse difficoltà a causa del blocco dei viaggi (per via della pandemia da coronavirus), sia per permettere a chi non ha i mezzi di viaggiare e conoscere la propria terra. Il concetto del tour sospeso è semplice, come quello del caffè sospeso. Tu al momento non puoi muoverti e non puoi raggiungere la Sicilia? Puoi però regalare un tour a quei ragazzi siciliani che vivono in contesti difficili e che magari normalmente non hanno la possibilità di acquistare un tour anche nella loro città. Acquista il tour sulla piattaforma e, non appena potranno partire i tour, noi lo regaleremo a giovani siciliani”.

La Riserva naturale dello Zingaro

Cosa vi aspettate dalle istituzioni per ripartire dopo l’emergenza Coronavirus?
“Ci aspettiamo tanto, ci aspettiamo di più. Quando questa emergenza sarà finita è importante che la nostra società faccia un nuovo patto sociale, come se fossimo all’indomani di una guerra. C’è bisogno che chi è più avanti guardi a chi si trova più indietro. Ci siamo sempre impegnati con grande fatica, spesso in contesti difficili o ostili, ma sempre con grande entusiasmo e determinazione. Abbiamo raggiunto risultati importanti e non abbiamo intenzione di fermarci”.

Sostegni forti alle imprese pizzo-free

“Ma da soli, adesso, non possiamo farcela – continuano -. E siamo pure consapevoli che non possiamo permetterci di mandare tutto all’aria. Con quale faccia potremmo dirlo a tutti coloro che hanno creduto in noi, nel nostro progetto? A chi non è emigrato per accompagnare i nostri tour, a chi ha capito che è possibile lavorare in questa terra senza chiedere aiuto alla mafia o senza cedere ai ricatti dei mafiosi? A chi ha fatto investimenti credendo ad uno sviluppo nella legalità? Per loro abbiamo il dovere di continuare, ma abbiamo bisogno di aiuto. Differire di alcuni mesi il pagamento di contributi o prevedere nove settimane di cassa integrazione non può bastare per chi, come noi, ha basato gran parte della propria attività sui viaggi educativi. Lavoriamo prevalentemente con le scuole e l’annullamento dell’intera stagione di viaggi d’istruzione ci inguaia: il fatturato di questi pochi mesi permette a tanti giovani e diverse imprese di sostenersi per un anno intero.  

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta