Pasqua ortodossa: domani l’accensione della Luce Santa

Clara Di Palermo

Pasqua ortodossa: domani l’accensione della Luce Santa

- venerdì 17 Aprile 2020 - 07:01
Pasqua ortodossa: domani l’accensione della Luce Santa

Si rinnoverà domani il miracolo che i cristiani ortodossi attendono da secoli anno dopo anno al Sabato Santo. Un evento atteso da milioni di fedeli

Si rinnoverà domani, a Gerusalemme, il miracolo dell’accensione della Santa Luce che i cristiani ortodossi attendono anno dopo anno da secoli. E domenica prossima, 19 aprile, i cristiani ortodossi festeggeranno la Santa Pasqua. Se la Pasqua cattolica cade in un periodo compreso tra il 22 marzo e il 25 aprile, quella ortodossa cade tra il 4 aprile e l’8 maggio. Ma come mai questa differenza? I cattolici fanno cadere la Pasqua la domenica successiva alla prima luna piena in primavera. Gli ortodossi, invece, celebrano la rinascita di Cristo la domenica seguente alla prima luna nuova dell’equinozio di primavera. Attenzione: diciamo luna nuova che non è la luna piena. Solitamente le due celebrazioni della Pasqua sono a una settimana l’una dall’altra. È anche capitato che le due date coincidessero: questo succederà, ad esempio, nel 2025 quando saranno celebrate entrambe il 20 aprile.

Fatto salvo quest’anno che le festività pasquali sono state caratterizzate dall’isolamento a causa della pandemia da Coronavirus, la settimana che precede la Santa Pasqua, per entrambe le Chiese, è una settimana intensa tra riti, processioni, preghiere e momenti di comunione di fede.

La Luce Santa offerta ai fedeli (foto tratta dal sito del Patriarcato di Gerusalemme)

Un evento di fede

In questa sede desideriamo semplicemente raccontare un evento di fede, come l’accensione della Santa Luce, che è importante in quanto tale e che non abbiamo le competenze né l’intenzione di giudicare o stabilirne veridicità o meno. Sebbene numerose testimonianze, anche di cattolici, attestino l’avvenimento come reale mentre altre lo definiscano un artificio, lo scisma tra la Chiesa d’Oriente e d’Occidente sembra qui quasi tangibile. Noi siamo convinti che qualsiasi credo e qualsiasi atto di fede vada rispettato. In Italia, poco più del 4% della popolazione di fede cristiana è ortodossa, con una forte prevalenza di rumeni-ortodossi. Ciò per l’imponente fenomeno migratorio dalla Romania verso il nostro paese.

La Settimana Santa

La domenica precedente alla Pasqua i cristiani (siano essi cattolici o ortodossi) celebrano la Domenica delle Palme, mentre per i russi-ortodossi la Settimana Santa è aperta dalla Domenica dei Salici. I rami di salice, alla stregua di quelli di ulivo e di palme, vengono benedetti e conservati nelle case per tutto l’anno.

Le uova rosse

Al giovedì gli ortodossi hanno il rito della preparazione delle uova, variamente decorate e tinte di rosso. Le uova per i cristiani sono segno di rinascita. Il rosso ha un significato simbolico perché indica il sacrificio, il sangue di Cristo. Stando alla tradizione contadina, le uova avrebbero il potere di proteggere gli animali (che erano fonte di lavoro, cibo e sopravvivenza). I gusci rossi non dovevano essere gettati ma seppelliti all’interno del podere, magari ai piedi di un albero. Oggi le uova ortodosse, magistralmente decorate da artigiani, sia russi che greci e rumeni, costituiscono un prezioso dono per le tavole pasquali e un ambito souvenir.

Il Sabato Santo

Il Sabato Santo per gli ortodossi c’è un avvenimento importantissimo, dicevamo, del quale si hanno testimonianze già indietro nei secoli: l’accensione del Fuoco Santo all’interno della Basilica del Santo Sepolcro. Un rito che si ripete ogni anno, presieduto dal patriarca greco ortodosso e che è atteso da migliaia di pellegrini che si recano alla Basilica di buon’ora.

Al mattino, come consuetudine, si procede a ispezionare, dapprima, e sigillare con la cera, poi, l’edicola con la tomba che è vuota e che dovrebbe contenere le spoglie di Cristo. Dopo l’ispezione, viene chiamato il patriarca greco-ortodosso che fa tre giri intorno alla tomba. Nel frattempo, al sagrestano tocca il compito di portare la lampada col fuoco perenne. Questo viene spento perché si possa compiere di nuovo il miracolo dell’accensione a opera della Santa Luce.

Fedeli in attesa della Luce Santa (foto tratta dal sito del Patriarcato di Gerusalemme)

La Santa Luce di Gerusalemme

Il patriarca greco-ortodosso entra, quindi, da solo, nell’edicola mentre il patriarca armeno resta appena fuori per far da testimone all’evento. Il patriarca greco porta  con sé 33 candele da accendere con il Fuoco Santo. 

I tanti testimoni che si trovano nella basilica e che attendono il miracolo, raccontano che all’improvviso, nel silenzio, si vedono tantissimi bagliori, per lo più azzurri ma anche bianchi, e che all’improvviso la lampada viene accesa dalla Santa Luce, scaturita dal nulla.

Questo fuoco viene passato a tutti i fedeli che attendono con devozione e le testimonianze narrano che non ustioni né bruci: tantissime sono le foto e le riprese video che attestano ciò.

Foto tratta dal sito del Patriarcato di Gerusalemme

Santa Luce e Apocalisse

Un evento che, come dicevamo, si ripete da secoli, anno dopo anno e si dice che la Santa Luce non accenderà soltanto subito prima dell’Apocalisse. Per questa ragione è attesissima dai fedeli: l’accensione significa che l’Apocalisse non avverrà per un altro anno. Secondo alcuni la fiamma Santa è generata dalla stessa fortissima luce che illuminò il luogo in cui il Cristo è risorto al momento esatto della Resurrezione, come venne testimoniato anche allora.

Nel corso dei secoli, gli ortodossi hanno sempre tenuto ad affermare che la Santa Luce appare solo se a presiedere la cerimonia si trovi il patriarca greco-ortodosso, non un vescovo cattolico o di altra confessione.

In realtà non si sa se ciò corrisponda al vero, sebbene ci siano numerose testimonianze (di più fedi) secondo cui l’accensione della fiamma sia strettamente connessa alla presenza del patriarca greco-ortodosso. Si dice, ad esempio, che una volta in cui a presiedere la cerimonia si imposero gli armeni, mentre il patriarca armeno-ortodosso pregava, la fiamma non accese la lampada. Semmai colpì una colonna a fianco della quale sostava il patriarca greco-ortodosso e accese una candela che questi aveva tra le mani. La lampada all’interno dell’edicola, invece, rimase spenta.
A corredo di quanto scritto fino ad ora, vi proponiamo un interessante video del Christian Media Center sui riti della Pasqua Ortodossa.

Il video è del Christian Media Center

La foto di copertina e alcune altre foto interne in questo articolo sono tratte dal sito del Patriarcato di Gerusalemme

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