Squi(fi)tezze gastronomiche dal mondo

Patrizia Romano

Squi(fi)tezze gastronomiche dal mondo

- mercoledì 29 Aprile 2020 - 07:00
Squi(fi)tezze gastronomiche dal mondo

Sono addirittura 1400 le specie di insetti considerati edibili e sono quasi cento i paesi in cui è tradizione consumarli. Insetti come cavallette, grilli, locuste, scorpioni.

Il mondo è pieno di piatti particolari, esotici, magari insoliti alle nostre latitudini, ma, probabilmente, saporiti e deliziosi. Almeno, per gli stomaci forti.
Quello certo, comunque, è che, un po’ per il nome esotico, un po’ per la presentazione insolita e originale, stimolano la nostra curiosità e la voglia di avventurarci in un mondo gastronomico inesplorato e sconosciuto.
C’è un limite a tutto, però. Di fronte a certi piatti, la curiosità e la voglia di esplorare si fermano. Anzi, si bloccano. O, addirittura, ci spingono verso un’altra direzione: quella del bagno, dove andremmo volentieri a depositare la nostra curiosità.

Siccome, ci piace colpirvi con effetti speciali, vi proponiamo una kermesse di piatti esotici o…forse…di squi(fi)tezze provenienti dal mondo.

Dal Sud Est asiatico

Nel Sud-est asiatico, è molto diffuso un piatto tipico: il Balut. Si tratta di uovo di anatra. Niente di così trascendentale, se non fosse fecondato. Questo piatto si può preparare solo quando l’embrione al suo interno è quasi completamente formato. Si lascia bollire l’uovo e si serve con l’aggiunta di una manciata di spezie. Dicono sia afrodisiaco, oltre che altamente proteico.

Zuppa di pipistrello?

Ma il non plus ultra delle squi(fi)tezze del Sud Est asiatico è rappresentato dalla Zuppa di pipistrello. La leggenda narra che, una volta impiattato, venga servito con sangue di pipistrello spremuto davanti ai propri occhi.
Il Sud Est asiatico ha una cucina veramente ricca e varia. Pensiamo alle Tarantole fritte, in Cambogia, al Polpo Vivo, in Corea.
Dal Sudest asiatico arriva anche il vino di serpente, considerato un eccellente ricostituente ottenuto, mettendo in ammollo un serpente intero nel vino di riso.
E cosa dire del Tortang utak? Detto così, nella lingua filippina, può andare bene, ma nella nostra lingua, omelette di cervello di maiale, bhé, un po’ di senso lo fa.

Indonesia

In Indonesia, invece, è famoso il Kopi Luwzk. E un caffè molto speciale, soprattutto per il suo aroma inebriante. Tanto è speciale, che costa tantissimo. E chi dice che la cacca puzza, si dovrà ricredere, perché questo caffè è ricavato dagli escrementi di zibetto, un tipo di mammifero simile alla mangusta, molto goloso di semi di caffè rosso. Sempre in Indonesia, viene cucinata la cimice, Irian Jaya. Viene avvolta in foglie e arrostita sul fuoco.

Dalla Thailandia

In Tailandia, invece, l’equivalente del pop corn occidentale, è rappresentato dalle larve di api. Si possono degustare in versione impanata, ma anche fritta accompagnata da sale, pepe e altre spezie. Non sconvolgiamoci più di tanto, perché sembra che presentino un leggero  retrogusto di gamberetti.

Piatti esotici dal Messico

In Messico, invece, gli snack li fanno i Chapulines, ossia grilli essiccati e fritti. In tutti i mercati messicani, si trovano sulle bancarelle come fossero noccioline.
In Messico, lo snack prosegue con il Gusano del Maguey, meglio conosciuto come il verme del Mezcal. E’ una larva di colore bianco che cresce nella pianta dell’agave. Viene inserito nelle bottiglie del celebre distillato messicano per aromatizzarne il sapore o tostato e servito a pezzettini come aperitivo.
Insomma, ai messicani, i vermi e insetti sembrano piacere proprio tanto.
Ma non sono gli unici a gradirli tanto.

Sono addirittura 1400 le specie di insetti considerati edibili e sono quasi cento i paesi in cui è tradizione consumarli. Gli insetti come cavallette, grilli, locuste, scorpioni e molti altri diventano piatti esotici e sono consumati in Cina, Giappone, Sudest asiatico, Africa, Messico.

Dalla Scozia

Per chi pensa che le squi(fi)tezze gastronomiche facciano parte soltanto della tradizione culinaria orientale, si sbaglia di grosso.
In Scozia, per esempio, un piatto importante nella tradizione è rappresentato dall’Haggis. Si tratta di un insaccato di interiora di pecora macinate con cipolla, grasso di rognone, farina d’avena, sale e spezie. Il tutto bollito nello stomaco dell’animale per ore.

Dal Galles

Nel Galles, invece, per iniziare la giornata energica, consumano una ricca colazione, Laver Bread,  a base di bacon, vongole e laver bread. Quest’ultimo è un agglomerato verde e viscido fatto di alghe, di solito arrotolato nell’avena a formare un tortino che viene fritto.

Dalla Cina

E dalla Cina? Bhè, ormai, siamo diventati degli estimatori della cucina cinese. Questo, forse, perché nei ristoranti cinesi presenti in Italia, i provetti cuochi dagli occhi a mandorla, si riservano dal proporre piatti come la zuppa di nidi d’uccello. Esattamente di rondini.Le rondini, però, non utilizzano bastoncini e cortecce come gli altri uccelli, ma costruiscono i loro rifugi con la saliva molto vischiosa. Questa prelibatezza gelatinosa e gommosa è molto ma molto cara di prezzo.

Dal Giappone

Lo stesso discorso, possiamo fare per il Giappone. I ristoranti giapponesi sono diventati molto popolari in Europa. Adoriamo il loro sushi, per esempio. Ma anche qui, quando è troppo è troppo. Ci sono cose che proprio non potremmo mai mandare giù.  E’ il caso dei bulbi oculari di tonno bolliti!
Sempre in Giappone, dove la freschezza del cibo è un’ossessione, si possono gustare i testicoli di capra crudi serviti a fette, il sashimi di rana macellata al momento con tanto di testa ancora semovibile come garanzia di genuinità, il cocktail preparato con sakè e sangue fresco di tartaruga appena sgozzata

Dalla Polonia

Zimne nogi alias in polacco “gambe fredde”. Per questo piatto polacco, però, in realtà, viene utilizzato il piede di mucca e viene preparato in gelatina. Viene bollito per ore, con spezie varie. Quando è, ormai, ben spappolato, viene messo a raffreddare, fino a quando non si forma una sorta di gelatina attorno.

Dalla Svezia

Che ne dite di una bella colazione a base di pancake? Questa abitudine è rientrata nella nostra comune colazione. Che c’è di strano? C’è tanto di strano se il pancake è svedese. Il Blodplättar, così è il nome del pancake in Svezia, è al sangue. Si, avete letto bene. Sangue “montato” (generalmente di maiale) fritto per diventare un contorno croccante, che accompagna di solito la carne di renna.

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