Cooperazione-democrazia-sviluppo. Un trinomio inscindibile

Patrizia Romano

Cooperazione-democrazia-sviluppo. Un trinomio inscindibile

- mercoledì 29 Aprile 2020 - 07:00
Cooperazione-democrazia-sviluppo. Un trinomio inscindibile

La cooperazione assume un ruolo sempre più incisivo nello sviluppo economico, ispirando la nascita delle attuali società cooperative che hanno sempre perseguito l’obiettivo di migliorare le condizioni socio-economiche del nostro Paese

Nel 1844, nella cittadina inglese di Rochdale, nei pressi di Manchester, un gruppo di tessitori, ridotti alla fame, da vita alla prima società cooperativa.  Il loro obiettivo è quello di migliorare le proprie condizioni esistenziali.
Questo modello societario, del tutto nuovo, passa alla storia con la denominazione di ‘Società dei Probi Pionieri’.
L’esperimento, pienamente riuscito, getta le basi per un successo futuro. I capisaldi di questo esordio sono rappresentati dalla fidelizzazione dei soci. Fidelizzazione che avviene attraverso la ripartizione degli utili e la produzione diretta dei beni. Questi, rappresentano il capitale della società e l’equa distribuzione delle risorse e delle entrate tra i consociati.

La prima cooperativa in Italia

Cinque anni dopo, in Italia, in provincia di Torino, viene fondata la prima ‘Società operaia e Cooperativa di Consumo’.  Anche nel nostro Paese, l’esperimento raccoglie ampi consensi. E, quindi, sancisce l’influenza del pensiero liberale e socialista sulle scelte economiche più evolute. Contestualmente al modello cooperativo di ispirazione socialista, nasce un modello societario di ispirazione cattolica.

Cooperazione e sviluppo

Nel giro di pochi anni, la cooperazione assume un ruolo sempre più incisivo nello sviluppo economico. Ispira, così, la nascita delle attuali società cooperative. Società, che hanno sempre perseguito l’obiettivo di migliorare le condizioni socio-economiche del nostro Paese.

Cooperazione e democrazia

Una cooperativa, quindi, è un’associazione autonoma di persone che si uniscono volontariamente per soddisfare i propri bisogni economici, sociali e culturali, nonché le proprie aspirazioni attraverso la creazione di un’impresa a proprietà comune, controllata democraticamente.
Pertanto, il cooperativismo stimola l’integrazione fra i popoli nell’ottica di una crescita comune. Crescita che avviene, soprattutto, tra i paesi che apportano tecnologia, aprendo nuovi mercati. E i paesi che conferiscono manodopera a basso costo, creano nuove potenzialità di mercato. Il cooperativismo, inoltre, risponde alle vere esigenze di organizzazione produttiva e distributiva.

La cooperazione soffocata dal capitalismo

Purtroppo, l’economia occidentale è sempre stata caratterizzata dal sistema economico capitalistico. Un sistema che ha profondamente inciso sul sistema sociale e sul triste destino delle componenti sociali. Infatti, attraverso principi come la mobilità dei capitali, la proprietà privata dei mezzi di produzione, la ricerca del profitto individuale, questo sistema ha provocato una netta distinzione tra capitalisti e prestatori d’opera.

Crescita di cooperative

Nell’ultimo decennio, le cooperative in Italia sono aumentate dell’11 per cento. La Sicilia, dopo la Lombardia che detiene il primato delle cooperative, è tra le regioni in cui si registra il maggior numero di società cooperative.
Purtroppo, però, tante ne nascono e tante se ne sfasciano. Forse, in fondo, non siamo mai stati preparati a creare modelli socio economici, dove alla base sta lo spirito di cooperazione.

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