Ragazza di Panama

Patrizia Romano

Ragazza di Panama

- sabato 02 Maggio 2020 - 07:05
Ragazza di Panama

Da Panama a Palermo. Una cittadina panamense, arrivata in Italia tantissimi anni fa, si racconta nella sua esperienza da immigrata

Elisabeth De La Cruz

Sono arrivata in Italia nel Marzo del 1990. Dal caldo tropicale di Panama al ghiaccio di Torino.
Terminati gli studi di laurea in scienze infermieristica, ho vinto una borsa di studio che mi ha permesso anche di lavorare nel mondo come fanno molti neolaureati, con l’obiettivo di acquisire più conoscenze ed esperienze nel mio campo.
Nella casa di cura Di Villa Maria Cecilia in Emilia Romagna, ho trovato molta cordialità, che ho ricambiato con il meglio delle mie conoscenze, acquisite in quattro anni e mezzo di studi universitari Il lavoro nella sala operatoria di cardiochirurgia mi ha riempito di entusiasmo e mi ha aiutata a vincere la barriera culturale della lingua.

Fare crescere la propria esperienza

Non sapevo neanche dire Buongiorno, però presto ho iniziato a lavorare in maniera indipendente, alleggerendo così il lavoro dei miei colleghi.
Dopò un anno, sono stata mandata a lavorare presso Villa Maria Eleonora a Palermo.

Il coraggio di guardare al futuro

Questa esperienza, a soli 22 anni e mezzo della mia vita, mi ha dato il coraggio e la forza di guardare il futuro in maniera sempre positiva, senza accorgermi di essere culturalmente diversa.
Dopo due anni, l’amministrazione della clinica mi ha chiesto se volevo restare da loro con un contratto a tempo indeterminato. L’idea mi piaceva perché la Sicilia mi piace. La gente di Sicilia mi piace.
In questa struttura, dove ho acquistato grande esperienza nella chirurgia del cuore, ho vissuto 8 anni.

Crescere con l’esperienza


Un giorno, i giornali parlano dell’apertura di un centro trapianti a Palermo, che abbraccia il bacino del Mediterraneo e ho sentito il desiderio di acquisire una nuova esperienza lavorativa nel campo del trapianto. Desiderio che senza molta fatica sono riuscita a soddisfare.
Però la cosa più importante è stato incontrare l’uomo della mia vita, che ho sposato e con il quale ho una figlia.
L’esperienza dei trapianti non è altro che un esperienza umana che impegna tanto e che obbliga a mettersi all’avanguardia con le ultime ricerche fatte per la scienza.
Non ho un sogno vero e proprio da realizzare, perché nella vita tutto ha un prezzo e abbiamo quanto noi stessi diamo alla vita.

La ricetta per vivere bene anche lontano da proprio Paese

A tutti gli extra comunitarie che leggeranno questo articolo, vorrei dire soltanto di credere in quello che sono e in quello che sanno, perché solo così potranno vivere tranquillamente in un posto lontano e diverso da quello delle proprie origini.

Fate del bene e rispettate sempre il vostro prossimo.

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