Turismo enogastronomico: tra degustazioni e cultura

Clara Di Palermo

Turismo enogastronomico: tra degustazioni e cultura

- giovedì 14 Maggio 2020 - 07:01
Turismo enogastronomico: tra degustazioni e cultura

Un turismo sempre più richiesto, quello enogastronomico che, superata la pandemia, tornerà a far conoscere cultura e ricchezza di un territorio.

“Quest’anno c’erano tante prenotazioni dalla Cina, ma il Coronavirus ha fermato tutto, innanzitutto il turismo. Così abbiamo dovuto procedere ai rimborsi a fronte di tutte le cancellazioni”.
Chi parla è Valeria Carastro che, con Mauro Castorina, ha dato vita a Etna Wine lab. Agronomi e sommelier nati e cresciuti sull’Etna, con Etna Wine lab uniscono due aspetti naturali collegati tra loro: il fascino del territorio vulcanico e i frutti coltivati dalle popolazioni locali.
Propongono un turismo raffinato e medio- alto, per turisti consapevoli che scelgono un percorso enogastronomico come parte della loro vacanza.
Valeria è alla ricerca di piccole e pregiate aziende vitivinicole che rappresentino l’identità della produzione enologica etnea; coordina  e accompagna i tour enogastronomici. Mauro è un conoscitore delle eccellenze enologiche siciliane e, insieme a Valeria, crea e conduce percorsi enogastronomici sull’Etna e in Sicilia.

Mauro Castorina

La svolta del turismo enogastronomico

Costituiscono una squadra di professionisti esperti che assicura ai produttori vitivinicoli dell’area etnea e siciliana, consulenza in viticoltura ed enologia, marketing e supporto nel nuovo mercato del turismo enogastronomico.
Una formula che funziona da anni e che è cresciuta molto grazie al passaparola delle aziende partner locali e ad un’ottima reputazione nata sulla stampa di settore.
Etna Wine Lab è nato in particolare da un’idea e dall’esperienza di Valeria, per 5 anni già direttrice della “Strada del vino dell’Etna“.

Valeria Carastro

“Un giorno mi sono chiesta se la mia passione non dovesse diventare un lavoro – ha raccontato durante uno dei social lunch proposti da Impact Hub -. Da bambina partecipavo alle vendemmie del mio vicino di casa , schiacciando uva e partecipando a quei bellissimi momenti fatti di aggregazione, suoni, canti e balli. Ho sempre raccontato a molte persone quelle storie, e le persone allora come adesso, rimanevano affascinate, probabilmente perché coglievano il vero spirito di quell’esperienza. Eppure col tempo si è persa la tradizione del palmento, è arrivata la meccanizzazione e le dinamiche aziendali sono cambiate. Quando ho terminato gli studi ho capito che quel patrimonio di storie e di amore non doveva andare perduto”. 

La cultura del territorio

E così il progetto di Etna Wine Lab “è cresciuto sulla convinzione di poter dare valore ad un territorio molto eterogeneo – aggiunge Mauro – in cui non tutti i produttori di vino d’eccellenza sono in grado di organizzarsi autonomamente. Poi con il tempo abbiamo guardato alla storia ed alla cultura del territorio, al vulcano Etna dove organizziamo delle degustazioni per turisti stranieri, ma guardiamo molto anche al turismo di prossimità ed esperienziale, ai frutti che il territorio offre come ad esempio il pistacchio, sino alla nuova pista dell’olio di oliva o della pesca nel messinese. Sono nuove storie da raccontare e nuovi network da esplorare”.

L’Etna sullo sfondo di un vigneto

Un turismo consapevole

Di queste storie da raccontare chiediamo a Valeria Carastro.
Chi è il turista che sceglie di fare un percorso enogastronomico particolare durante la vacanza?
“Sono due diverse tipologie: quello consapevole, magari operatore di settore, sommelier o giornalista specializzato, e quello curioso, che magari non capisce molto di vino ma lo fa perché va di moda. In percentuale, è più un turista straniero, disposto a spendere perché le nostre non sono proposte economiche. Noi costruiamo dei tour su misura, anche solo per due persone, con un accompagnatore e il transfer privato”.
Solo visita alle cantine o abbinate altro?
“C’è la possibilità di fare proprio come fosse un abito su misura. Noi facciamo delle proposte che poi vengono modificate se ci sono richieste specifiche. Possiamo abbinare un sito culturale o naturalistico alla visita alla cantina. Ma anche un caseificio o un’azienda che produce olio o ancora un teatro. I nostri pacchetti sono presentati ai tour operator che li inseriscono nelle loro proposte di tour”.

Quanti giorni dura un tour?

“Solitamente tutto si esaurisce in un giorno. Si inizia la mattina e per le 17, di solito, abbiamo già finito. Se abbiamo richieste per visitare cantine su diversi versanti dell’Etna, allora proponiamo più giorni”.
Le cantine come accolgono le vostre proposte?
“Molto bene! Ad ogni inizio stagione elaborano le loro offerte, parliamo di cantine ben strutturate per l’accoglienza, cosa che è molto importante. Sui loro listini, poi, noi costruiamo i tour. Tenga presente che, mediamente, noi portiamo 200 persone per stagione a ciascuna cantina”.

Stagione compromessa?

Quest’anno la stagione è definitivamente compromessa?
“Beh….certamente non è la stagione migliore ma confidiamo che si possa ripartire da luglio. Col clima che abbiamo qui in Sicilia, potremmo organizzare tour fino a tutto novembre con tranquillità. Un anno abbiamo avuto ospiti anche in dicembre. L’unica precauzione che dobbiamo prendere noi, relativamente alle misure per il distanziamento sociale, è quella di evitare di riempire le vetture, quindi magari ci si muoverà su due macchine. Sarà più impegnativo per le cantine che dovranno contingentare gli accessi”.

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