Calogero Barba e l’Arte Contemporanea

Patrizia Romano

Calogero Barba e l’Arte Contemporanea

- sabato 30 Maggio 2020 - 07:10
Calogero Barba e l’Arte Contemporanea

L’arte contemporanea è l’arte che vive nel nostro tempo. Diversa ed eclettica, si distingue per la mancanza di un principio ideologico organico. Per capirne meglio i suoi contenuti più intrinseci, ne parliamo con Calogero Barba, artista contemporaneo e docente dell'Accademia delle Belle Arti di Agrigento

Le sue origini sono indicate dalla critica intorno agli anni ’50, fino ai tempi attuali. L’arte contemporanea è, infatti, l’arte che vive nel nostro tempo.
Diversa ed eclettica, si distingue per la mancanza di un principio ideologico organico.
Gli stessi artisti appartenenti alla corrente dell’arte contemporanea operano in un mondo culturalmente diversificato.
Possiamo definire l’arte contemporanea un mix articolato e dinamica di materiali, metodi, concetti e soggetti che sfidano i confini tradizionali?
Le sue origini sono indicate dalla critica intorno agli anni ’50, fino ai tempi attuali. L’arte contemporanea è, infatti, l’arte che vive nel nostro tempo.
Diversa ed eclettica, si distingue per la mancanza di un principio ideologico organico.

Gli artisti appartenenti a questa corrente


Gli stessi artisti appartenenti alla corrente dell’arte contemporanea operano in un mondo culturalmente diversificato.
Possiamo definire l’arte contemporanea un mix articolato e dinamica di materiali, metodi, concetti e soggetti che sfidano i confini tradizionali?
Per entrare e comprendere meglio il sistema della cosiddetta arte contemporanea ,abbiamo fatto due chiacchiere con Calogero Barba, un artista contemporaneo siciliano, attualmente, docente di  Discipline Pittoriche al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Agrigento.

Cos’è l’Arte Contemporanea?

Come definirebbe l’arte contemporanea?
Il termina di arte contemporanea oggi è molto abusato, la definizione si presta a molte interpretazioni da parte degli addetti ai lavori creando una confusione nei confronti di quanti seguono l’arte. Volendo dare una risposta posso dire che l’arte è sempre contemporanea quando vive del presente. Ogni periodo dell’arte è stato contemporaneo solo il tempo lo distanzia e lo normalizza nella storia.

L’Arte Contemporanea, un’arte ermetica

L’arte contemporanea, nelle sue derive più ermetiche e concettuali, costituisce ancora una sorta di tabù, che la stragrande maggioranza di persone, non riesce ad accogliere.
E’così?
Il vero problema dell’arte del presente nasce dalla distanza culturale che esiste tra gli artisti e i vari fruitori occasionali che si trovano catapultati a partecipare a grandi eventi mediatici organizzati da musei istituzionali a gestione pubblica, dalle gallerie d’arte private, dalle associazioni culturali e dalle fondazioni non-profit che a vario titolo fanno parte del sistema dell’arte. Sistema dell’arte molto complesso nelle sue articolazioni concettuali e di interesse privato, molto spesso orienta le dinamiche di promozione dei fenomeni ­dell’arte contemporanea.

Lo scollamento dalla realtà

La distanza delle persone dall’arte di oggi risente dallo scollamento esistente con la realtà. La rapidità dei processi di crescita e avanzamento dell’arte visiva è avvenuta a partire dagli anni Sessanta con la nascita delle neoavanguardie che per vari motivi la maggioranza delle persone comuni non conosce o non ha mai avuto modo di approfondire la recente storia dell’arte con le sue esponenziali evoluzioni sperimentali. 

L’opera completa

Quando un’opera di arte contemporanea si può dire veramente completa?
La completezza di un’opera d’arte contemporanea non esiste, perché l’arte del presente è fondata sulla ricerca e sulla sperimentazione. Quindi non obbedisce più ai canoni tradizionali e alle regole accademiche della composizione, della forma, dell’equilibrio, del colore e del volume. Da tempo l’arte ha perso le funzioni di guida per l’educazione delle masse sociali. Con gli sviluppi delle nuove tecnologie l’arte di oggi vive di ibridazioni e contaminazioni che hanno prodotto un’arte in una continua evoluzione difficile a volte da comprendere da parte dei fruitori occasionali.

Il fruitore

Chi è il fruitore dell’arte contemporanea?
Nell’arte visiva contemporanea la maggioranza dei fruitori dei grandi eventi culturali non ha un’identità prestabilita, anche se tra questi una buona parte sono giovani studenti dell’alta formazione artistica che per motivi di studio ricercano l’arte del presente. Una altra buona parte di fruitori sono da individuare tra i cultori dell’arte che per un bisogno di crescita personale frequentano il mondo dell’arte.

La Musa

Chi è la musa ispiratrice di un artista contemporaneo?
Non credo che l’artista di oggi possa fare riferimento come nel passato ad una musa ispiratrice per produrre opere artistiche. L’artista di oggi è un professionista che alla base della sua ricerca antepone lo studio e l’applicazione progettuale prima di ogni cosa e da questo scaturisce l’invenzione continua.

L’arte contemporanea in Sicilia

Come attecchisce l’arte contemporanea in Sicilia?
Negli ultimi trent’anni l’arte contemporanea in Sicilia, esibita dalle istituzioni pubbliche e privata ha fatto passi da gigante, sono nate diverse realtà che si occupano della divulgazione dell’arte contemporanea con esposizioni di livello internazionale contribuendo alla crescita culturale a livello regionale.

Artisti siciliani

Ci sono artisti di rilievo nell’arte contemporanea in Sicilia?
La Sicilia è tra le regioni con la più alta presenza attiva di operatori dell’arte contemporanea che tra mille difficoltà continuano a dare un notevole contributo creativo all’arte italiana.

L’arte siciliana oltre lo Stretto

La Sicilia riesce ad esportare la propria arte contemporanea fuori dai propri confini geografici?
La Sicilia da sempre vive la distanza geografica dai grossi centri propulsori come Milano o Roma che attraverso il sistema dell’arte ben organizzato e progettato promuovono i loro artisti. Purtroppo in Sicilia da parte delle gallerie d’arte o dei pochi musei siciliani esistenti, sono pochi i tentativi di esportare ed imporre i propri artisti nel circuito del mondo dell’arte. Manca del tutto da parte dei musei siciliani una avvertita politica di promozione ragionata degli autori siciliani, attraverso la partecipazione a fiere d’arte contemporanea internazionali e l’attività di interscambi culturali tra musei nazionali.

L’esperienza di Calogero Barba

Quando inizia il suo approccio con l’arte contemporanea?
Il mio rapporto con l’arte nasce alla fine degli anni Settanta con la frequentazione dell’Accademia di Belle arti di Palermo e delle gallerie palermitane che in quegli anni producevano un’intensa attività di mostre.

L’artista e la Sicilia

Quanto è stato difficile, per lei, emergere come artista, partendo dalla Sicilia?
Trovare conferma del mio lavoro di ricerca a carattere antropologico contemporaneo non è mai stato facile. Ma la grande consapevolezza del percorso da intraprendere e la forza del fare, nel tempo mi hanno dato piccole certezze, come l’accettazione del mio lavoro di artista da parte della comunità degli artisti siciliani.
Ho iniziato il mio percorso espositivo dopo varie esperienze nell’area palermitana e contemporaneamente nel vasto territorio siciliano, da qui ho cercato di oltrepassare i confini dell’isola, promuovendo il mio lavoro all’esterno, relazionandomi personalmente con operatori culturali, gallerie d’arte e critici d’arte del centro e del nord Italia.
Nel tempo sono riuscito ad inserirmi in eventi internazionali qualificati che hanno dato una certa visibilità al nome e alla mia ricerca a carattere antropologico.

Biografia dell’artista

Calogero Barba nasce a Mussomeli (CL) nel 1958. Studia presso l’Istituto Statale d’Arte “F. Juvara” di San Cataldo e, poi, all’Accademia di Belle Arti di Palermo nel corso di Scultura.
Attualmente è docente di Discipline Pittoriche al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Agrigento.

Calogero Barba e l’attività in Sicilia


Nel 1994 con la rassegna “Sensi di pace annunciata”, espone al “Museo Civico d’Arte Contemporanea” di Gibellina (TP).
In occasione del decennale dell’attività di “Novorganismo 1984/1994″, viene invitato ad esporre all’Accademia di Belle Arti di Catania.
Nel 1995 viene selezionato come artista siciliano a partecipare, con un’installazione plastica, alla “Biennale Internazionale di Marsiglia” (F).

Fuori dalla Sicilia

Significative sono le mostre personali tenute nelle Gallerie “Art Club” di Catania e “Monogramma Arte Contemporanea” di Roma.
Viene invitato alla rassegna “Il Perugino”, tenutasi al CERP, Rocca Paolina di Perugia.

All’estero


Sempre di questo periodo, sono le presenze in mostre all’estero tra cui “Tondo Italiano”, Helsinki, Finlandia; “International Book Exhibition” Szekesfehrevar, Ungheria; “Happy Birthday Johannes” Gutenberg Papillon, Mainz, Germany; “III Biennal International Exhibition”, Moguer, Huelva, Espana.

Personali


Nei mesi di Febbraio e Marzo del 2001, tiene delle mostre personali al Centro “Luigi Di Sarro” di Roma e allo “Spazio Pestalozzi” di Milano.
Nel 2002 espone a Milano alla “Galleria Magenta52” e a Foggia presso la Galleria “Laboratorio Artivisive” con un testo critico di E. Miccini. Di questo periodo si ricordano “Cieli di Terra”, al Museo Archeologico di Lamezia Terme e al Museo Civico di Taverna (CZ).

Biennale di Venezia


Nel 2007 partecipa al progetto “Camera 312- promemoria per Pierre”, inserito nella 52ª Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia.

La scultura

Per conto dell’I.S.A. “F. Juvara” di San Cataldo, nel 2009, idea e cura il progetto “Memorie di Pietra”, parco di sculture in pietra di Sabucina, collocando una scultura monumentale in pietra dedicata a “Nicolò Galletti”. Nel 2010 colloca una scultura permanente presso il Museo della Solfara dell’ex miniera Trabia-Tallarita di Sommatino CL.
L’anno dopo, nel 2011, partecipa alla 54ª Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia a cura di Vittorio Sgarbi.
Nel 2014, per la Città di San Cataldo, realizza e colloca una scultura in pietra dal titolo “Emblema”, opera dedicata al 4° centenario di fondazione del paese.

Mostre itineranti


Recentemente, con la mostra itinerante “Vitamine”, espone al Museo del Novecento di Firenze, al MART di Rovereto.
Nel 2017, con “BAU 14 Global Participation System”, espone alla GAMEC di Viareggio e allo spazio Sehsaal di Vienna.
Recentemente, con la collezione permanente dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, partecipa alla mostra sul libro d’artista “Liber Fare” presso Palazzo Ziino di Palermo e il Museo del Segno e della Scrittura di Torino. Nel 2019 è tra i protagonisti della 5ª Biennale del Libro d’Artista di Napoli, tenutasi presso la Biblioteca del Complesso monumentale di San Domenico. Nel 2020 partecipa alla mostra a BAU, Contenitore di cultura contemporanea 2004-2020, presso la CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia.
Recentemente, viene invitato all’evento “Artisti di Sicilia”, a cura di Vittorio sgarbi, presso il Convitto delle Arti a Noto.

Un commento

  1. Ilia tufano ha detto:

    Un’intervista lucida e tutta condivisibile da me che ho vissuto esperienze , fatto riflessioni molto simili.

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