Le Regie zecche e la fabbrica della Moneta

Redazione

Le Regie zecche e la fabbrica della Moneta

- giovedì 04 Giugno 2020 - 07:00
Le Regie zecche e la fabbrica della Moneta

Le Regie Zecche di Palermo. Il centro di potere economico e politico della città cessò la sua egemonia con l’Unità d’Italia

Un ente preposto alla coniazione del denaro. E’ quanto stabilirono le autorità di Palermo, quando venne introdotto l’uso della moneta quale mezzo di pagamento per l’acquisto di beni. Palermo, così, fu per secoli sede centrale di potere e ospitò durante le dominazioni che governarono diverse Regie Zecche.

La coniazione alla Kalsa

Ancora non sappiamo dove fossero ubicati gli edifici dove avveniva la coniazione delle monete. Ci riferiamo ai periodi della dominazione fenicia fino a quella bizantina. Comunque, si ipotizza che all’epoca della dominazione araba in Sicilia (IX-XI secolo d.C.), la zecca fosse situata nella Halisah. Questo era il nuovo quartiere amministrativo dove risiedeva l’autorità, oggi conosciuto come Kalsa.

Palazzo Reale

Dopo l’avvento dei Normanni, sappiamo che la nuova zecca del Regno di Sicilia fu impiantata nel Palazzo Reale . Esattamente, dentro la Torre Pisana, detta anche di Santa Ninfa. Probabilmente l’officina era situata nella “Sala del Tesoro”, cosidetta per il ritrovamento di alcune giare semisepolte contenenti monete d’oro, posta nella seconda elevazione della torre. Essa era vicina alla sala nobile all’ultimo piano. Conserva alcune tracce dei mosaici che le ornavano, forse adibita a Sala del Trono o delle Udienze. Attualmente destinata a studio del Presidente dell’ ARS.

La nuova zecca

Dopo la chiusura per motivi economici, su ordine dell’Imperatore Federico II Hohenstaufen, una nuova Zecca venne istituita per volontà del Re Alfonso d’Aragona. Questi, intorno al 1400, affidò l’incarico di organizzare e dirigere le nuove officine palermitane alla famiglia degli Opezzinga. Da qui, venne impiantata nel proprio palazzo signorile, sito nell’odierna via Alloro 99.

Lo Steri

L’anno di fondazione di questo edificio, oggi conosciuto come Palazzo Diana di Cefalà, è stato retrodatato grazie ad una caso fortuito.
Danneggiato in seguito al crollo della facciata dell’antistante Palazzo Bonagia nel 1981, una decina di anni dopo, l’immobile fu sottoposto a delle opere di consolidamento. Sotto l’intonaco si scoprirono resti trecenteschi in stile simile a quello dello Steri di Piazza Marina.

Oltre a fare risalire la sua origine al XIV secolo, la scoperta permise di capire che era il palazzo delle officine della Zecca. Qui, vi operarono fino al 1515.

Palazzo Di Grazia

Dopo un breve periodo di chiusura, l’istituto monetario venne riattivato, utilizzando i locali di Palazzo Di Grazia.

La Regia Zecca

Questo edificio ospitò le Officine dal 1681 1l 1699. Prima del loro definitivo trasferimento nel Palazzo della Regia Zecca a Piazza Marina. Nonostante i pochi anni di attività, l’ente diede il toponimo alla strada (Secco = Zecca) e al quartiere. Questo, nel ricordo che la “Siccheria” era l’antico nome dato alla Zecca.

L’ultima sede fu il palazzo della regia Zecca (già della Consulta) dove oggi si trova l’Intendenza di Finanza. Costruito nel 1699, esso si presentava come un palazzo costruito attorno ad un cortile con doppio loggiato.

Il prospetto presentava un corpo centrale a tre elevazioni rinserrato tra due corpi laterali più bassi dotati di terrazze. Qui le officine della Zecca operarono fino al 1836, anno del loro definitivo trasferimento a Napoli. L’edificio venne ristrutturato nel 1855, dall’Architetto Giuseppe Selvaggio. In questi lavori di ristrutturazione, le terrazze laterali scomparvero. Invece, il portale settecentesco e i loggiati interni vennero parzialmente chiusi e trasformati in corridoi.

Così Palermo cessava di avere un istituto di coniazione della moneta. Ciò avrebbe ugualmente cessato la sua attività dal compimento dell’Unità d’Italia e l’adozione di un’unica moneta nazionale.

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