Vita da cani? Ma quando mai!

Clara Di Palermo

Vita da cani? Ma quando mai!

- martedì 09 Giugno 2020 - 07:02
Vita da cani? Ma quando mai!

Il consiglio di veterinari esperti su come affrontare la fine del lockdown, il ritorno agli spazi aperti e il contatto con soggetti esterni, assieme al proprio cane.

Sono 32 milioni gli animali domestici in Italia, di cui 7 milioni cani, ospiti del 52% delle case del bel paese. I dati sono del Censis e collocano l’Italia al secondo posto, in Europa, dopo l’Ungheria, per presenza di animali nelle abitazioni. In vetta alla classifica del nostro paese, tra chi individua nell’animale domestico una compagnia che dà tanto affetto e pochi problemi, ci sono divorziati e single.
A partire dal 3 giugno, in Italia, le limitazioni agli spostamenti, all’accesso agli spazi verdi, ai parchi e a tanti luoghi di condivisione sono state allentate. Pertanto è fondamentale saper affrontare al meglio il ‘ritorno’ a questo tipo di vita e lo stesso vale per i nostri amici a quattro zampe, sempre nel rispetto delle precauzioni dovute a una pandemia ancora in corso. L’importanza di mantenere una routine quotidiana, così come è stato durante il lockdown più serrato, resta un fattore importante, perché un brusco cambio di abitudini potrebbe innescare la comparsa di problemi comportamentali nei nostri cani.

La routine che dà sicurezza

Mantenere la routine del cane, per quanto possibile, in modo da non abituarlo a qualcosa che non farà parte della vita quotidiana in un futuro ormai prossimo. Per evitare problemi comportamentali una volta tornati alla vita normale, come l’ansia da separazione, è importante trascorrere del tempo in stanze diverse, ad esempio durante le ore di telelavoro o in momenti di svago.

Una motivazione costante

Addestramento e educazione sono cruciali per l’equilibrio della psiche del cane. Così com’è stato per le scorse settimane, nei momenti più stressanti, resta cruciale continuare a creare giochi che stimolino le sue capacità cognitive e includano una breve routine di allenamento da 5 a 10 minuti, circa tre volte a settimana. L’obiettivo è insegnargli qualcosa di nuovo o semplicemente ricordare qualcosa di già appreso per farli sentire motivati.

Interazione un po’ alla volta

Come reagiranno ora i cani con il ritorno ai parchi e l’interazione con gli altri animali? Se non hanno mantenuto le routine quotidiane della passeggiata e dell’interazione con altri cani. è possibile che siano più nervosi o con i problemi di socializzazione, avvertendo un po’ di paura nel contatto con altri soggetti. Il proprietario dovrebbe tornare alla routine della socializzazione in più fasi, non esponendo il cane ad importanti stimoli all'”incontro”. Si potrebbe scegliere di camminare e interagire con alcuni cani durante la passeggiata e solo successivamente riprendere a socializzare nei parchi, con molti cani.

Ritorno alla normalità anche nella nutrizione

Nel corso della piena emergenza COVID-19, sempre chiusi in casa e con scarso movimento, l’apporto alimentare era probabilmente inferiore. Ora con il ritorno alla normalità cambiano anche le abitudini alimentari, rientrando nei parametri della regolare attività quotidiana e della conseguente quantità giornaliera di cibo – nel caso si abbia avuto l’accortezza di regolarlo durante la quarantena.

Un lento ritorno alla socialità nei luoghi pubblici

Così come per i padroni, anche per i cani rientrare all’interno di luoghi pubblici, quali caffè o ristoranti, alla presenza di estranei può essere stressante. I cani più nervosi, che sono stati privati della socializzazione in quarantena, possono manifestare paura o ansia in luoghi con molte persone. Ancora una volta, la ripresa della socializzazione dovrebbe essere graduale e i cani dovrebbero essere esposti in luoghi a fasi e senza forzature.

Abbiamo chiesto a Daniela Leal, Responsabile Veterinario Barkyn, di questa nuova tendenza che suggerisce di dare al proprio cane un pastone a base vegetale. Nato dall’amore per i cani, dalla convinzione che essi siano parte della famiglia e che meritino solo il meglio, il miglior cibo e i migliori consigli per la loro salute, Barkyn è un servizio personalizzato che offre alimenti creati sulla base delle preferenze del proprio cane, oltre a un veterinario assegnato che gli utenti possono contattare 24 ore su 24.

Dieta da cani

Ultimamente sono sempre più le persone che chiedono al veterinario una “dieta” personalizzata per il proprio cane, spesso anche a base di soli vegetali. Moda o nuova consapevolezza?
“Le diete per cani a base vegetale sono un mix che va di moda e rispettoso dell’ambiente. Tuttavia, il più delle volte non sono il cibo ideale per i cani e, se vengono scelti, devono essere correttamente formulati e integrati in modo da non avere deficit nutrizionali: gli animali non possono trarre vantaggio da tutte le proteine e gli aminoacidi di cui hanno bisogno dalle piante. Queste diete spuntano principalmente per due motivi ovvero per l’influenza del cibo consumato dal proprietario e per una maggiore consapevolezza delle problematiche ambientali. Barkyn sviluppa entrambe le diete in base alle esigenze nutrizionali del cane, equilibrate, che includono frutta e verdura e la giusta quantità di proteine, cercando di non abusare dei prodotti animali che non aggiungerebbero valore nutrizionale per il cane, come nel caso delle diete iperproteiche”.

Come nasce l’idea di produrre alimenti personalizzati per i cani?
“L’idea nasce nel 2017 da André Jordão e il co-fondatore Ricardo Macedo. Il tutto parte da un problema che hanno entrambi riscontrato di persona: la difficoltà nell’ottenere un servizio completo per il proprio cane. Essi erano alla ricerca di una soluzione con cui poter trovare tutto ciò di cui ogni cane aveva bisogno per essere veramente più sano e più felice, pertanto la nutrizione e il supporto veterinario. Al settore mancava anche quel tocco umano che soltanto una persona avrebbe potuto dare. Noi amiamo i cani, ci teniamo davvero ed è per questo che vogliamo trasmettere questo stesso ‘feeling’. André ha due pastori cecoslovacchi e Ricardo due pincher”.
Al di là delle quantità, cani di taglia piccola e cani di taglia grossa possono mangiare lo stesso cibo?
“I cani di piccola taglia e i cani di grossa taglia dovrebbero disporre di crocchette diverse. Lo stesso vale in realtà anche tra gli stessi cani di piccola taglia. Ogni cane ha il suo fabbisogno: diversa fase della vita, diversi organismi, diversi gusti. Proprio per questo disponiamo del cibo ideale non solo per il dimensionamento (crocchette più o meno grandi), ma siamo in grado di suggerire la miscela alimentare ottimale sulla base di alcune domande poste al proprietario. Questo processo include anche il supporto veterinario, che è proprio lì per assicurarsi che il cibo sia adatto al cane fin dal primo giorno e in seguito a tutti i cambiamenti nella vita del cane”.

L’azienda produce alimenti personalizzabili su specifiche esigenze: Quali sono le richieste più frequenti?
“Al giorno d’oggi, anche a causa della diversità delle razze e della crescente preoccupazione dei proprietari, abbiamo notato esigenze sempre più varie in materia di cibo e la raccomandazione deve essere sempre più personalizzata. In seguito alla crescente comparsa di problemi legati all’obesità, del fatto che molti cani sono sterilizzati e del numero di cani che oggi hanno problemi dermatologici o allergici, è aumentata la domanda di cibi leggeri e razioni che possono aiutare a controllare le allergie cutanee o anche la riduzione della caduta del pelo. Oltre a questi, la ricerca di alimenti ‘più naturali’ e anche la ricerca di alimenti ‘senza grano’, che vengono percepiti dai proprietari come più naturali e che “simulano” ciò che il cane avrebbe mangiato nei tempi in cui la sua specie non era stata ancora umanizzata”.

Consulenza veterinaria

Capita che i clienti vi chiedano di parlare direttamente col loro veterinario per confezionare un alimento che sia su misura per il loro cane?
“Chi si rivolge a Bakyn ha una comunicazione diretta con il nostro team veterinario tramite un account, utilizzabile sia via computer che app. Si tratta di un veterinario dedicato che è in costante contatto con la famiglia per controllare il cane e assicurarsi che il cibo sia adatto, modificandolo se e quando necessario. Il cliente ha allo stesso tempo una squadra di veterinari sempre pronti a rispondere alle loro domande. Abbiamo una squadra che è sempre disponibile per quelle domande (spiegazione di un problema minore che non chiedi al veterinario perché l’hai dimenticato, o è appena successo e non puoi o non vuoi guidare dal veterinario)”.

Ormai in tantissime famiglie c’è la presenza di un cane. Quanto è vero, come si diceva una volta, che il cane soffre in appartamento?
“Dipende dai cani. Ci sono cani che si adattano meglio alla vita in un appartamento rispetto ad altri. I cani di piccola taglia, che hanno meno bisogno di spendere energia e soprattutto quelli che hanno un temperamento più calmo e che non amano nemmeno camminare fuori, possono vivere tranquillamente negli appartamenti. I cani di grossa taglia, d’altra parte, che hanno bisogno di consumare molta energia possono sentirsi “intrappolati” in contesti limitati, perché non hanno abbastanza spazio per giocare o stimoli per divertirsi, soprattutto quando il proprietario non è in casa”.

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