Salviamo i teatri privati

Pippo La Barba

Salviamo i teatri privati

- mercoledì 01 Luglio 2020 - 08:55
Salviamo i teatri privati

Riunite ai Cantieri Culturali alla Zisa molte compagnie teatrali private chiedono al Comune di rendere "colto" lo Spazio incolto degli stessi Cantieri, perché a Palermo i piccoli teatri possano riprendere l'attività, disponendo dello spazio necessario. L'allarme lanciato per salvare i teatri privati

All’assemblea sono intervenuti l’assessore comunale alle Culture  Adam Darawsha e la direttrice artistica del teatro Biondo Stabile Pamela Villoresi.
L’asssessore Darawsha ha assicurato il suo personale impegno a dotare in tempi ragionevoli le compagnie private di spazi adeguati per mettere i teatri privati in condizione di approntare i cartelloni della nuova stagione, che si svolgerà “dal vivo”. Ha  ribadito di avere prontamente aderito a un cartello nazionale tra gli assessori alla Cultura di Milano, Roma, Bologna, Parma, Napoli, Torino, Firenze riuniti sotto la sigla UCCT (Una Città con te) per predisporre tutte le misure necessarie al ripristino delle attività artistiche. Non nascondendosi le difficoltà sul piano burocratico e operativo, ha realisticamente ipotizzato l’inzio dei lavori di recupero dello spazio “incolto” da qui a un mese, in modo da essere pronto per l’autunno.

La direttrice artistica Del Biondo, Pamela Villoresi sui teatri privati

La direttrice artistica del Biondo Pamela Villoresi, pur evidenziando la diversità di ruolo tra teatro pubblico e teatri privati, ha precisato di non sentirsi controparte rispetto ai piccoli teatri e si è detta disponibile ad attuare una proficua sinergia mettendo a disposizione delle piccole realtà, in questo momento di difficoltà, i mezzi tecnici del Biondo.

Il regista Giuseppe Massa

Il regista Giuseppe Massa della Compagnia Sutta Supra ha messo l’accento sul dinamismo del teatro palermitano, che negli ultimi tempi, prima del Coronavirus, con una serie di percorsi innovativi, stava raggiungendo  notevoli livelli qualitativi.

Melino Imparato

Melino Imparato della Compagnia Franco Scaldati ha sottolineato la peculiarità del teatro privato palermitano, sostenendo che a Palermo è nata una nuova  drammaturgia popolare, fatta propria, poi, anche dal teatro pubblico, ma  che  ora rischia di perdersi.

Un nuovo incontro

Alla fine si sono aggiornati i lavori a un successivo incontro, che sarà convocato a breve, nel quale sarà presentato un progetto operativo da sottoporre al Comune e allo Stabile.

2 commenti

  1. Enrico Somma ha detto:

    Era tempo. Anche con riferimento al recupero della memoria sul grande Franco Scaldati, su cui avete pubblicato un bel contributo di Giuseppe Labarba.
    A tal proposito è bene ricordare che anche il teatro stabile “Biondo” è in debito con Franco Dclsdati, come certamente ben sa anche Pamela Villoresi che ho avuto il piacere di conoscere e intervistare a Partinico al tempo del sindaco Gigia CANNIZZO.

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  2. Francesco Galioto ha detto:

    Il fatto che alcune compagnie teatrali, più o meno piccole (o grandi..?), siano riuscite ad ottenere un’assemblea per sensibilizzare le Istituzioni in merito alle loro precarie condizioni, non solo a causa della pandemia, è già qualcosa. Che si sia strappata la promessa di un prossimo appuntamento in cui presentare un più circostanziato progetto, magari sperando di ottenere spazi e mezzi a costo zero è qualcosa in più. Ma qualsiasi cosa venga conquistata e/o concessa, è sempre poco. Perché quello che effettivamente serve, a parte gli spazi, è la visibilità e cioè l’essere inseriti in un circuito avallato o sponsorizzato dalle Istituzioni. Chiaramente previo riconoscimento di determinate qualità, da dimostrare con adeguati “curricula”. E mi sovviene una rassegna teatrale degli anni “70 (peccato che durò solo due anni) anche se dedicata alle “filodrammatiche di quartiere ” e organizzata al teatro Biondo, in cui poterono esprimersi non proprio dei dilettanti.

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