Una tradizione in viaggio. L’opera dei pupi

Redazione

Una tradizione in viaggio. L’opera dei pupi

- venerdì 03 Luglio 2020 - 07:00
Una tradizione in viaggio. L’opera dei pupi

La singolarità degli artisti siciliani riscopre la forza innovativa della tradizione nell’opera dei Pupi

di Massimiliano Odorico

L’opera dei Pupi. E’ sempre più difficile parlare di tradizioni e identità culturale in Sicilia. Parlare dell’opera dei Pupi, poi, lo è ancora di più.
La riproposizione delle consuete argomentazioni sull’importanza della tradizione siciliana richiede, ormai, poca sensibilità, trascinati, come siamo da stereotipi e modelli culturali di provenienza nazionale. Modelli dei quali, però, non sappiamo cogliere con la dovuta originalità l’impatto locale, cadendo in una sorta di provincialismo ed in una sterile emulazione intellettuale. Quando, addirittura, non si confonde lo spettacolo fine a sé stesso con la cultura vera e propria. Cosa che, purtroppo, hanno fatto un po’ tutte le amministrazioni locali e regionali fino ad oggi.
Tuttavia, ancora qualcuno riesce a proporre iniziative originali. Anche se si trovano lontano dalle grandi scene quando, infatti, sono adusi a frequentare gli spettacoli messi in scena da grandi maestri dei pupi.
Certamente, questi stessi maestri lo fanno anche per osservare una tradizione alla quale sono legati da particolare affetti di infanzia. Gli stessi trovano, però, che le sue opere possono essere molto diverse da quel che abitualmente si crede. Non solo rappresentanti le consuete storie degli Orlando e Rinaldo, ma pure aperte ad esperienze teatrali innovative nelle forme e nei contenuti.

Figure classiche

Tanto per fare un esempio, in molte rassegne vengono riproposte le storie dei paladini di Francia più classiche. Però, al fianco dei pupi ci sono state anche altre espressioni del teatro di figura: marionetta, burattini, teatro d’ombre, altri testi, altri temi, altri messaggi.
Tutto ciò, seguendo l’impegno condotto all’insegna del rinnovamento e della celebrazione della ricchezza di questa forma teatrale.

Il Teatro dei Pupi

Il teatro dei Pupi è la rappresentazione di storie in cui il pupo e il protagonista sono cosa più grande dell’opera dei Pupi abitualmente conosciuta. Essa si limita alle storie del ciclo carolingio dei paladini di Francia.

Per una rigenerazione del Teatro dei Pupi

In realtà, equivale a limitare questa forma di arte. Si potrebbe aprire a nuovi testi nuovi spazi espressivi nuovi canovacci. Ma anche a nuovi modelli teatrali. Il tutto, con nuove tematiche tipiche del teatro di figura. Tutti elementi vitali per la rigenerazione del teatro dei Pupi. Necessari per farlo uscire da quella in pass culturale nella quale attualmente versa.

Il lavoro dei grandi maestri dei Pupi

I maestri del teatro dei Pupi si sono sempre impegnati a proporre una nuova drammaturgia legata alla contemporaneità. Una drammaturgia dai contenuti moderni. Predisposta ad avviare una sperimentazione che considera anche altre forme artistiche parallele ai Pupi come il conto e il teatro di strada. Ne sono testimoni i numerosi lavori messi in scena.

L’opera dei Pupi, una pietra miliare della tradizione siciliana

L’opera dei Pupi, tuttavia, è una pietra miliare della tradizione culturale siciliana. Sarebbe un vero peccato perderla o sacrificarla sull’altare della ricerca di nuove proposte e nuove idee. Il percorso intrapreso mira alla riscoperta dell’anima del Teatro dell’Opera dei Pupi.

Il pubblico


Il pubblico classico dell’opera dei Pupi non esiste più. Non ci sono più quegli spettatori che guardavano alle storie dei paladini con lo sguardo ammirato di chi assiste ad un vero e proprio evento. Oggi il pubblico ha una base culturale più solida. Guarda le storie dei Pupi come ad un retaggio della tradizione popolare da conservare, se si possiede una certa sensibilità intellettuale. Ignora, però, l’anima stessa dell’opera. in effetti in tali giudizi la colpa dello spettatore è minima.
Essa ricade tutta sul puparo che si è arenato sulle storie degli Orlando innamorato e via dicendo. In poche parole, non ha saputo trasformarsi da puparo in drammaturgo e in regista. Dunque è necessario, per la sopravvivenza del teatro dei Pupi e dell’opera dei Pupi stessa, saperne modernizzare i temi e le storie. Sapere stare al passo coi tempi. Il che non significa snaturare questa forma d’arte teatrale. In origine, essa non era legata al ciclo dei paladini di Francia. La sua espressione artistica era libera e poliedrica, tanto che si annoverano nel teatro di figura siciliana anche storie risalenti al periodo greco. Ciò significa anzi riscoprirne l’essenza.

Questo impegno, nel generalizzato indirizzo di provincialismo intellettuale della Sicilia, è certamente il segno di una peculiarità culturale e artistica. Peculiarità, che ha il pregio di partire dalle note della nostra identità siciliana per rivitalizzarla e arricchirla, assumendo quindi grande importanza. Si potrebbe presumere pertanto un certo sostegno da parte delle istituzioni.

Occorrono nuovi spazi

Per rilanciare l’opera dei Pupi, occorrono spazi più ampi e di una maggiore diffusione di questa attività.
Non è difficile avvicinare il pubblico di questa città verso questa forma di arte, sempre tanto amata e apprezzata in tutto il mondo.

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