Reddito di cittadinanza si traduce in scambio di voto

Redazione

Reddito di cittadinanza si traduce in scambio di voto

- martedì 07 Luglio 2020 - 07:00
Reddito di cittadinanza si traduce in scambio di voto

I Giovani dell’Udc Italia: “Reddito di Cittadinanza è voto di scambio, sono fondi sottratti alle Imprese”. la condanna non è al Reddito di Cittadinanza ma al modo in cui è stato introdotto ed elargito senza controllo.

Reddito di cittadinanza. I Giovani dell’Udc Italia hanno trasmesso una nota in cui condannano l’attuale situazione relativa al Reddito di Cittadinanza. Non è stata intrapresa alcuna attività di ripristino dei Centri per l’Impiego, i Navigator assunti non hanno portato benefici. Anche chi si rifiuta di accettare il lavoro offerto, laddove accada, continua a percepire il reddito. Non sono mai partiti i lavori socialmente utili con i Comuni. Inoltre, si parla anche di una proroga a chi già percepisce il sussidio di reinserimento al lavoro.

Reddito di cittadinanza=voto di scambio

“Il Reddito di Cittadinanza, così presentato, non diventa altro che una sorta di Voto di Scambio legalizzato – trasmettono i Giovani dell’Udc Italia –. Messo in opera in fretta e furia per le Europee del 2019 ma mai entrato davvero in una fase operativa. Non è possibile che una misura che ci costa 26 Miliardi non generi alcun ritorno per lo Stato, è pura follia. Il Pagamento ai Soggetti Beneficiari doveva essere solo l’ultima delle fasi per l’entrata in opera del Reddito. Reddito che, come previsto da più parti, non poteva certo funzionare senza il potenziamento dei Centri per l’Impiego. Neppure senza adeguate Politiche sul Lavoro, senza mettere in moto tutta una macchina amministrativa capace di supportare ed assistere i beneficiari. Questi fondi sono stati sottratti alle Imprese. Le imprese che costituiscono, invece, il motore economico della nostra Società. Con misure specifiche, avrebbero già generato profitto e lavoro per migliaia di italiani”.

Senza controllo

Nella nota, comunque, si precisa che la condanna non è al Reddito di Cittadinanza, ma al modo in cui è stato introdotto ed elargito senza controllo.

“La misura, quando è finalizzata all’inserimento al lavoro di inoccupati o di perdenti lavoro, è sicuramente uno strumento necessario. E’ necessario sia per la formazione personale sia per l’arricchimento delle proprie competenze da spendere successivamente nel mondo del lavoro. Peccato, però, che tutto questo non sia stato fatto.

La Corte dei Conti boccia il Reddito di cittadinanza

Anche la Corte dei Conti ha bocciato l’iniziativa. Non sono partiti i Corsi di Formazione o di Specializzazione. I Navigator brancolano nel buio. I Centri per l’Impiego continuano a non offrire alcun servizio di inserimento al lavoro. Ormai è chiaro che si tratta di un assoluto fallimento, chiaramente mirato a raccogliere voti di Famiglie e Giovani in difficoltà. Va subito rivisto e revisionato.

Miliardi buttati

L’Italia, soprattutto in questo momento, non può permettersi di spendere Miliardi a fondo perduto senza alcuna visione di Futuro. Si restituisca agli Italiani la propria Dignità. Non un Sussidio, ma la Dignità del Lavoro. Ci teniamo a ricordare che l’art.1 della Costituzione Italiana dice che l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro e non su Sussidi di Stato”. 

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