Il mistero dietro ai furti d’arte

Redazione

Il mistero dietro ai furti d’arte

- sabato 11 Luglio 2020 - 07:04
Il mistero dietro ai furti d’arte

Il mercato e il ruolo delle istituzioni dietro ai furti darte

Furti d’arte. La tutela e la salvaguardia del patrimonio artistico nazionale rappresenta una questione molto complessa. Una questione che ci rimanda all’assenza di una normativa internazionale, in grado di disciplinare i rapporti fra diverse nazioni in materia di compravendita ed esportazione di opere d’arte.

Provenienza ambigua

Vi sono paesi, come la Svizzera, per esempio, dove l’indagine sull’origine delle opere giunte sul mercato non è per nulla trasparente e approfondita. Pertanto, diventa arduo per la nazione che rappresenta la parte lesa, potere impedire tutte quelle vendite avvolte dal sospetto. Di conseguenza, ottenere la restituzione di quanto indebitamente tolto.
Urge, dunque, una legislazione internazionale o, quantomeno, una serie di accordi bilaterali con i principali interessati. Tra questi, oltre alla Svizzera, per esempio, gli Stati Uniti e le loro istituzioni, frequentemente, coinvolti in tali vicende. Una legislazione che consenta di introdurre dei criteri condivisi ed omogenei, capace di discriminare fra quanto venduto legalmente e quanto, invece, acquistato in maniera losca. In tutto questo, eliminando o riducendo, sia le tentazioni di commissionare a ladri e tombaroli furti mirati sia i vari passaggi che presiedono a tali fraudolente transazioni.

Mancanza di tutela


Tuttavia, questo è solo uno degli aspetti del problema. Volendo, inquadrare la questione nei giusti termini causali, non si può non riconoscere che quello finora dibattuto è solo l’effetto ultimo. Perché la vera causa risiede nelle ricorrenti ruberie ben più a monte, ovvero nelle croniche carenze riguardanti la tutela del nostro sterminato patrimonio culturale.
Se si assiste ad una continua ed illegale fuoruscita di capolavori dall’Italia, ciò non avviene solo perché si è in presenza di una domanda elevata. Avviene perché l’offerta è estremamente consistente, in conseguenza di una marchiana incapacità di protezione dei beni culturali da parte delle preposte autorità.

Poco controllo

Molti dei siti archeologici da cui provengono oggetti e reperti vari sono di solito ben poco controllati o addirittura in stato di semi abbandono e dunque alla mercé di chiunque abbia intenzione di effettuare dei prelievi non autorizzati.

Strabismo e miopia cronica

Se a tutto questo si aggiunge un alto tasso di strabismo e di miopia cronici da parte delle nostre sovrintendenze, ne consegue un quadro della situazione a tinte fosche, seppure con non poche venature di carattere grottesco e paradossale.

Denunce per cose banali

Non sono pochi i casi di persone denunciate per il semplice possesso di qualche insignificante anfora o di qualche banalissima lucerna di terracotta. Tutto a fronte della completa cecità a cospetto di scempi intollerabili, compiuti tanto dai privati, quanto dalle pubbliche amministrazioni.
Dove si trovano i vari sovrintendenti quando vengono prestate opere d’arte di importanza capitale e di estrema rarità e delicatezza con inevitabile messa a repentaglio?

Battersi per la restituzione illecita è giusto, ma….

Battersi per la restituzione di quanto illecitamente scippato ed esportato è certamente cosa buona e giusta. Ma prima di fare ciò è assolutamente necessario dimostrare una costante e coerente attenzione per la salvaguardia e la conservazione dei beni artistici. Ciò, per evitare di fare pubbliche rimostranze dopo avere però proceduto in senso diametralmente opposto in altre e più interessate occasioni. Atteggiamento che, talvolta, induce verso i furti d’arte.

Cosa fare quando permane l’incapacità di gestione


Laddove permane l’incapacità di gestione del patrimonio artistico da parte dello Stato, è meglio prendere in considerazione la possibilità di aprire ai privati. Magari, rivedendo quei meccanismi vincolati che complicano la vendita e l’esportazione delle opere d’arte. Poi, intraprendendo delle forme di collaborazione con istituzioni museali e con singoli collezionisti, tanto in Italia quanto all’estero. Così, si potrebbe pervenire ad una migliore conservazione e ad una più ampia fruizione dei vari beni artistici.

Meglio emigrare le opere dove possono essere fruite


Tutto si riduce a nascondere sia reperti meno importanti sia i veri e propri capolavori in qualche angusto scantinato o sottoscala di museo. Tanto vale, fare emigrare le opere d’arte ovunque possano essere fruite e godute il più e il meglio possibile. In questo modo, forse, si ridurrebbe anche il rischio dei furti d’arte

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