La vicenda del Centro Cara di Vizzini tra polemiche e contrasti politici

Patrizia Romano

La vicenda del Centro Cara di Vizzini tra polemiche e contrasti politici

- lunedì 03 Agosto 2020 - 07:20
La vicenda del Centro Cara di Vizzini tra polemiche e contrasti politici

La vicenda del Centro Cara di Vizzini tra polemiche e contrasti politici. Tutte le questioni che riguardano i migranti diventano sempre una questione meramente politica

Cara sì, Cara no. La questione migranti, tra una situazione di emergenza e una situazione di normalità, è stata sempre miseramente vissuta e interpretata come una questione meramente politica. Anzi, esclusivamente politica, piuttosto che umana, sociale, sanitaria e culturale.
Questa volta a creare beghe e diatribe politiche, nonché, tanta confusione tra i cittadini, è il Centro Cara di Vizzini. La tendopoli, in corso di allestimento nel piccolo centro alle pendici del monte Lauro, nel catanese.
I lavori sono già cominciati, in barba al ‘No’ del presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. Sono state già piantate le prime tende. Ad eseguire l’allestimento è la Croce Rossa Italiana. La location è il campo nell’ex deposito dell’aviazione militare.

Il dissenso del governatore regionale

Il primo a saltare in aria è stato, ovviamente, il governatore regionale. Musumeci, passando subito all’attacco, ha chiesto l’intervento immediato del ministro dell’Interno. Per il presidente il Centro Cara di Vizzini diventerebbe l’ennesimo campo di concentramento per centinaia di persone, nonché, in tempo di epidemia, un atto di grave irresponsabilità.

Le proteste del sindaco di Vizzini

Oltre al governatore protesta anche il sindaco della cittadina. Vito Saverio Cortese. Il primo cittadino del centro catanese, alla comunicazione del Prefetto di Catania, è andato in escandescenze, chiedendo il ricorso alle forze dell’ordine e pure ai militari.

Il ruolo della Croce Rossa

Eppure, la Croce Rossa è già entrata nel deposito 3 giorni fa, allestendo le prime tende, con il pieno consenso del Governo nazionale.

Comunque, il deposito è decisamente lontano dai centri abitati. Le forze dell’ordine e i militari dovrebbero intervenire, semmai, per arginare il rischio di fuga.

Anche gli autonomisti contrari

E mentre il sindaco di Vizzini difende il suo territorio, altre voci si sollevano contro il Centro Cara di Vizzini. Il deputato regionale (Autonomisti) e presidente della Commissione Ue dell’Ars, Giuseppe Compagnone, già sindaco di Grammichele fa centro sui gravi rischi sanitari e di ordine pubblico.

I grillini e il Centro Cara di Vizzini

Intanto, in questo vespaio, è di poche ore fa il comunicato stampa dei grillini. Una comunicazione che affidiamo all’interpretazione dei lettori, perché a noi non è parsa comprensibile.
I deputati 5 stelle alla Camera e all’Ars, Rizzo, Saitta, e Cappello rassicurano la comunità calatina e la popolazione siciliana, dichiarando: “Non è un campo profughi e ci batteremo perché non lo diventi mai”.
Insomma, è un Centro Cara o no? Non si capisce.


A Vizzini non ci sarà un nuovo Cara come quello di Mineo

“Vigileremo affinché non diventi mai un centro profughi – scrivono i tre esponente -. Vigileremo affinché siano garantiti gli standard di sicurezza promessi per la tutela dei cittadini. In caso contrario, ne chiederemo l’immediato smantellamento” .

Certo non è facile comprendere come faranno, nel momento in cui verranno stanziati i primi nuclei di migranti. Ma questo, poi, si vedrà. Magari, alla prossima azione o, meglio, alla prossima coalizione politica.

E che dire della vicenda Gregoretti

E’ sotto i riflettori la vicenda Gregoretti. Ricordate l’atteggiamento dei Pentastellati di fronte alle scelleratezze della Lega nei confronti degli sbarchi e delle accuse per sequestro di persona? I grillini, in base alle coalizioni del momento, dichiarano il proprio coinvolgimento o la propria estraneità alle azioni di Salvini.

Di fronte al Centro Cara di Vizzini, continuano ad essere ambigui e opportunisti. Ora prestano il fianco alle schifezze umane della Lega, più tardi, ne prendono le distanze.

Le soluzioni al ministero dell’Interno

“Il ministero dell’interno – dicono nel comunicato – ha il dovere di trovare soluzioni alternative e la soluzione proposta da Di Maio, ossia di azzerare le partenze con accordi più stringenti con la Tunisia e di rimpatriare chi arriva anche con le navi, e non solo gli aerei, trova il nostro sostegno e va nella direzione di rendere sempre più residuale l’utilizzo eventuale della tendopoli”.

Abbiamo interloquito col Ministero degli Interni sulla vicenda – dicono i parlamentari -. Dal viceministro Crimi abbiamo avuto ampie rassicurazioni che non ci saranno contraccolpi per il territorio. La struttura sarà usata nell’area del demanio marittimo militare di Vizzini solo transitoriamente, per il periodo della quarantena e soltanto in caso di necessità e di emergenza. Per la bonifica dell’area, dell’allestimento delle strutture e dell’ erogazione dei servizi viene stipulata una convenzione tra la Croce Rossa Italiana ed il Prefetto di Catania”.

“Nell’area – proseguono i 5 stelle – saranno accolti, per il solo periodo dell’emergenza in atto, fino a 300 migranti. Teniamo a sottolinearlo, si tratta di una soluzione temporanea ed eventuale, che il governo nazionale ha chiesto di adottare solo nel caso non ci fosse più posto nelle due navi da crociera predisposte per la quarantena dei migranti sbarcati sulle coste siciliane”.

Il Centro Cara di Vizzini solo in caso di emergenza

“La tendopoli di Vizzini – continuano i portavoce ed il sindaco  –  sarà allestita e gestita dalla Croce Rossa e sarà dotata di un adeguato sistema di sorveglianza, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini di Vizzini, ma verrà attivata solo in caso di esaurimento della capienza delle navi e per il solo tempo della quarantena, esaurito il quale i migranti verranno rimpatriati”.

“Il Calatino – sottolineano i 3 esponenti 5 stelle – ha già pagato un prezzo altissimo per più di nove anni a seguito delle scelte scellerate dei governi del centro destra che vollero l’apertura del Cara di Mineo, che in determinati momenti storici toccò il picco di ben 4000 ospiti. Cosa che non dovrà ripetersi mai più.  Meglio avrebbe fatto il ministro Lamorgese, prima di assumere qualsiasi decisione in merito, ad ascoltare il territorio e in particolare i sindaci del Calatino, che certamente non si sarebbero sottratti come non si sono mai sottratti al proprio doveroso contributo”.

Il Presidente della regione soffia sul fuoco della paura dei siciliani

“Il presidente della Regione – concludono Cappello, Rizzo, e Saitta la smetta di soffiare sul fuoco della paura dei siciliani, associando Covid ai migranti e lasciando, invece, liberi di scorrazzare senza alcun controllo, tampone o quarantena, per la nostra terra, stranieri e turisti che per motivi di lavoro o vacanza si trovano in Sicilia”.

Su questo hanno ragione. Forse è l’unica cosa giusta che i pentastellati abbiano detto attorno alla vicenda migranti. Si è fatta troppa propaganda negativa. Tanto da rendere migranti-coronavirus un binomio inscindibile.

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