Il simbolismo delle conchiglie in Sicilia

Redazione

Il simbolismo delle conchiglie in Sicilia

- giovedì 06 Agosto 2020 - 07:00
Il simbolismo delle conchiglie in Sicilia

Chi, nella vita, passeggiando in spiaggia non ha sperato di trovarne una? E quanti ne sono rimasti ammirati guardando quel quadro di Botticelli con la Venere che nasce da un grande guscio? Il simbolismo delle conchiglie in Sicilia

Il simbolismo delle conchiglie in Sicilia. Su chiunque incontra il mare, anche occasionalmente, la conchiglia assume un’importanza straordinaria. Il suo guscio, dalla forma prevalentemente a spirale, ha sempre esercitato un forte fascino sull’uomo.
Chi, passeggiando sulla spiaggia, non tende a tenere lo sguardo rivolto verso il verso il basso alla ricerca.

Il significato delle conchiglie nell’antichità

Fin dall’antichità le popolazioni rivierasche attribuirono alle conchiglie una valenza apotropaica, esorcizzando la paura contro ogni male. La Sicilia, terra di mare per eccellenza, ha sempre dato importanza particolare alle conchiglie. Infatti, nella nostra cultura nasce il simbolismo delle conchiglie in Sicilia.


La più famosa è la Brogna. Si tratta di un mollusco con una conchiglia a forma elicoidale che può raggiungere anche i 40 cm di lunghezza. Un tempo veniva adoperata per le comunicazioni a distanza, soffiandovi dentro, dopo avervi praticato un buco.

L’importanza delle conchiglie nell’arte


Molti artisti hanno dedicato una serie di rappresentazioni artistiche e mitologiche. Nettuno, il Dio del mare, soffia nella tromba Marina per chiamare a raccolta i suoi sudditi. Tritone, nell’atto di placare la furia dei morosi attraverso il suo suono. Eolo, il Dio del vento, comandare il loro spirare al ritmo della Buccina.

La Brogna


In passato, in Sicilia, quando gravava il pericolo di attacchi pirateschi, il guardiano a cavallo incaricato di sorvegliare le coste lanciava i segnali di pericolo, usando la Brogna.


La Cipraea


Un’altra conchiglia importante nel simbolismo delle conchiglie in Sicilia è la Cipraea, conosciuta in Sicilia con il nome di purcidduzzu. Termine coniato durante la dominazione angioina in Sicilia. Le origini di questa conchiglia sono antichissime. Esemplari appartenenti a questa specie sono state rinvenute in grotta di epoca preistorica. La sua funzione scaramantica attraverso i secoli sino alla fine dell’Ottocento, quando il Pitre la ricordava tra gli amuleti per allontanare il malocchio.
La sua forma ricorda vagamente l’organo sessuale femminile e ne fa, presso le culture mediterranee ed africane, un potente amuleto simbolico della fecondità, che viene messo nelle mani della partoriente per aiutarla e proteggerla durante il parto.
In Sicilia, la ciprea usata in questo caso era la Luria lurida. Ultima conchiglia o meglio l’opercolo della balma rugosa, conosciuta col nome di occhio di Santa Lucia.

L’opercolo

L’opercolo è una struttura cornea o calcarea, mediante la quale il mollusco chiude la conchiglia al mondo esterno. Nel caso della Bolma rugosa, il suo opercolo ha un brillante colore rosso arancio che richiama la tinta del prezioso corallo rosso. Per tale motivo questo opercolo è stato spesso utilizzato incastonato nell’oro o l’argento, come pietra preziosa. Nel simbolismo delle conchiglie in Sicilia, il termine di occhio di Santa Lucia, sebbene sia esteso a tutto il complesso conchiglia opercolo, sembra derivare dalla vaga somiglianza dell’opercolo ad un occhio di cui la Santa è protettrice.    

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