Ferragosto: riti di una festa di fine estate

Redazione

Ferragosto: riti di una festa di fine estate

- giovedì 13 Agosto 2020 - 07:00
Ferragosto: riti di una festa di fine estate

Come in passato vigeva l'idea che in una vita regolata dal ritmo dei campi, i sudditi dovessero vivere un momento di riposo, anche in chiave contemporanea il Ferragosto è il simbolo di un momento in cui si ferma il ritmo lavorativo

Un vecchio detto siciliano che richiama il legame del Ferragosto con il ciclo dei campi dice: “Austu e riustu è capu r’invernu”. Agosto è il principio dell’inverno, periodo in cui l’estate volge alla sua fase matura e ci si prepara ai lavori autunnali. Oggi è opinione diffusa che Ferragosto combaci con una giornata soltanto. Ma il suo ciclo festivo comincia il 26 Luglio con la festa di Sant’Anna e termina il 15 Settembre con le celebrazioni di Maria Addolorata. In tutto questo, passa attraverso giornate particolarmente vissute anche dai non credenti quali San Lorenzo il 10 Agosto o l’Assunta il 15.

Il Ferragosto per il Cristianesimo

Per il Cristianesimo, è il giorno dell’Assunzione della Beata Vergine Maria al Cielo. Ma il Ferragosto ha origini risalenti al periodo romano e al calendario pagano. Il termine deriva dal latino feriae Augusti (ferie d’agosto), periodo durante il quale i romani si astenevano dai raccolti. Con l’inizio dell’età imperiale, l’imperatore Augusto introdusse gli Augustali. Augusto, stabiliva Agosto come mese dedicato alle ferie. Inoltre, ordinava una serie di celebrazioni, la più importante della quali era dedicata a Diana, dea della fertilità, il 13 del mese.

Il giorno dell’Assunzione

Successivamente, la festa entrò nella sfera di pertinenza della Chiesa e fissata da Papa Nicolò I il giorno 15 del mese. In coincidenza con la festa religiosa dell’Assunzione. Nel mondo romano le feriae Augustierano celebrate non facendo lavorare nei campi gli animali da tiro quali cavalli, bovini e asini. Anzi per l’occasione essi venivano bardati a festa, mentre la gente per strada si scambiava auguri e piccoli doni. Anche oggi la nostra società conserva tratti “pagani” della festa con origini rurali. In quanto festa di chiusura della stagione agraria, è legata più al pranzo di mezzogiorno che ai “cenoni”, tipici di altre feste. Ancora oggi questo periodo festivo, sull’intero territorio nazionale, è scandito da una serie di feste, sagre e rievocazioni storiche. Tra le più famose vi è il Palio di Siena, chiamato Palio dell’Assunta.

Il Ferragosto in Sicilia

Anche la Sicilia non è da meno in quanto a festeggiamenti. Nel XIX secolo, Giuseppe Pitrè scriveva che le celebrazioni dell’Assunta presentavano notevole diffusione in tutta l’isola. “Non v’è paese, né città di Sicilia, nella quale non si faccia una gran festa in onore della Madonna Assunta“. Il Pitrè rimarcava come ancora più grandiosi fossero stati i festeggiamenti del passato (XV – XVIII secolo), caratterizzati da cavalcate, cortei, fiere.

Ferie d’Augusto

Ferragosto quindi, come ferie d’Augusto prima e come vacanze dopo. A guardar bene, il significato pagano originario non si è perso del tutto. In passato, in una vita regolata dal ritmo dei campi, i sudditi dovevano vivere un momento di distrazione, di riposo e di rigenerazione. In chiave contemporanea, le ferie e il Ferragosto sono simbolo di un momento in cui si ferma quel ritmo – quello lavorativo – che sembra così scontato. I luoghi comuni vogliono infatti che la mente sia lasciata vagare senza pensieri di sorta, all’insegna del divertimento e dei “nuovi” riti. Un vero e proprio rito, che oggi si è perso in aeroporti pieni agli imbarchi o in interminabili code autostradali. E’ la gita fuori porta, la scampagnata o più in generale la ricerca di un riparo dalla calura estiva.

Il Ferragosto rivisitato nel corso dei secoli

Col passare dei secoli, il modo di trascorrere la festa si è adattata a luoghi e situazioni diverse. Così, elementi vecchi e nuovi si mescolano insieme. Tavolate, barbecue, falò in riva al mare, bagni rituali di mezzanotte, vengono da lontano. Arrivano da quei cerimoniali romani, da quei riti di passaggio necessari, allora come oggi, a dividere in due i tempi dell’anno. Il tempo del lavoro e il tempo del riposo, la fine di un ciclo e l’inizio di un altro. Gli uffici, come le scuole, chiudono e si crea il tempo libero. Allora i bagni notturni assumono un valore rigeneratore. I falò richiamano i fuochi purificatori che celebrano la fine di un anno e l’inizio di un altro. Ciò che oggi va sottolineato è la riduzione, negli ultimi anni, del tempo dei nostri riti di passaggio ferragostani.

A causa della crisi, questo tempo sta diventando sempre più ridotto, come uno di quei pacchetti proposti dalle agenzie di viaggio. Ferragosto come un’offerta da cogliere al volo. Prima che l’estate abbia fine.

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